Il punto di Istanbul va bene. Accontentarsi, invece, molto meno. È questa la sensazione più forte lasciata dal dopo partita di Fenerbahce-Roma, ascoltando soprattutto le parole dei calciatori giallorossi. Soddisfazione per la prestazione, convinzione di aver comandato la gara, sensazione diffusa di aver meritato qualcosa in più. Una lettura che contiene sicuramente una parte di verità, ma che rischia anche di essere troppo indulgente. E, soprattutto, pericolosa se questa Roma vuole davvero tornare a pensare da grande squadra.
La Roma ha avuto molto più pallone del Fenerbahce, questo è indiscutibile. Nel primo tempo ha controllato la partita, ha trovato meritatamente il vantaggio con Bryan Cristante e per lunghi tratti ha costretto i turchi nella propria metà campo. Ma bisogna stare attenti a non confondere il possesso con il dominio. Il Fenerbahce aveva scelto esattamente quel tipo di partita: blocco basso, poca pressione sui portatori giallorossi, densità davanti alla propria area e ricerca immediata delle ripartenze una volta riconquistato il pallone. Lasciare la sfera alla Roma faceva parte del piano.
E infatti, quando la partita è cambiata nella ripresa, sono emersi anche i limiti della prestazione giallorossa. Il pareggio di Brown nasce da un’uscita difensiva poco pulita e restituisce improvvisamente fiducia ai padroni di casa. Da quel momento il Fenerbahce, pur continuando a lasciare il pallone alla Roma, costruisce le occasioni più pericolose. Svilar deve salvare nell’uno contro uno, poi arriva anche il legno che evita il sorpasso. La Roma continua ad avere possesso, ma non il controllo reale della partita.
Per questo alcune dichiarazioni del dopo gara lasciano un po’ perplessi. Non perché un pareggio in Turchia debba essere considerato una tragedia. Tutt’altro. È un punto esterno in Champions su un campo difficile e muove la classifica. Il problema è il grado di soddisfazione mostrato, quasi che uscire indenni da Istanbul rappresentasse già di per sé una prova della forza raggiunta dalla squadra.
Ed è qui che la questione diventa soprattutto di mentalità. Il Fenerbahce è una squadra rispettabile, con giocatori di esperienza internazionale e alcune individualità importanti. Greenwood ha qualità superiore, Kantè dà peso al centrocampo, Skriniar conosce benissimo certi palcoscenici e Lukaku, quando è entrato, ha immediatamente creato problemi alla difesa romanista. Istanbul, inoltre, è uno dei campi più complicati d’Europa per clima e pressione ambientale.
Ma bisogna anche essere lucidi: il Fenerbahce non è una delle grandi d’Europa. Non è Real Madrid, non è Paris Saint-Germain e nemmeno l’Arsenal o il City, non appartiene alla fascia più alta della Champions. È una buona squadra, insidiosa soprattutto in casa, ma rispetto alle migliori della competizione resta almeno un gradino sotto. Ed è proprio per questo che uscire da una partita del genere molto soddisfatti per un pareggio rischia di abbassare inconsapevolmente l’asticella.
Una squadra che vuole tornare grande deve sviluppare anche una certa insoddisfazione positiva. Deve saper riconoscere il valore di un punto senza celebrarlo, guardare ciò che ha fatto bene ma soprattutto ciò che avrebbe potuto fare meglio. La Roma era passata in vantaggio su un campo difficile contro un avversario alla propria portata e non è riuscita a portare a casa la vittoria. Nel secondo tempo, anzi, ha rischiato seriamente di perderla. È questo il dato da cui ripartire, non soltanto il possesso palla o la sensazione di aver condotto il gioco. La Roma è tornata in Champions dopo sette anni e mezzo non per sentirsi soddisfatta di essere nuovamente lì, ma per provare progressivamente a riavvicinarsi al livello delle grandi. E per farlo deve diventare più esigente, prima di tutto con se stessa.
