De Rossi fratello di Roma

Feb 12, 2019 7 commenti by

NOTIZIE ROMA CALCIO – Una richiesta di non belligeranza, di tregua: «Dico ai tifosi, visto che vi siete sempre fidati di me, fidatevi anche questa volta: Kolarov non è tifoso della Roma da bambino ma è un professionista come ne ho conosciuti pochi in vita mia. Preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia e poi magari si tirano fuori al primo doloretto o se l’allenatore gli chiede di giocare in un ruolo diverso. Io da uno come Kolarov vorrei essere sempre rappresentato». La firma è di Daniele De Rossi, oggi sessanta presenze (sette gol) nella Champions League, sessantadue se contiamo la doppia sfida nel preliminare di due anni fa con il Porto. O forse meglio non contarla, visto come è andata: eliminazione della Roma ed espulsione di De Rossi nella sfida di ritorno. Parla di Kolarov, Daniele.

FIDATEVI DI ME – Un ragazzo in difficoltà per colpa di un suo errore, ha risposto male a un tifoso. «A volte è meglio girarsi dall’altra parte», il consiglio del capitano. Alla fine Alex, come lo chiama De Rossi, sa reagire e lo ha fatto, anche a Verona. Il punto è, secondo il capitano della Roma, non stabilire chi abbia torto o ragione, perché è difficile dire se si voglia più bene a mamma (i tifosi) o a papà (Kolarov), ma pensare a una tregua, perché stasera la Roma ha bisogno di tutti: di un giocatore sereno e di una tifoseria unita. «In questa storia mi trovo in mezzo, perché voglio bene ai tifosi e considero Kolarov un fratello. Spero si possa chiudere qui questa vicenda».

LE SESSANTA IN EUROPA – C’è altro a cui pensare, stasera. A quella Champions come percorso emozionale, tipo l’anno scorso. A far sì che la passata avventura europea non resti un’eccezione ma la normalità. La strada è un’altra e le difficoltà le stesse, nessuno ti regala una nuova semifinale Champions, ma qualcuno ha dato alla Roma un certezza: «L’essere un pochino più pronti a giocare partite delicate come questa». E come questa ne vorrebbe giocare tante altre De Rossi, ma si sa, dipende dal ginocchio. «L’operazione non l’avrei accettata alla mia età. Per adesso va bene e se sto così continuo a giocare. Con la gestione dell’allenatore e con il giusto minutaggio, potrei continuare. Io importante per la squadra? I miei compagni non si rendono conto di quanto lo siano loro per me. Negli ultimi anni mi hanno fatto sentire importante come mai mi ero sentito prima in carriera, per questo devo solo ringraziarli. Mi hanno fatto sentire desiderato. Ma ora abbiamo una partita da vincere e non dobbiamo fare test sulla mia condizione fisica. È importante la squadra, è importante battere il Porto. C’è la consapevolezza di potercela fare».

EUSEBIO UNO DI NOI – Dopo aver preso le difese di Kolarov, Daniele tira una carezza significativa anche al suo allenatore, Eusebio Di Francesco. Che dal baratro ha sempre saputo tirar fuori se stesso e la squadra. «Sa riconoscere i nostri problemi e intervenire, portando avanti sempre concetti normali. Ovviamente non può essere felice come quando lo è dopo aver vinto una partita importante, gli umori degli allenatori sono ricchi di alti e bassi ancor più di noi calciatori, ma ha sempre tenuto la barra dritta, e non ha mai perso la testa, anche in questa città, dove non è facile. Non siamo stati sull’orlo del baratro tante volte, ci sono stati momenti negativi e altri dove si è parlato tanto anche del suo futuro. Siamo quinti, stare sull’orlo del baratro è un’altra cosa. Sono stato quintultimo in classifica e fuori da ogni competizioni e mi sentivo più sotto pressione in quel caso». Già, lo ricordiamo.

(Il Messaggero, A. Angeloni)

Autore dell'articolo

Laureato in Scienze della Comunicazione, indirizzo Giornalismo - Direttore Editoriale di Giallorossi.net - Direttore editoriale di LaRomaNews

Commenta la notizia - 7 commenti

  1. 007 says:

    Parole da legionario
    Parole da Romano
    Parole da capitano.
    E un capitano non va interpretato. Va seguito.
    Sono con te Daniele.

  2. Nome Murdoc says:

    Kolarov certamente non mi è simpatico come uomo, ma come professionista tanto di cappello. Daniele, criticato in passato anche dal sottoscritto, ha dimostrato di essere un grande capitano prendendo sempre le difese dei compagni e quindi del gruppo ogni qual volta ce ne sia stato bisogno. E stasera speriamo rivenga fuori il gruppo, come fu col Barcellona. Speriamo capiscano che stando uniti e lottando sarà molto più facile far dimenticare il vergognoso 7 a 1 di Firenze, qualunque sia il risultato. In fin dei conti il tifoso romanista non pretende la vittoria, perché sa che dipende da tanti fattori, ma che si onori la maglia, quello sì. Uscire sconfitti ci può stare, ma tra gli applausi perché si è comunque dato tutto. Fuori le palle e daje Roma nostra !

  3. Semplice - Pallotta il Grande says:

    “considero Kolarov un fratello” cit. De Rossi

  4. Luca says:

    Parole da grande uomo e Capitano.

  5. nessuno says:

    Nonostante le nostre cappellate (errori)stasera uniti contro chi ha voluto dividerci (questo si che è peggio di un 7 a 1 sul campo)e andare contro la ROMA errore più grande di perdere la partita ,perdere i tifosi stradivisi e metterli tutti i giorni contro la squadra e contro la ROMA 😎 il divida ET impera applichiamo a chi vuole questo

  6. SOLO LA ROMA says:

    i calciatori ogni tanto però imparassero a chiedere scusa e non mi riferisco al caso Kolarov che mi frega il giusto ma all’ennesima figura che hanno fatto a Firenze non mi sembra che in quel caso il capitano sia andato in conferenza a chiedere scusa a noi tifosi per quel oscena partita che hanno fatto allora io gentilmente chiedo di non andare in conferenza solo quando fa comodo a loro per aiutare i loro “fratelli” poi pero quando fanno certe figure fanno i vaghi come se non fosse successo nulla ma va bene cosi grazie capitano ne prenderò atto. Forza Roma

  7. Nome Murdoc says:

    Ciao SOLO LA ROMA, sono d’accordo con Te e certamente sono stato e sono uno dei più accaniti accusatori per il 7 a 1 rimediato a Firenze. Altri tifosi hanno preferito una linea morbida facendo appello alla maglia e quant’altro, giungendo a perdonare…in fin dei conti può capitare….Non ho condiviso e non condivido. Ripeto per l’ennesima volta che perdere ci può stare ma non COSI’ ! Ora però è il momento di tornare uniti e sono sicuro che non assisteremo più ad un’altra Firenze. Credo che abbiano imparato la lezione dopo il casino che è stato fatto. E poi…i panni sporchi si lavano in casa….Stasera siamo in Europa e allora….tutti uniti… namo a sbranà.

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