FOCUS | Lo stadio a Pietralata cambia i conti della Roma: 154 milioni di ricavi già nel primo anno

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Il nuovo stadio di Pietralata non cambierà soltanto la casa della Roma: può cambiare soprattutto la sua dimensione economica. È questo uno degli aspetti più significativi del progetto approvato dopo il via libera della Conferenza dei Servizi. Secondo le previsioni contenute nel Piano economico-finanziario, nel 2031 l’impianto dovrebbe generare circa 154 milioni di euro di ricavi netti. Numeri da grande club europeo, costruiti su un modello che punta a far vivere lo stadio non soltanto nei giorni delle partite.

La voce più pesante non sarà infatti nemmeno la biglietteria. Il PEF stima 71,6 milioni di euro dall’hospitality, tra aree premium, servizi dedicati alle aziende e formule ad alto valore commerciale. Dai biglietti dovrebbero invece arrivare altri 47,8 milioni: insieme, hospitality e ticketing valgono quasi 120 milioni, oltre tre quarti dell’intero fatturato previsto per il primo anno di attività.

Ma il vero cambio di paradigma sarà trasformare Pietralata in una struttura capace di produrre ricavi 365 giorni l’anno. Le proiezioni prevedono 7,8 milioni dal naming rights e altrettanti dalle sponsorizzazioni, 4,5 milioni dal food & beverage, 4,4 dagli eventi diversi dalle partite, 3,5 da museo e tour, 3,1 dai parcheggi, 2,1 dagli eventi business e circa un milione dal merchandising. Concerti, congressi, ristorazione, museo, attività commerciali e corporate permetteranno così alla Roma di sfruttare direttamente un patrimonio che oggi, giocando all’Olimpico, non può controllare nella stessa misura.

Ed è proprio qui che si gioca buona parte del salto verso l’élite. Uno stadio moderno e direttamente sfruttabile consente ai grandi club europei di affiancare ai diritti televisivi entrate molto più consistenti da matchday, hospitality e attività commerciali. Per la Roma, Pietralata significa quindi non soltanto prestigio e una nuova casa da 60.605 spettatori, con una Curva Sud da quasi 23 mila posti, ma soprattutto la possibilità di aumentare in maniera strutturale il fatturato e, di conseguenza, la propria capacità di competere nel lungo periodo.

Il conto alla rovescia verso il cantiere è partito, con la posa della prima pietra indicata per la primavera del 2027. Ma il dato che racconta meglio ciò che i Friedkin vogliono costruire è forse proprio quello dei 154 milioni: Pietralata non sarà soltanto lo stadio della Roma. Nelle intenzioni della proprietà dovrà diventare uno dei principali motori economici del club e lo strumento per accorciare stabilmente il divario con le grandi d’Europa.
FONTI: Corriere dello Sport, Il Romanista

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19 Commenti

  1. bellissimo fare i conti di quanto porterà d’incassi uno stadio che non si sa ancora esattamente quando inizierà ad essere costruito.

    futuristici ! 😅

    ❤️🧡💛

    • Già,
      neanche fosse un investimento da un miliardo di € per cui hanno fatto studi sulla redditività a 3, 5, 10, 15 anni ancora prima di poggiare la matita per pensare a un progetto,
      sono strani questi eh….

    • Rudy non so se lo sai ma le aziende programmano nel medio lungo termine altrimenti rimarranno sempre ferme al punto di partenza..se hai questa conoscenza inutile criticare

    • daemsi
      esatto, “le aziende” … non voi abbocconi come direbbe il buon zenone…

      orange
      fidati, per ora tutto ok, diciamo che non mi lamento😅👍

      ❤️🧡💛

    • Voller forse lo sono un po … di certo te non sei abboccone ma la parola termina sempre con ONE…indovina

    • ci sono standards urbanistici da rispettare… non è una scelta esclusiva della Roma…gli standards verde, parcheggi e viabilita… ci sono leggi da rispettare…

    • Sia mai, 60k è meno della media dei sold out senza Champions…

    • Ormai gli stadi da 80000 in su nel calcio moderno non si fanno più perchè non conviene, principalmente dal fatto che non lo riempiresti ogni volta.., se non in alcune partite di cartello, perché con le pay tv, cosa che prima non esisteva, tanti stanno a casa e la vedono dal divano, mentre prima la domenica unico giorno in cui si giocava si riversavano tutti allo stadio, anche i prezzi erano decisamente più abbordabili, oggi nemmeno il Barca riempie più il suo, il nuovo passa da 120 a 100 mila

    • YT ma te sai come funziona un Iter per un iter del genere, quante componenti, associazioni vincoli ci sono da superare? domandati come mai nessuno ci è riuscito a farlo dei nostri Presidenti e capirai che aver avuto un parere positivo per uno stadio di 61.000 spettatori a Roma è un miracolo…

  2. AD OGGI aver euno stadio di proprietà è fondamentale per aumentare i ricavi.

    Molte persone pensano ancora come si faceva 20 anni fa coni soldi dei presidenti messi a fondo perduto nelle squadra, ma oggi non è più cosi anche perchè ci sono regole molto più stringenti.

    Avere 50/100/200mln in più sul fatturato grazie allo stadio ci permetterebbe di poter fare scelte differenti in tutti gli ambiti societari.

    Non ti fà vincere, ma ti rende più competitivo per farlo.

    • E il grande Dino Viola lo aveva capito 40 anni fa e dopo di lui Franco Sensi. Ci hanno sempre tarpato le ali per tenerci sotto. Io ancora non ci credo che riusciremo ad avere lo stadio di proprietà.

  3. Rispolvero il tema della speculazione: hanno già detto che costituiranno una società proprietaria dello stadio che affitta alla società sportiva. Che succederà in futuro? Quando si stancheranno venderanno le società sportive ma terranno gli stadi. Gli amerikani hanno la Roma, il Bologna, Fiorentina, Atalanta, ecc. Stellantis, proprietaria della Juve, è più negli Usa che in Europa. Visto cosa combinano gli USA non starei molto tranquillo.
    Intanto godiamoci lo stadio e vinciamo, però…

    • Per questo genere di investimenti si fa sempre un cosiddetto Special Purpose Vehicle (SPV), ovvero società a parte. Ci sono svariati motivi per farlo (finanziari, fiscali, rischio dell’investimento, vendibilità separata dell’asset, ecc.). E’ la normalità. Non c’è bisogno né motivo di vederci complotti

    • La proprietaria della Juve è Exor, non Stellantis. Exor (la cassaforte degli Agnelli/Elkan) è il principale azionista di Stellantis. Quindi dire che la juve è americana è completamente errato.

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