Il pareggio di Istanbul, dunque, è un risultato accettabile. La prestazione molto meno eccezionale di come è stata raccontata nel dopo gara. In questa Champions arriveranno squadre più forti, più rapide, più tecniche e molto più spietate del Fenerbahce. Contro quelle avversarie non basterà avere la palla e nemmeno giocare un buon primo tempo. Servirà la Roma migliore per novanta minuti.
Il punto va messo in tasca. Ma il rimpianto deve restare. Perché è proprio quel rimpianto, quella sensazione di non aver fatto abbastanza, che può spingere una squadra a crescere. Le grandi squadre sanno apprezzare un pareggio quando serve. Ma difficilmente se ne accontentano.
Giallorossi.net | G. Pinoli

Concordo con Pinoli…
Un articolo obiettivo, realistico.
Ad Istambul ha pareggiato pure il Lione.
Ci si “specchia” troppo…!!
Ma cerchiamo di essere Seri.. Se manchiamo da 7 anni ci sarà un motivo.. Pensiamo ad andare più avanti possibile e non cominciamo a criticare squadra e scelte.. Abbiamo pareggiato fuori casa in un campo difficile. Pensiamo al campionato e la Champions poi si vedrà.. Sono curioso di sapere in quanti usciranno con 1 punto da quello stadio.
Concordo pienamente, la fenomenite a Roma è sempre dietro l’angolo e Gasp deve essere bravo a strigliare la squadra che secondo me non ha fatto una buona gara. La maggior parte delle occasioni sono state dei turchi e ci ha salvato il solito Svilar.
Dopo le prime straripanti vittorie occorreva attendere test più probanti per dare giudizi.
Con l’Atalanta è arrivata una vittoria di misura però meritata per quanto visto in campo.
Ieri invece mi sembra un passo indietro. Piedi per terra.
Non c’era abbastanza benzina. L’analisi è questa. Il gioco di Gasperini prevede lo strapotere fisico e atletico, se viene a mancare finisce il film. Proprio per questo non capisco perché non siano stati fatti i cambi a inizio secondo tempo. Adesso il problema si ripresenta lunedì in maniera ancora più acuta perché hanno un ulteriore partita nelle gambe gente come Dybala e Malen e se perdi la freschezza atletica hai perso quasi tutto.
Il pareggio di ieri sà di sconfitta per come avevamo gestito la partita nel primo tempo. Purtroppo, abbiamo preso il secondo goal sul secondo errore di un giocatore che parte sempre con il pregiudizio positivo: Mancini.
Il Fenerbahce è una buona squadra e mi ha sorpreso da un punto di vista fisico, onestamente: pensavo che la Roma fosse più brillante.
Ma se non avessimo subito quel goal, la Roma avrebbe di certo preso i tre punti.
Dovremmo iniziare a mettere Balerdi al posto di Mancini
noi manchiamo da 7 anni, i turchi hanno kepa/akè ex city, skriniar ex inter, kantè che ancora corre, e davanti lukaku e greenwood preso al posto ns
forse siamo allo stesso livello loro.
si Andrea sono d’accordo, l’articolo analizza pienamente i fatti, però va anche detto che quella di ieri era la quarta partita di seguito che ci troviamo difronte a squadre che si chiudono a riccio ( in pratica un catenaccio) , e ieri giocavamo in Champions fuori casa, evidentemente affrontarci a viso aperto è una scelta che pochi fanno, sarà divertente giocare contro le grandi squadre, maggiori pericoli ma anche più spazi.
Ieri commentando la partita ho criticato la mentalità mi sono preso una maggioranza di pollici in giù, ma oggi questo ottimo articolo ribadisce che deve esserci molta più autocritica nei giocatori
Giusto, bel commento. Le amnesie ci sono state.
Mah-
“Ma bisogna anche essere lucidi: il Fenerbahce non è una delle grandi d’Europa. Non è Real Madrid, non è Paris Saint-Germain e nemmeno l’Arsenal o il City, non appartiene alla fascia più alta della Champions. ”
Ok, ma perchè noi sì??
