Panucci: “Roma è la donna di cui sono innamorato nonostante non sia la più bella. Senza personalità non si può ambire a certi obiettivi”

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AS ROMA NEWS – Christian Panucci, ex difensore della Roma, è stato intervistato ai microfoni de Il Diabolico e il Divino, trasmissione in onda su New Sound Level. Queste le sue parole:

Domenica c’è Udinese – Roma, ci racconti quell’episodio con Doni?
«Io ho avuto un bellissimo rapporto con lui, è capitato quell’episodio in cui litigammo proprio a Udine per un’incomprensione di gioco; io gli avevo solo chiesto se avesse chiamato la palla e lui si è un po’ innervosito ma quelle sono cose che in campo succedono, abbiamo discusso ma è finita lì. Doni era un ottimo portiere, a noi difensori dava moltissima sicurezza e per la difesa è una cosa molto importante, alla Roma ha fatto molto bene».

La mia Roma?
«La mia Roma era una Roma forte, aveva una personalità molto forte, parliamo di calciatori come Samuel, Cafu, Totti tra gli altri. La personalità per ottenere i risultati a livelli alti è fondamentale, senza personalità non puoi ambire a certi obiettivi. Sarei potuto venire prima, quando stavo al Milan, perché Mazzone mi voleva, ma non c’è mai stata una vera e propria trattativa. Sono andato via dal Milan quando arrivò Sacchi, con cui non ho mai litigato ma mi aveva chiamato Capello al Real Madrid. A Roma sono venuto dopo e ho trovato uno dei posti più belli del mondo, continuo a vivere a Roma e dico sempre che è la donna di cui mi sono innamorato nonostante non sia la più bella di tutte».

Spalletti?
«Con Spalletti i primi anni abbiamo incantato, aveva trovato il giusto gruppo per le sue idee e quando andavamo in campo riuscivamo a fare esattamente quello che provavamo in allenamento. Io ce l’ho avuto come allenatore a 31 – 32 anni ma ho imparato tantissime cose da lui. In più lui mi diceva tutte le cose in faccia e questa cosa mi ha fatto imparare tanto nonostante avessi già parecchia esperienza. Ci sono state delle incomprensioni e spesso la vedevamo in modo differente, ma ancora oggi lo sento e lo ritengo un grandissimo allenatore. Mi ritengo fortunato di aver avuto allenatori del genere, completi soprattutto da un punto di vista umano, anche se ho incontrato degli allenatori che avevano qualcosa in più».

Passando alla Roma di oggi, cosa pensi di Josè Mourinho?
«Mourinho fece con me l’unica intervista esclusiva concessa a Sky, io parlai con un calciatore del Real Madrid che mi raccontò che quando gli disse che ero io a volerlo intervistare lui rispose “può venire quando vuole”. Roma soddisfa l’ambizione di tutti, è una città che io definisco il salotto d’Europa anche se la trattiamo male. Per non parlare poi dei tifosi, ho giocato nelle piazze più importanti del mondo ma il tifoso della Roma è incredibile. Sono d’accordo con Mourinho che in questo momento sta mettendo qualche giovane in campo; in Italia io credo che ci sia poca gente che sa fare calcio in Italia: uno dei pochi esempi virtuosi è Maldini per esempio, che con tantissime difficoltà ha tirato su una grandissima squadra. Il problema è questo in Italia, non siamo più competitivi, quando mettiamo il naso fuori da casa nostra non siamo competitivi. Io soffro anche a vedere certe cose, ma quello che ho imparato è che i grandi allenatori per vincere hanno bisogno dei grandi giocatori».

Che pensi di Kumbulla? L’hai convocato tu per primo in Nazionale…
«Lo convocai ma poi si infortunò e non poté venire. L’avevo convocato perché volevo vederlo, anche perché non avevo troppi giocatori in Albania. È un giocatore bravo, si vede che ha delle qualità importanti, ma in una città come Roma per far uscire il carattere ci vuole più tempo. È necessario che la società sia forte, lo aspetti, anche a fronte di un investimento di 30 milioni. Bisogna aspettare, fare le cose per bene e farlo crescere, perché a Roma non è facile affermarsi in questo momento».

Christian Panucci allenatore:
«Ho cercato di imparare qualcosa da tutti quelli che ho avuto. Il più forte è sempre stato Fabio Capello per me, per quello che è riuscito a fare a Roma. Ne ho avuti tantissimi bravi e quindi mi ispiro a loro. Capello però aveva una cosa speciale, sapeva scegliere i giocatori; dopo il primo anno ha capito quale fosse il problema e ha preso Samuel Emerson e Batistuta per ricostruire la spina dorsale delle squadre e abbiamo subito vinto. Dopo l’addio di Di Francesco c’era stato un contatto tra me e la Roma ma io avevo un contratto con l’Albania e non potevo accettare 3 mesi di contratto».

