DAI QUOTIDIANI | Un-due-tre gol: Malen è l’uomo dei sogni di Gasp

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Prendere il pallone, crearsi lo spazio, calciare. Uno, due, tre. Nel calcio moderno si cercano formule sempre più sofisticate, ma Donyell Malen continua a risolvere tutto con una semplicità quasi brutale. Il primo controllo apre la porta. Il secondo prepara il tiro. Il terzo spesso manda il pallone in rete. È diventata questa la firma dell’attaccante olandese, oggi uno dei simboli più evidenti della trasformazione offensiva della Roma di Gian Piero Gasperini.

Malen è il centravanti che nel 2026 ha segnato più gol nei principali campionati europei: 20 reti, una in più di Harry Kane. Un rendimento impressionante, accompagnato da una frequenza realizzativa ancora più significativa: un gol ogni 58 minuti giocati e circa due conclusioni nello specchio a partita. Tradotto nel modo più semplice possibile: Malen segna mediamente una volta ogni due tiri nello specchio. Numeri che ormai rendono difficile parlare di semplice momento di forma. All’inizio della sua esplosione qualcuno poteva pensare che gli avversari dovessero ancora prendergli le misure. Ma le partite sono passate, le difese hanno cominciato a conoscerne movimenti e preferenze e il risultato è rimasto praticamente lo stesso.

La chiave è soprattutto nella velocità di esecuzione. Malen non ha bisogno di preparare troppo l’azione, né di accumulare tocchi. Guadagna mezzo metro e calcia prima che il difensore riesca a recuperarlo. Il suo primo passo crea una separazione che spesso diventa già sufficiente per arrivare alla conclusione. Ma dietro la sua trasformazione c’è anche l’intuizione di Gasperini.

Prima di incontrare il tecnico, Malen era stato utilizzato spesso partendo dall’esterno. Gasperini ha invece visto in lui un attaccante da avvicinare alla porta, liberandolo da molti compiti tipici dell’ala e sfruttandone soprattutto accelerazione, attacco dello spazio e capacità di concludere rapidamente. Il primo segnale, quasi per ironia, era arrivato proprio contro la Roma. In un’amichevole estiva di un anno fa Malen entrò dalla panchina, attaccò centralmente la difesa giallorossa e segnò. Fu quella una di quelle prestazioni capaci di lasciare un segno nella testa dell’allenatore. Il resto è diventato progressivamente realtà.

Oggi Malen non è semplicemente il centravanti della Roma. È il terminale ideale di una squadra costruita per recuperare palla, accelerare e arrivare rapidamente negli ultimi metri. E accanto ha trovato un compagno che sembra fatto apposta per esaltarne le qualità: Paulo Dybala. Uno vede il movimento, l’altro lo completa. Uno inventa, l’altro conclude. Dybala pensa, Malen taglia. Ed è proprio questa complementarità ad aver trasformato la coppia in una delle armi più pericolose della nuova Roma. Una coppia da sogno che riesce a evocare i grandi tandem offensivi del passato giallorosso, da Pruzzo con Falcao e Conti fino a Totti e Batistuta. Paragoni che appartengono ancora alla suggestione, perché questa Roma deve costruire la propria storia. Ma il meccanismo tecnico è già evidente: Dybala crea, Malen trasforma.

Gasperini si è spinto persino a ipotizzare per l’olandese la possibilità di insidiare il primato dei 36 gol in Serie A. Una prospettiva enorme e naturalmente tutta da verificare su una stagione intera, ma che racconta quanto sia cambiata la considerazione intorno al giocatore. Fuori dal campo viene descritto come riservato, quasi timido. Dentro, invece, sembra vivere una trasformazione completa: attacca ogni spazio, anticipa i difensori, accelera e tira appena intravede la porta. Un-due-tre. La Roma ha cercato per anni un centravanti capace di rendere semplice ciò che davanti alla porta sembrava complicato. Gasperini, avvicinando Malen all’area, potrebbe aver trovato proprio quello.
FONTE: Il Messaggero

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14 Commenti

  1. Premesso che quello che conta per Malen deve essere segnare per fare vincere la Roma un obiettivo può essere la “semplice” classifica dei marcatori, che non è poco e che manca da molto tempo.

  2. Speriamo che i gol siano pesanti come lo scorso campionato e non come i 6 gol di questo che se li togliamo i punti della Roma sono gli stessi:13. Servono gol che “pesano” da segnare contro l’Inter e Fenerbace e Atalanta. Poi aggiungiamoci che mancano i gol che dovrebbero segnare gli attaccanti come Dybala e anche Castro. Se no ci scorderemo la zona alta della classifica. Magari anche gol per vincere scontri diretti.

