Petrachi: “Roma, il mio mercato furbo”

Set 11, 2019 9 commenti by

AS ROMA NEWS CALCIOMERCATO – «Non faccio i tarocchi, non sono un veggente». Così Gianluca Petrachi, otto giorni dopo la fine del mercato, che lo ha inghiottito per tre lunghi mesi, forse anche di più. Non faccio i tarocchi è la risposta a chi gli chiedeva le prospettive della Roma, se fosse o meno squadra in grado di raggiungere la Champions. Sincero, qui. La speranza del ds, e di tutti, c’è, certezze ovviamente no.

Di sicuro il mercato appena finito gli ha dato soddisfazione, pure troppa. Ma si deve partire con ottimismo e in questo, Gianluca, va compreso. Soddisfatto degli acquisti, zero rimpianti e felice anche per il mercato in uscita. «All’80% ci sono riuscito, è rimasto qualche residuo che ci sta in una rosa così ampia. Sono contento di come sia andata. Sono convinto di aver creato, insieme a tutta la società, qualcosa su cui far rinascere l’entusiasmo e l’orgoglio romanista».

Troppi prestiti, forse. Categoria di calciatori sempre a rischio. «A volte ci si deve adattare alle esigenze. Per Smalling e Mkhitaryan era difficile impostare un certo tipo di discorso o ragionamento a quarantotto ore dalla fine del mercato. Si sono create delle opportunità per fare operazioni furbe».

SARÒ FRANCO – La questione Baldini, poi. Discorso che da Petrachi viene sempre trattato con molta decisione. 1) Chiarire che non c’è la mano di Baldini sugli acquisti inglesi di Smalling e Mkhitaryan, precisando che «Franco mi aveva segnalato che Micki poteva liberarsi dall’Arsenal». Come a dire: dovevo pagarlo, poi l’ho preso gratis. 2) Il ds precisa come Baldini non abbia «mai intralciato il mio lavoro, è stato al posto suo». Al posto suo, cioè al fianco di Pallotta. «Quando sono venuto alla Roma gli avevo chiesto di avere rispetto dei ruoli. Non ho avuto problemi con lui, è rimasto al posto suo tenendo le giuste distanze imbastite all’inizio e sono contento di come sia stato bilanciato il lavoro. L’operazione Smalling, Franco, non la conosceva neanche».

Il punto fermo del mercato di Petrachi è Dzeko. Quel giocatore che, alla prima conferenza, era stato messo sull’attenti: «La Roma non si ricatta», ricordando come fosse – giustamente – sbagliato accordarsi con un’altra squadra (l’Inter) prima della scadenza del contratto con l’attuale società (la Roma). Quelle parole avevamo allargato la frattura tra Edin e i giallorossi, rendendola quasi irreparabile. Poi, Petrachi è strato abile a ricomporla. «Io ho sempre sperato di tenere Dzeko, perché secondo me quello che è successo prima, nell’anno difficile che ha passato la Roma, ha pesato sul suo umore e gli ho fatto capire che il vento stava cambiando, che le situazioni si stavano modificando e che stava nascendo una Roma diversa. Il prezzo che ho posto all’Inter quando l’ho incontrata a maggio (ufficialmente era ancora il ds del Toro, ndr) non è mai arrivato, evidentemente Edin non era così importante per l’Inter».

Gonfia il petto, Petrachi, per non aver abbassato la testa nemmeno davanti alla Juve e sulla questione Rugani-Riccardi. «Questa forza d’urto è stata compresa da tutti. Marotta, Paratici tutti hanno capito che a Roma non possono venire a dettare legge, a fare i prepotenti. Non siamo la succursale di nessuno». C’è solo un dubbio, quando parla degli infortuni in serie. Lui dice che stanno valutando tutte le possibili cause, dai campi ai preparatori personali, facendo capire che alcuni calciatori in questi stop ci ricascano troppo spesso, anche chi è appena arrivato, come Spinazzola. «Che ha una storia che parla per sé, di tanto in tanto ha avuto qualche problema muscolare. Come Pastore. Chi mi ha sorpreso è stato Zappacosta». In effetti.