Fonte: New Sound Level

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32 Commenti

  1. Giocatore di grandissima personalità… Fortissimo di testa ricordo…. Fu preso a suo tempo per alternarsi a cafu e divenne poi col tempo titolare inamovibile… Ricordo una sua litigata con spalletti prima di un roma arsenal ottavo di ritorno Champions del 2009…fu escluso dai convocati e insieme agli innumerevoli assenti in quella sera risulto decisiva per l eliminazione ai rigori… Grande giocatore però!

  2. Te sei dimenticato dei 7 pallini a Manchester, e chiedevi a Ronaldo di non infierire, le litigate con il “Grande” Capello ste cose io non le scordo dove e’ sta grande personalita’ si alcuni l’avevano tu un po’ di meno….

    • Ricordo anche un’occasione, mi pare a Reggio Calabria, in cui stava in panca; Capello gli disse di scaldarsi e lui si rifiutò.
      Personaggio indubbiamente contraddittorio e dalla personalità lievemente bipolare. Credo abbia litigato praticamente con ogni tecnico e ogni compagno che gli sia passato davanti almeno una volta.
      Arrivò a Roma a 28 anni, dal Monaco, con alle spalle anni non certo luminosi dopo il Milan e la fama di grande piantagrane.
      Fu accolto col giusto scetticismo, ma complessivamente, nei suoi credo 8 anni passati a Roma, il bilancio è stato sicuramente positivo.
      Avrebbe senz’altro meritato di partecipare al Mondiale 2006, dove fu convocato un’improbabile Zaccardo al suo posto. Ma il CT era Lippi, un altro con cui sicuramente aveva un pessimo rapporto e più permaloso persino di Spalletti…

    • forte tecnicamente e tignoso come pochi
      mi è sempre piaciuto
      magari ne trovassimo un altro

    • Senti dwalter affermare che un Panucci che ha vinto tutto non aveva personalità significa che tu di calcio non capiscono sci proprio una mazza o che non hai seguito la carriera di questo grande calciatore che di personalità ne aveva da vendere a vagonate.ma mi faccia il piacere

    • Ora non esageriamo, su.
      Panucci ha sempre avuto un carattere strano, certo, ma era ovviamente un bel giocatore.
      Rispetto a certi terzini che c’abbiamo adesso, poi, sembra Dijalma Santos.

    • @UB40: la stagione 2005-2006 fu per lui la migliore, ed era di gran lunga il miglior terzino destro italiano. Lippi si vendicò di un grave litigio dovuto a questioni personali e non sportive, e non lo convocò, facendogli perdere l’occasione della vita. Si dice che chi vince ha sempre ragione (e non è così), ma in quel caso il torto va ascritto al vincitore, che del resto continuò a non stimare (non stimare è un eufemismo…) nonostante il mondiale vinto.

    • Ricordo benissimo Realista, quell’anno fu protagonista di una grande stagione e praticamente tutti, anche tra i non romanisti, caldeggiarono una sua convocazione al Mondiale.
      Tra l’altro era un momento in cui di terzini destri forti italiani non ce n’erano molti.
      Lippi però consumò la sua vendetta e si portò quel pippone di Zaccardo, tranne doverlo ritirare precipitosamente dopo il comico autogol contro gli USA. A quel punto spostò Zambrotta a destra e inserì Grosso a sinistra.
      Gli disse bene perché Grosso sfoderò un livello di prestazioni che non toccò mai nella sua carriera, né prima né dopo. Altrimenti sarebbe stato spellato vivo. Ma si vede che era destino.

    • Realista, era appena scoppiata calciopoli e quel modiale DOVEVA vincerlo l’Italia, pena implosione del calcio nostrano (altro che B per la Juve e buffetti sulle manine a Milan, Lazio, ecc) e il possibile innesco di un effetto domino in tutta Europa.
      Il rigore fischiato contro l’Australia lo abbiamo dimenticato? Eppure lo segnò un certo Totti…
      Altro che Lippi, praticamente in panca avrebbe potuto starci pure Brunello Robertetti!

  3. Ne avessimo di calciatori cc Ome Panucci, parla la storia per lui e può criticarlo solo chi non l’ha visto giocare. Se non hai personalità non litighi con gli allenatori.

    • Panucci, il grande lanciatore di magliette ai tifosi… il piu grande ruffiano della storia giallorossa.