    • Napice quando scrivete queste cose lo fate così tanto per criticare o ragionate?Contro la fiorentina 4-0 i primi 3 goal sono stati di Malen il 4goal segnato all 86 e te risolto prima dandoci la tranquillità.Stesso discorso contro il torino 2-0 per noi segna lui im primo e solo al 90 Pisilli quindi tutto incerto e non so come sarebbe andata .. Con il lecce lui segna i primi 2 goal.E grazie ai suoi goal iniziali che le difese si aprono per recuperare e noi segniamo, altrimenti si chiudevano

    • Daemsi ma che dici? Sbloccare la partita non conta nulla! Soltanto per le partite che si vincono per 1-0, praticamente tutte con Gasp, il gol ha peso specifico…hahahha
      Cmq complimenti per la pazienza di averglielo spiegato, cosa di cui non doveva esserci bisogno. Senza offesa napice58 dato che ritengo il tuo commento soltanto provocatorio, non posso pensare altro napoli58, un abbraccio

    • Scusate… ma sinceramente il commento di napice58 mi sembra meritare zero risposte o attenzioni per quanto è impreciso e strampalato nei riferimenti.
      Un commento del genere può essere giustificato se detto da chi non ha visto una partita della Roma o da chi in malafede vuole criticare e parlare male. Scegliete voi…

    • Madryx hai ragione ma quando leggo certe stupoidaggini sbrocco e rispondo.. spero sempre ci sia buona fede o una mal interpretazione del commento ma rileggendo non trovo possibile nessuno di questi casi… a certi tifosi sempre che lo siano si meriterebbero i Fabio Junior o i Bartelt

    • è tutto da dimostrare che se MALEN non avesse segnato questi 6 gol iniziali la Roma avrebbe vinto ugualmente .
      le partite vanno giocate e soprattutto sbloccate.
      Se MALEN non le avesse “sbloccate” nessuno può sapere come poteva finire!!
      Sempre forza Roma!!

    • Danilo perche che ci sono dei fenomeni che mettono il pollice verso ma mica sono capaci di controbattere… perche io vorrei comprendere la loro mente cosa sarebbe capace di creare pur di giustificare queste minchia.e che scrivono

    • Avevo già risposto allo stesso utente in un altro post, che scriveva le stesse cose..
      Avevo risposto praticamente come Daemsi..
      Ma a quanto pare Napice58 crede che sbloccare le partite non sia un fattore decisivo..
      Ed invece lo è..
      Contro Fiorentina, Lecce, Torino.. Malen ha praticamente aperto la strada a 3 vittorie, costringendo l’avversario ad aprirsi..
      Ed ora un altra piccola lezione Napice58
      Gli scudetti si vincono con le “piccole”
      L’inter dello scorso anno lo dimostra
      Forza Roma

  3. Mamma mia che ansia.
    Sempre a trovare il peluccio nell’uovo.
    Ora i 6 gol di Malen non contano perché non ha segnato ,( fino adesso ) negli scontri diretti,che poi mi sembra strano che si parli di scontri diretti con l’Atalanta , che sta un abisso sotto di noi, e pure di scontro diretto con l’Inter , visto che in estate dicevate che anche quest’anno eravamo da 6/7 posto ..
    Ora ti rinfresco la memoria , vogliamo contare i gol di Batistuta negli scontri diretti , l’anno dello scudetto ?

  4. Tutto bello per carità, però secondo me troppo enfatizzato. Soprattutto per quanto riguarda il nostro grade Gasp, intuizione sua di spostarlo al centro e più vicino alla porta…insomma. Se non sbaglio lo stesso Malen lamentava la sua posizione nella vecchia squadra e chiese a Gasp, prima di accettare il contratto, se avrebbe giocato centrale. Quindi direi unità di intenti tra i due più che intuizione del mister. tutto qui, che Dio ce li conservi così. Daje Roma Daje

  5. La Roma deve correggere il tiro quando si incontrano squadre con difensori molto forti, perchè li Malen fa fatica a trovare il gol , ma siccome ormai anche le squadre forti lo temono, gli creano sempre intorno una gabbia che, inevitabilmente libera altri calciatori della Roma e, quindi, Gasp dovrà essere bravo ad allenare la squadra a giocare con questi spazi che si creeranno , paradossalmente con squadre forti l’attacco a due punte potrebbe essere la soluzione.

  6. mah, non sono convintissimo di questa interpretazione; Malen voleva andarsene dal A Villa perche il coach lo faceva giocare largo e poco. Come sappiamo siamo scoperti da un tot in quel ruolo, ed il Gasp ha colto l’occasione. Il caso ha voluto che sia Ferguson, che Dobvik si siano infortunati in quel periodo, dando cosi via libera a quella che si rivelera per noi una vera manna.
    La ruota sta girando!

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