INGAGGI TOP – Infine la questione monte ingaggi, che nella Roma è troppo alto. «Il nostro lo è molto. Su questo dobbiamo migliorare e miglioreremo nel corso del tempo, cercheremo di riequilibrare le cose. Ora il livello è un po’ sfalsato, io proverò a ricalibrare il tutto tenendo altissimo il tasso qualitativo». La mission più complicata.

(Il Messaggero, A. Angeloni)

Autore dell'articolo

Laureato in Scienze della Comunicazione, indirizzo Giornalismo - Direttore Editoriale di Giallorossi.net - Direttore editoriale di LaRomaNews

Commenta la notizia - 9 commenti

  1. Hic Sunt Leones says:

    In effetti la conferenza stampa di Petrachi offre numerosi spunti di discussione.
    Che si mostri determinato e in sintonia con l’allenatore, dettando la linea dell’ASR sia ai giocatori che ai DS delle altre squadre, è ovviamente un’ottima cosa.
    Quest’anno peraltro ha dovuto affrontare difficoltà notevoli, ma se tutto andrà per il meglio a giugno prossimo dovrebbe disporre di margini più ampi di manovra. Certo, vi saranno le questioni dei prestiti in uscita e in rientro da affrontare.
    Il monte ingaggi potrà anche mantenersi uguale, ma dovrà corrispondere a risultati sportivi più ambiziosi.
    Di certo credo che Petrachi abbia fatto il meglio che poteva. Ora sta alla squadra fare altrettanto.

  2. Zenone - Pallotta Forever says:

    Adesso che abbiamo una dirigenza “furba”,sarebbe il caso che anche la tifoseria “tonta”,quella che ragiona nell’ottica del “noi contro tutti”,diventasse finalmente un pò più furba anch’essa. La “Roma squadra ” ne trarrebbe solo giovamento. Da decenni quando si va su certi campi,le squadre locali si giocano la partita dell’anno solo per rivalsa e dispetto verso i nostri ” fenomenali “tifosi.
    Sveja Bamboli,le guerre vere non si fanno per strada,ma nei salotti ovattati del potere calcistico.
    Benvenuta,quindi,e benedetta questa Storica alleanza con la Juventus (che scrivo apposta con la maiuscola).

    • Amedeo says:

      Machiavelli al tuo confronto è uno studentello. Potresti cambiar nick, sai? Capisco e apprezzo le tue continue provocazioni, hanno sempre un fondamento, ma, stavolta mi spiace, la juve (sic) proprio non riesco a farmela passare, anche in nome di una (presunta) “ragion di stato”.

      • Zenone says:

        Amedeo,ti replico per la stima che ti porto,ma su questo Sito, pensarla diversamente dalla stragrande maggioranza, significa qualificarsi come provocatore di professione?
        Come innovatore mai?
        Comunque,un saluto.

        • David One says:

          Zeno’ ma te e l’altro Zenone ,quello con scritto Pallotta Forever siete la stessa persona?

          • Zenone - Pallotta Forever says:

            Certo Davidò…metto solo ” Zenone” quando è sul confidenziale e “Pallotta Forever” quando è più istituzionale.

          • David One says:

            Grande Zenò ahahahahahah sei un mito

  3. David One says:

    Occhio Petrachi…
    “Be openly smart is foolish,be openly foolish…is smart”.

  4. Custom75 says:

    Il lavoro di Petrachi mi sembra di tutto rispetto considerando che, oltre ai vincoli finanziari, si è dovuto muovere anche contro l’inerzia dei giocatori importanti ad andare in una squadra navigante in un bacino di scarso appeal agonistico, fuori dall’Europa che conta e con obbiettivi di dura lotta per un posto per il prossimo anno.
    Nel giro di 3-4 partite capiremo come andrà quest’anno

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