DAI QUOTIDIANI | Dybala totale: non giocava così tanto da dieci anni. Ora manca soltanto il gol

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“Se sta bene gioca sempre”. Gian Piero Gasperini lo aveva detto e, almeno nel primo segmento della stagione, è stato di parola. Paulo Dybala non è più soltanto il giocatore al quale la Roma affida la giocata decisiva: è diventato anche uno dei calciatori sui quali il tecnico può contare con maggiore continuità. Ed è forse questa la notizia più importante dell’inizio di stagione della Joya. Nelle prime sei partite ufficiali, cinque di campionato e quella di Champions contro il Fenerbahce, Dybala è sempre partito titolare. Non è mai stato sostituito prima dell’ora di gioco e ha accumulato complessivamente quasi 500 minuti.

Un dato tutt’altro che banale per un giocatore che negli ultimi anni è stato tradito più volte dal proprio fisico. Prima i problemi muscolari, poi due interventi chirurgici nelle ultime due stagioni, uno per una lesione tendinea e l’altro al menisco. Per trovare una serie più lunga di partite consecutive da titolare bisogna tornare alla gestione Ranieri tra novembre 2024 e gennaio 2025, quando Dybala partì dall’inizio undici volte di fila. Secondo Il Messaggero, addirittura, nelle prime cinque giornate di campionato Dybala ha giocato 407 minuti sui 450 disponibili, il 90,4%: una continuità che non aveva all’inizio di una stagione da dieci anni, dal 2016-17.

Naturalmente è ancora presto per capire se Gasperini e il suo staff abbiano davvero trovato la formula giusta per proteggere il fisico dell’argentino. Ma una cosa è evidente: questa versione di Dybala appare diversa. Più continua, più resistente e soprattutto più coinvolta anche quando la Roma non ha il pallone. Contro l’Inter, ad esempio, ha percorso 9,8 chilometri, più di Lautaro Martinez e Malen, raggiungendo un picco di velocità di 29 km/h. Numeri che raccontano bene quanto Gasperini gli chieda qualcosa in più rispetto alla sola rifinitura offensiva.

E proprio il tecnico non sembra particolarmente sorpreso: “Fisicamente Dybala è una bestia. Spesso potrebbe fare anche i supplementari“. Una frase che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata quasi paradossale parlando di un calciatore la cui gestione fisica era diventata uno dei temi ricorrenti di ogni stagione. La qualità, invece, non è mai stata in discussione. Dybala ha già confezionato quattro assist ufficiali, ma il dato racconta solo una parte del suo impatto. Le statistiche non gli attribuiscono infatti le giocate che hanno preceduto i due gol di Koné contro l’Inter e la rete di Malen a Torino, azioni nelle quali il suo piede è stato comunque determinante.

Allargando lo sguardo alle ultime nove presenze tra la parte conclusiva della passata stagione e quella attuale, sono otto gli assist serviti ai compagni, cinque dei quali per Malen. Un’intesa che sta diventando una delle armi principali della Roma di Gasperini. È proprio qui che la Joya sembra essersi trasformata. Qualche anno fa Dybala era soprattutto il finalizzatore, l’uomo al quale affidare il tiro o l’ultima giocata. Oggi è sempre più il regista offensivo della squadra: viene incontro, apre il campo, vede il movimento dell’attaccante prima degli altri e accelera l’azione con un solo tocco. Ma manca ancora qualcosa. Il gol.

Dybala non segna dal Torino-Roma del 18 gennaio scorso. Otto mesi di calendario, anche se nel mezzo ci sono state appena tredici presenze a causa dell’infortunio al menisco e dell’operazione di marzo. Un’assenza dal tabellino che comincia inevitabilmente a pesare per un giocatore abituato per tutta la carriera a incidere anche sotto porta. Qualche segnale, però, sta arrivando. Contro l’Inter Dybala ha concluso quattro volte verso la porta e soprattutto ha provato nuovamente alcune soluzioni più violente, compreso un tiro di collo che negli ultimi tempi si era visto raramente. Non soltanto il classico sinistro a giro, dunque, ma una maggiore fiducia nel calcio e nel proprio corpo.

È probabilmente questo l’ultimo gradino che Gasperini aspetta. Perché il tecnico ha già recuperato un Dybala capace di giocare con continuità, di correre, di aiutare la squadra e soprattutto di rendere migliori quelli che gli stanno intorno. Adesso manca soltanto che torni a fare ciò che per anni gli è venuto più naturale: segnare. Quando succederà, la Roma potrebbe ritrovarsi davvero davanti alla versione più completa della Joya: non più soltanto il talento da preservare, ma un campione da poter utilizzare sempre.
FONTI: Corriere della Sera, Il Messaggero

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15 Commenti

  1. GASP è un mago , ha fatto giocare 6 partite di fila per intero a Dybala , cosa mai accaduta da quando sta alla Roma, ma perchè quest’allenatore è arrivato vicino ai 70 con il magro bottino vinto con l’Atalanta? Eppure: sa allenare i calciatori portandoli al top della forma, li sa scegliere, li sa far amalgamare per giocare insieme al meglio, da un gioco efficace alle squadre che allena . Forse è arrivato tardi ad imparare quello che oggi sa, o è stato sfortunato, non ho altre spiegazioni.