E’ un buon punto, fine.
L’Inter è stata beatificata per aver perso in casa con il Real,
non penso noi andiamo martirizzati.
Non si tratta di essere “soddisfatti”: si poteva fare di più.
Ma neanche reagire come se ne avessimo presi 2 dal Mantova.
@Anto la Roma è la squadra italiana più in forma e in Europa League, in questi anni, abbiamo affrontato squadre anche superiori al Fenerbahce, tipo il Leverkusen. O il Porto. Quindi, aspettarsi un risultato diverso, era lecito. La Roma ha perso un’occasione per colpa della seconda ingenuità di Mancini, questo è un fatto. E per la seconda volta prendiamo goal ad inizio ripresa: è davvero assurdo. Non puoi paragonare il Real al Fenerbahce…ti facevo più scaltro di così
TifosoGiallorosso, non siamo la squadra italiana più in forma (è il Como) ed il Fenerbahce di oggi è più forte di quei Leverkusen e Porto per il semplice fatto che ha raggiunto la Champions League.
Concordo in toto con l’articolo
Il centrocampo della Roma, quindi la squadra stessa, non puo fare a meno di Konè, se deve viaggiare ad alti giri. Era emerso già lo scorso anno, quando lo stesso si era infortunato. Mi ha meravigliato che non ci si sia messa una pezza in estate. È stato difficile trovare attaccanti a prezzo buono, ma con i centrocampisti era fattibile. Inoltre, ne servono più di 4 in rosa 🌹.
finalmente un commento sensato!
Premesso che guardo al cammino in Champions con un certo distacco; il campionato è il principale obiettivo, Inter permettendo, poi in subordine la Coppa Italia, la partita di ieri conferma, per me, due dati: la solidità di squadra, l’assenza dell’ala sinistra.
In altri tempi l’avremmo pure persa, è grazie al lavoro di Gasp se abbiamo rischiato pure di vincerla; il mancato arrivo dell’ala sinistra veloce, che salta l’uomo e ci da profondità, sarà il nostro rimpianto. Spero in Babbo Natale!
la champions sarà solo per prendere soldi,in campionato possiamo puntare al 2 posto ,l inter è un altra categoria rispetto a noi.comunque è già un passo avanti
Diciamo che se l’abbiamo pareggiata è merito di un grande come Svilar. Per il resto abbiamo concesso troppo in ripartenza. Se giochiamo così contro Real e Paris ne pigliamo 5.
La champions non è il campionato italiano.
prendo atto che una buona fetta di lettori è dello stesso mio parere se però scrivo che serviva prendere l’ala e non Mora, il 5 di sinistra e non Koulierakis o non vendere Ziolkowsky, prenderne uno al posto di El Aynaoui oppure non venderlo e che, se si è fatto ciò probabilmente è soltanto per ragioni contabili di usurai e non di una proprietà concentrata sui successi sportivi non riscuoto altrettanto favore. E non venitemi a dire che per una manciata di milioni si rischiano multe o altro…
partita assolutamente deludente. Purtroppo credo che Mancini presto si accomoderà in panchina perchè come marcatore lasciamo perdere. Il Fen è una buona squadra e nulla di più…mi aspettavo molto di più da questa Roma ma questo è il livello. Guardiamo il Como come ha liquidato il Lipsia…
Ho già elogiato il Como, ma occhio che il Lipsia ha lasciato grandi spazi
Il Lipsia sabato scorso ha preso tre pere anche dal Werder Brema, una squadra di metà classifica e che lo scorso anno a momenti retrocede. Complimenti Como, ma non è che avessero davanti chissà che corazzata
se la Roma giocava in casa contro li turchi finiva 3 a zero per noi.
