Il nuovo stadio della Roma a Pietralata ha superato il passaggio più importante: la conclusione positiva della Conferenza dei Servizi e la firma dell’autorizzazione unica hanno chiuso la grande fase autorizzativa del progetto. Non serve quindi un nuovo via libera politico o urbanistico sull’opera. Ma tra l’approvazione e la posa della prima pietra, indicata per marzo 2027, restano ancora alcuni passaggi tecnici e amministrativi. La differenza rispetto al passato è sostanziale: oggi non bisogna più decidere se lo stadio si farà, ma completare quanto necessario per renderlo concretamente cantierabile.
Il primo fronte riguarda la progettazione. Il progetto esecutivo (PFTE) approvato dovrà essere sviluppato ulteriormente recependo tutte le prescrizioni emerse durante la Conferenza dei Servizi, comprese quelle relative ad archeologia, ambiente, viabilità e opere pubbliche. Per questa fase sono stati indicati tempi nell’ordine di tre-quattro mesi. Parallelamente dovranno procedere le attività di verifica e validazione previste prima dell’avvio effettivo dei lavori.
Ma non sarà tutto nelle mani della Roma. Un passaggio centrale sarà infatti la gara pubblica per la concessione, che comprende progettazione esecutiva, realizzazione e gestione dell’impianto oltre al diritto di superficie sulle aree comunali. Non si tratta quindi semplicemente di una gara privata con cui il club sceglierà liberamente l’impresa incaricata di costruire lo stadio: la procedura dovrà essere gestita secondo le regole previste per il partenariato pubblico-privato. La Roma, in qualità di promotore del progetto, partirà comunque da una posizione particolare e potrà esercitare i diritti previsti dalla normativa all’interno della procedura.
È proprio questo uno dei punti decisivi per comprendere le tempistiche. Da oggi la velocità della Roma sarà fondamentale, ma non sarà l’unica variabile. Il club dovrà completare la progettazione, recepire le prescrizioni e preparare la fase realizzativa; contemporaneamente Roma Capitale dovrà portare avanti la verifica del progetto, la procedura pubblica per la concessione e gli adempimenti relativi alle aree. Il vantaggio è che questi passaggi potranno procedere in buona parte in parallelo, senza dover necessariamente attendere la conclusione di uno per iniziare il successivo.
Restano inoltre da perfezionare le procedure legate agli espropri delle porzioni private necessarie al progetto, rese possibili dalla dichiarazione di pubblica utilità. Gli oneri saranno a carico del concessionario, mentre dovranno proseguire anche le attività archeologiche richieste dalla Soprintendenza. Anche in questo caso non si tratta di nuovi giudizi sulla possibilità di costruire lo stadio, ma di adempimenti da completare prima della piena disponibilità delle aree.
La fase conclusiva riguarderà poi aggiudicazione della concessione, convenzione, garanzie, costituzione del diritto di superficie e consegna delle aree. Solo quando questi tasselli saranno al loro posto il progetto potrà trasformarsi materialmente in un cantiere. Il traguardo di marzo 2027 resta dunque realistico ma non automatico: per rispettarlo servirà che Roma e amministrazione facciano correre contemporaneamente tutti i procedimenti senza rallentamenti significativi.
Il punto, però, è ormai chiaro. Il nuovo stadio di Pietralata ha superato la fase nella quale ogni passaggio poteva rimettere in discussione l’intera operazione. Ora la partita è soprattutto tecnica e amministrativa. Progettazione, gara, aree e convenzioni: sono questi gli ultimi ostacoli da superare prima delle ruspe. E i prossimi sei mesi diranno se la prima pietra potrà davvero essere posata nella primavera del 2027.
Giallorossi.net | T. De Cortis

Quindi è un progetto di partenariato con Roma Capitale, i tempi saranno un po’ lunghetto allora. Vabbè. Ma questo significa che saranno investiti anche soldi pubblici?
un pochino di mal di pancia l’articolo me lo dà… non disincrocio le dita e sempre forza Roma!!
Cari ragazzi adesso capirete perché l’ Italia é il paese della cuccagna… tutti comandano ma non conta nessuno, il bello è che per completare una opera si deve completare un puzzle di non so quanti “pezzi” tutti stipendiati e scortati da noi cittadini….. e non solo…..
La solita storia…. è fatta! è fatta! Però bisogna aspettare ancora X, Y e Z. Manca sempre qualcosa. Sta storia durerà ancora anni. La burocrazia ci seppellirà tutti.
un pochino di mal di pancia, l’articolo me lo dà… non disincrocio le dita e sempre forza Roma!!
Fegati, fegati come pop corn oggi…. 🙂
“la gara pubblica per la concessione” Ecco dove ci saranno problemi, aspettiamo dunque ricorsi, TAR, Consiglio di stato etc etc
Sento positività sulla costruzione dello stadio. Principalmente si basa sul esistenza di Euro 2032. Per diritto di cronaca ricordo che anche Pallotta arrivò alla Pubblica utilità. Le problematiche che ci impedirono lo stadio non furono nessuna in merito ai punti sopra descritti. Speriamo bene
chissà cosa pensano di noi negli altri paesi, dove in 2 anni e mezzo buttano giù uno stadio iconico e ce ne costruiscono uno migliore sopra.
noi siamo a quanto? 13 anni? per dire, ok, allora facciamolo….
❤️🧡💛
Perdonate la mia ignoranza ma qual è il senso di costruire uno stadio nuovo di 60000 posti rispetto ai 70000 dell’Olimpico e posizionato in una zona più periferica? E l’Olimpico che fine farà, sarà usato per i concerti?
ti perdoniamo ma tu studia!!
Dell’ olimpico mi fregherà il giusto ma rimarrà nelle disponibilità del coni, quindi ci saranno partite della nazionale, rugby, i burini in affitto ecc. Il concetto di stadio periferico invece non ha senso. A parte la distanza reale,10 minuti di auto in tangenziale dall’ olimpico, ma la distanza ‘relativa’ con 2 fermate metro e una stazione ferroviaria (ora assenti all’ olimpico) nelle immediate vicinanze lo renderà molto piu fruibile e senza lo stress del parcheggio selvaggio di oggi.
Ma sei seriamente serio?
Dicci la verità, all’Olimpico non ci sei mai stato.
Che fine farà non ci riguarda, concerti o corse dei levrieri, la terza squadra della regione.
Forse perché l’Olimpico non è nostro e se anche lo volessimo non ce lo venderebbero?
Mi incuriosisce molto il tuo concetto di “più periferico”. Rispetto a cosa? Perché ad esempio se consideriamo il Colosseo come il centro di Roma (rispetto al GRA lo è quasi geometricamente), lo stadio di Pietralata sarebbe sostanziosamente più vicino rispetto all’Olimpico. Se parliamo di collegamenti e raggiungibilità, poi, il paragone diventa persino imbarazzante nei confronti dell’Olimpico.
Non vedo la ragione di tanta animosità. Nessuno ha risposto al mio quesito sulla capienza. Si riduce a 60000 con un potenziale di presenze per le partite di cartello di circa il doppio?
Nessuna animosità da parte mia (solo la perdurante curiosità sul concetto di “più periferico”), bensì la considerazione che il potenziale di circa il doppio è una tua valutazione, mentre i 60.000 posti (60.600 e rotti se ho letto bene su internet) sono una valutazione di chi ha passato anni a preparare questo progetto in sé e nel suo contesto.
Il paragone fra i due pareri secondo me non regge; se cercavi risposte più puntuali invece non capisco perché tu le chieda su questo sito 🙂
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.