    • Sicuramente si è affinato con il tempo però penso che abbia bisogno di appoggio totale da parte della società, cosa non facile visto che ha una visione abbastanza integralista ed è molto esigente dal punto di vista fisico/atletico, particolare che a molti giocatori non piace, soprattutto quelli delle “grandi squadre”.
      Non dimentichiamo che se avesse ‘vinto’ Ranieri sarebbe stato cacciato…

    • Io non credo che dovrebbe giocare 90 minuti. Contro l’Inter lo abbiamo visto arretrare fino alla linea di porta ma anche, spesso, perdere l’uomo e nell’ultima mezz’ora non ne aveva più.

    • In realtà Gasp .. Porto il Genoa al quarto posto..
      Ma cosa succede?
      Che quando vai ad allenare campioni, loro ti devono riconoscere come un leader..
      Andò all’Inter.. Moratti aveva capito la potenzialità di Gasp..Ma la squadra no
      Era una squadra estremamente vecchia, ma formata da ex campioni.. Giocatori allenati dai migliori tecnici al mondo
      Gasp porto la difesa a 3..Allenamenti molto più duri
      Per loro una bestemmia
      Non fu seguito perché non aveva un nome
      Gasp fa grandi cose, ma Devi seguirlo

  2. Con Ranieri si dicevano le stesse cose, ha giocato 2 mesi consecutivi poi si è rotto a marzo e non è più rientrato, aspettiamo. Andrebbe dosato meglio, doveva uscire lui e non Kone’ con l’Inter, non ne aveva proprio più, non ha forza quando tira in porta è evidente, è un enorme limite, si è divorato alcuni gol anche perché poco lucido col lavoro che fa in partita. Andrebbe alternato quasi al 50% con Soule’ che a sua volta è penalizzato a sinistra. Gasperini è un grande ma non è infallibile.

    • L’infallibilita non appartiene a nessuno, è Gasp fa errori come tutti..
      Tuttavia far uscire Kone significa che era concordato, perché se no nessuno lo avrebbe fatto uscire..
      Ci sono anche i dati che lo staff vede sul computer in tempo reale.
      E risparmiare Kone significa aver visto un calo, oppure un cambio già programmato da prima
      Soule teoricamente sarebbe proprio il vice di Dybala..
      Ma chi gioca a sinistra?
      Mora non lo vuole bruciare
      Dietro ogni scelta c’è un motivo
      E noi non li conosciamo

  3. Secondo i commendatori (non è un refuso) della carta stampata l’astinenza da gol dell’argentino è una sfumatura da niente, un particolare di poco conto.
    Boh, mi ricordavo tutt’altre cose per chi gioca vicino la porta avversaria.
    Se la Roma non ha battuto l’inter, il demerito principale è di Mancini ma poi gli segue a ruota Dybala.
    Io la vedo così.
    Boh🤔

    • Ed entrambi i gol nati da sue intuizioni dove li metti?
      Tra i meriti o i demeriti?
      Dybala se sta bene gioca sempre perchè crea spazi per i compagni e vede linee di passaggio e soluzioni che nessun altro vede.
      E’ vero tira meno anche se ricordo un suo tiro teso e forte da fuori area uscito di poco.
      Però batte tutte le punizioni e i calci d’angolo e non è roba da poco.

    • @Zenone – a mio modo di vedere semplifichi un po’ troppo; se la Roma non ha battuto l’Inda è per Mancini, per la faccia di Martinez (portiere) che è ancora gonfia, per la stanchezza che ci ha tarpato le ali negli ultimi 20 min costringendo Gasp a scegliere chi sostituire tra tanti che ne avrebbero avuto bisogno, quindi a Gasp stesso che è uno dei migliori se non il migliore ma è integralista, per Martinez (attaccante) che è un fuoriclasse… devo continuare?

    • Mettiamola così Zenò, se Dybala dovesse conservare l’attuale media finirebbe il campionato con zero gol ed una trentina di assist.
      Senza considerare gli altri contributi all’azione offensiva che non entrano nelle statistiche.
      In tal caso il suo apporto sarebbe stato comunque devastante, anche senza occasioni x mostrare la Dybalamask.
      Più ragionevolmente i gol arriveranno e la media assist calerà, ma di certo il suo attuale apporto alla produzione offensiva è di assoluto livello anche senza gol.

    • Chi sta vicino alla porta deve creare..
      Se Dybala a fine anno fa 20 assist e 0 goal cosa significa?
      Che ha creato 20 goal della squadra..
      Contro l’Inter e stato semplicemente fondamentale..
      Nel primo goal Dybala mette Molina nelle condizioni di fare la sponda
      Nel secondo goal ancora Dybala mette Mancini nelle condizioni di toccarla a Kone
      Ora si può dire tutto, ma dai suoi piedi nascono due goal
      Senza Dybala sarebbero nati quei goal?
      Poi ha sbagliato un paio di conclusioni si
      Come tutti.

  4. Dybala nonostante stia giocando bene, deve essere gestito ,nell’ultima mezzora era sfinito . In qualche partita , all’inizio , farei giocare Soule’ al suo posto e Mora sulla six per preservare la sua forma e evitargli infortuni .

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