Ottime osservazioni, concordo su tutto. Questa mentalità è uscita spesso soprattutto dai senatori e ,devo ammettere che noi tifosi ne siamo “corresponsabili”
Concordo totalmente! Campo difficilissimo ma il Fenerbahce non rappresenta il livello massimo in Europa. Soddisfarsi di un pareggio non è da Roma. Alcuni giocatori non sembrano al meglio e con una partita ogni 3 o 4 giorni, Gasp dovrebbe iniziare a cambiare un po’. N’dicka e Mancini non danno sicurezza al momento, e Wesley non sembra ancora quello dell’anno scorso. Al momento, Balerdi, Ghilardi e Lulli sono più in forma e dovrebbero giocare. Pure Castro meriterebbe più minuti.
Premesso che l’analisi di Pinoli è perfetta, ieri sera si è avuta la conferma del marchio di fabbrica della Roma attuale, gran possesso di palla per linee orizzontali e ricerca del’imbucata affidata all’estro di Dybala e Soule’. Alternative? Poco o niente, anche perché il tiro da fuori è prerogativa solo di Cristante e lo strappo in velocità sulle fasce solo di Wesley, che da parte sua non ha ancora carburato a pieno.
Ecco perché alla fine si rimpiange il mancato arrivo dell’ala sinistra.
Commento equilibrato e giustamente esigente. Il problema è che quando in campionato si domina contro pizza e fichi parte subito la corsa a osannare, il calcio vero e competitivo alberga altrove purtroppo.
Bel commento. Concordo per la maggior parte dell’ articolo. È raro leggerne uno sensato e questo lo è a mio parere.
Chiariamo una cosa: il Fenerbahce non è al livello delle grandi squadre, ma nemmeno la Roma lo è. Quindi la soddisfazione va intesa nell’affrontare un “pari livello” in trasferta in cui, a tratti, abbiamo cercato anche di vincerla. La prossima partita col Real sarà tatticamente identica (conoscendo Mou), il Real si lascerà attaccare e poi partirà negli spazi. La differenza è che loro hanno Mbappè, Vinicius e Bellingham…
Se andiamo a sbattere contro il muro del Real e poi ripartono loro….Per fortuna che Gasperini ha capito che dovrà lavorare anche su quando si dovrà giocare più bassi . Ci saranno squadre che presseranno alte come noi ma con giocatori molto più forti e,allora, dovrai accettare di stare più basso e ripartire senza fare gli errori del passato di stare così bassi da difendere dentro l’area di rigore
se mia nonna avesse le ruote …
Considerazioni rispettabilissime…..mi ricordano l’intervista di Spalletti in CL dopo la partita persa dalla Roma a Madrid per 2-0 (dopo essersi divorata numerosi occasioni), dove l’allenatore stigmatizzava l’approccio “rassegnato” dei giocatori soddisfatti di aver perso solo con due reti di scarto…..
Totalmente in disaccordo con l’articolo.
Se è pur vero che il Fenerbahçe non è sicuramente tra le migliori 10/12 squadre d’Europa, non si considera che:
1) nelle ultime tre sfide in casa con un italiana il Fenerbahçe ha sempre vinto.
2) La Roma ha giocato una partita di controllo e di continua pressione: lo sforzo della partita con l’Atalanta, purtroppo, si è fatto sentire in fase conclusiva.
3) Partita fuori casa in cui era necessario fare punti e farne fare il meno possibile agli avversari.
invece secondo me e’ giusto rimanere ottimisti. come sappiamo le squadre grosse arrivano al top in primavera, quindi e’ ovvio che le outsider siano piu fresche adesso. poi voglio vedere quanti andranno a punti a Fene.
È un poco presto per emettere un giudizio abbastanza severo.
La roma doveva “rompere il ghiaccio” nella massima competizione UEFA. E l ha fatto. Tra l’altro su un campo difficile.
giudizi tutti molto affrettati.
l’integrazione dei nuovi richiede tempo
un osservazione che mi e’ parsa acuta e che ho letto nel forum e’ la difficolta’ alla ripresa della partita, come se la squadra facesse fatica a prendere l’assetto studiato
Castro meriterebbe forse un minutaggio maggiore e forse sarebbe giustro provarlo con Malen
Ma diamo tempo al tempo
Venivamo da una partita con l’atalanta mentalmente molto dispendiosa
Il discorso in linea di principio è giusto, ma alla Roma non mancano le “linee di principio”: alla Roma mancano i TROFEI. Tra questi la Champions League ha il ruolo residuale e utopistico di qualcosa talmente oltre le proprie possibilità da potersela augurare in un nebuloso futuro.
