De Rossi, la Roma ritrova il suo barometro per la Champions

Feb 13, 2018 2 commenti by

NOTIZIE AS ROMA – L’uomo dei due moduli è pure l’uomo che protegge di più la difesa. Ma è anche l’uomo che ha commesso «quella sciocchezza che a Genova ci è costata due punti», come pensano in molti. Daniele De Rossi, croce (poca) e delizia della Roma: è vero che lo schiaffo a Lapadula a Marassi ha impedito alla squadra di portare a casa una vittoria che sembrava pressoché certa e ha dato il via al periodo nero dei giallorossi durato due mesi, ma è vero pure che la sua assenza in campo si è fatta sentire partita dopo partita.

DUE MODULI – Contro il Benevento è tornato in campo dopo un mese e mezzo giocando una manciata di minuti, da fine dicembre aveva fatto mezzo allenamento con la squadra (sabato), atleticamente non era neanche al 50% e magari non lo sarà neppure a Udine. Ma la Roma ha bisogno di lui, in campionato come in Champions. E se alla Dacia Arena potrebbe ancora riposare (torneranno Nainggolan e Pellegrini), nelle tre partite contro lo Shakhtar e poi contro Milan e Napoli il posto da regista sarà suo. Da vedere con quale modulo: De Rossi può essere il vertice basso del 4-3-3, oppure può agire da mediano nel 4-2-3-1, ruolo che con Pizarro (soprattutto), ma anche Aquilani, Pjanic e Keita ha ricoperto spesso in passato. E altrettanto spesso gli ha regalato alcune tra le soddisfazioni migliori della sua carriera.

DIECI ANNI DOPO – Era il febbraio del 2008, infatti, quando la Roma di Spalletti all’Olimpico affrontava il Real Madrid (che poi eliminerà vincendo al Bernabeu a marzo) con Daniele e il Pek in mediana; dieci anni dopo per De Rossi, se Di Francesco confermerà i tre trequartisti dietro Dzeko, sarebbe un ritorno al passato, anche se dieci stagioni in più sulle spalle inevitabilmente si fanno sentire. E si fa sentire anche il polpaccio sinistro, che ormai da un paio d’anni non gli dà tregua. Daniele sa che deve gestirsi, ma sa pure che con Gonalons out (almeno) fino a marzo la Roma ha bisogno di lui. Come «leader in campo», viste le parole dell’allenatore domenica sera, e fuori. Quando c’è lui la squadra subisce quasi la metà dei gol (la media passa da 1.1 a 0.6) e i compagni, soprattutto quelli della difesa, si sentono più sicuri.

MACINANDO CHILOMETRI – A 35 anni da compiere a luglio è il giocatore della squadra che corre di più, con oltre 11 chilometri di media a partita, e adesso che non avrà più la Nazionale e gli impegni estivi e durante le soste, potrà dedicarsi soltanto a preservare il fisico per allungare il più possibile la carriera. In estate la Roma tornerà sul mercato, il dopo De Rossi inizia a diventare qualcosa di concreto, ma a dieci anni – a proposito di ricorrenza – dall’ultimo trofeo, prima di dire basta e salutare tutti Daniele vuole provare ancora a vincere. Difficile, se non impossibile, ci riesca in questa stagione, appuntamento allora all’anno prossimo. Per quanto riguarda questo, già non avere più problemi fisici sarebbe un passo avanti per cui mettere la firma.

(Gazzetta dello Sport, C. Zucchelli)

Autore dell'articolo

Laureato in Scienze della Comunicazione, indirizzo Giornalismo - Direttore Editoriale di Giallorossi.net - Direttore editoriale di LaRomaNews

Commenta la notizia - 2 commenti

  1. adiba says:

    Zuccelli innamorata di DDR…
    croce poca?
    rallenta l’azione, corre, si, 11 km a partita, ma col passo del qua qua…
    i suoi passaggi ono per tre quarti meri postamenti di palla, mai in profondità,
    molte amnesie difensive e sflippamenti pericolosi forse dovuti
    a una conizione non sempre eccelsa.
    Ma si sa, il calcio è opinione e adesso DDR è l’uomo che rivolverà i problemi della Roma…
    Io preferirei tenermi Kevin come vertice basso mobile con due incursori come Pellegrini e Ninja…

  2. Ziopeppo says:

    Ho sempre difeso DDR da chi gli vuole male, mi sembra uno che pur con evidenti limiti di mobilità ha sempre dato tutto.
    E’ vero a volte rallenta, ma molto spesso cambia gioco cosa nella quale Strootman è lacunoso, diciamo che contro squadre del nostro livello o superiori meglio Strootman che può coprire di più, muovendosi, larghe porzioni di campo.
    Con squadre dove abbiamo quasi sempre la palla noi anche DDR dice la sua, io comunque spero sempre nella ripresa di Gonalons, a londra fece una partita disumana, certo è difficile per uno che ha sempre avuto il ruolo di titolare venire a fare la riserva a 29 anni di un 34enne… vedremo il prossimo anno se si punterà su di lui o arriverà un giocatore più valido.

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