    • Sei stato grande Christian, uno dei migliori di sempre, e soprattutto sei romanista dentro.

  4. Al confronto delle mammolette di oggi tutte tatuate come pupazzi questo era un gigante ,magari ne capitasse un altro cosi

    • Litigava anche con l’erba del campo
      Te piava a zampate con il sorriso
      Se te doveva monta sopra non ce pensava due volte…

      Uno che rifà faccia all’allenatore ha due palle grandi come lo Stadio…

  5. Avrà’ un carattere particolare, ma c’è lo avessimo oggi uno così ! Dava sempre tutto, e pitevi sempre contarci! Oggi difensori così’ c’è ne sono pochi! Dico di piu’, sono sicuro che con una settimana di allenamento, sarebbe neglio di tanti che oggi paghiamo come fuoriclasse!

  6. Grandissimo calciatore, uno di quelli che a perdere proprio non ci stava. Secondo me anche oggi è meglio dei nostri terzini.

  7. a detta di Capello, non l’ultimo dei c…., Panucci vedeva la porta come un attaccante (ricordiamoci quanti goal su angolo o da cecchino) e se avesse giocato fisso in avanti sarebbe arrivato in doppia cifra. Dotato di tecnica e fisico eccellenti, grande tigna.
    Le grandi personalità non sempre sono facili da gestire, lui particolarmente fumantino, ma che giocatore, ti faceva 3 ruoli tutti ad alto livello: terzino, centrale e pure attaccante aggiunto.
    i giocatori in rosa oggi manco gli potrebbero pulire gli scarpini per me…

    • Bravo. Infatti se penso a lui mi vengono in mente una fraccata di gol di testa…e godere!

  8. Un calciatore di livello . Abilissimo di testa e con buona tecnica . Sapeva disimpegnarsi egregiamente in tutti i ruoli della difesa . Un po’ di magone mi attanaglia inevitabilmente se penso agli attuali calciatori giallorossi . Per il resto un personaggio dal carattere un po’ particolare che non faceva nulla per risultare simpatico…

  9. Chi e’ nemico di lippi e’ sempre e comunque un mio amico. Figuriamoci Panucci che e’ sempre stato uno dei miei difensori preferiti sin dai tempi dl Genoa 🙂 !!!

  10. Panucci ,gran giocatore . Aveva 2 soli difetti, 2 p@@e come mongolfiere, eppoi l’ altro difetto era che era, troppo forte e tignoso. Però io continuo, a preferirgli karsdop…….se dopo questo, che ho detto, sono ancora vivo, gridero’ forza Roma. Sembra passata la tempesta. Ora c’è la quiete. Al 4 posto non lo credo fattibile. Non butteranno giù la squadra di ali baba’ e i 40 ladroni. In EL invece possiamo andarci. Sono 66 anni che tifo a magggica e prima de anna’ su dal padrone, vorrei rivedere la ferilli, al circo massimo.

    • Se preferisci Karsdorp a uno come Panucci prenota una visita oculistica, subito. Da uno bravo.

  11. leggo i commenti e rilevo che siamo un popolo senza memoria. Dopo una grande stagione (2001-2002) ne fa altre discrete fino al 2006, quando, in evidente difficoltà atletica, comincia a non intervenire su nessun avversario che lo salta comunque come un birillo. È stato da allora l’anello debole di una splendida squadra fino al suo tardivo addio. Il vero rimpianto è non aver vinto con Capello nel 2002, li si che eravamo davvvero una grandissima squadra

  12. E io che mi lamentavo di come difendeva Panucci… adesso mi ritrovo con quella pippa sesquipedale di Karsdorp…
    Deve essere una sorta di legge del Contrappasso…

  13. Una persona come Cristian Panucci andrebbe portata subito all interno delle società AS ROMA per serietà e professionalità con Totti e De Rossi nascerebbe così un grande gruppo dirigenziale conoscitore di calcio finalmente

  14. Panucci, uno da rimpiangere, ma non il solo … se guardo indietro nella mia vita, troppi sono i giocatori che rivorrei in campo; alla Roma ne sono passati tanti, in epoche diverse, alcuni davvero indimenticabili e, tutti, in un modo o nell’altro sono rimasti legati a Roma e alla Roma.
    Non faccio nomi per non dimenticarne qualcuno, ma quelli che hanno la mia età certamente mi avranno compreso al volo, senza contare i Romani, quelli veri, quelli cresciuti nei nostri vivai, che non sono solo quello dell’ A. S. Roma … ma le decine e decine di campetti di periferia, dove trovi il cuore … e, su tutti, un solo Capitano.

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