Oggi, e per oggi intendo in questa stagione in cui faticosamente siamo tornati al calcio che conta, accontentiamoci di starci dentro e di approfittarne per lavorare sui ns limiti. Concentrandoci sul campionato.
Ederson; Muldur, Skriniar, Aké, Brown; Kanté, Ismail; Greenwood, Akturkoglu, Aydin; Muriqi.
proprio una squadretta giusto? dovevamo fargliene 4 giusto?.. vediamo in quanti vinceranno contro il fener
La partita di ieri ha già svelato le mancanze del mercato appena concluso. Mancano vere alternative a Wes Kone e Dybala. L’esterno sinistro di livello champions non c’è: sia che si chiami Soule sia Mora non possono essere titolari in partite del genere.
SI SI, resta di fatto che se l’arbitro non veniva richiamato dal Var per il contatto molto dubbio di Dybala sulla riga e sinceramente la riga fa parte dell’area con un rigore magari trasformato parleremmo in altro modo quindi non siate troppo contestatari in uno stadio bollente ed una compagine che non era per niente male da affrontare l’unico rimpianto è non aver preso Mason Greewood ed abbiamo visto tutti che tipo di giocatore è con Dybala e Malen avrebbe fatto scintille le fa anche da solo
A me sembra invece che Gasperini, che aveva capito l’antifona ieri, nel finale di gara ha pensato a non perdere togliendo Malen per De Roon. Giustamente direi. Poi ci penserà lui a far vedere come sono realmente andate le cose.
Come ho dato tantissime volte merito a Gasp, questa volta la mancata vittoria della Roma ad Istanbul l’attribuisco a lui perchè non ha insistito a mettere in campo uno dei giocatori più in forma della Roma e mi riferisco a Lulli, perchè ha insistito a tenere in campo un moscio Malen mentre Castro è carico a pallettoni e perchè il trio difensivo che ha chiuso la partita contro l’Atalanta era quello da riproporre pari pari a Istanbul ( lo dice lui che le gerarchie non contano e allora?)
analisi condivisibile in parte, vero che si poteva fare meglio e in difesa c’è stata qualche incertezza di troppo, diciamo che è andata bene.
però se si dice che il Fenerbahçe non è una squadra di prima fascia, bisogna essere onesti nel dire che nemmeno la Roma lo è, quindi il risultato di ieri non deve sorprendere più di tanto. La partita con l’atalanta è una scusa, anche loro che hanno perso con la seconda in classifica hanno giocato sabato, non ci attacchiamo a ste cose
Credo che Fener e Atalanta abbiano mostrato cosa possiamo aspettarci dalla Roma:
velocità, pressione offensiva e difensiva, che associati alla tecnica di molti producono un gioco divertente ed efficace.
…ma c’è il rovescio della medaglia: gioco dispendioso e fianco offerto a ripartenze e contropiedi avversari.
Questo sarà, per cui bisognerà sempre fare un gol in più degli avversari per vincere…
Sepoffa!!
Intanto la roma ha fatto uno step in meglio rispetto all’anno scorso!
👍🏿
io non giudico una partita dal risultato ma nell’insieme e per quello che ho visto io mi è sembrata una buona gara da parte della Roma che conferma di avere un ottimo portiere e una base solida di gioco la differenza tra la nostra partita e quella del Como è nell’ avversario mentre il Lipsia ha concesso molto al Como in fase difensiva il fenerbache difensivamente sono stati bravi. se poi ci mettiamo l’ambiente con novanta minuti initterotti di fischi per me questo pareggio non è male
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.