AS ROMA NEWS – Il pallone che rotola con la sua incorporata e magnifica ottusità resta l’unica cosa vitale. Ragionando serenamente su quello che sta accadendo di questi tempi tra Olimpico, Trigoria e Formello, la conclusione è solo una: il calcio a Roma è finito. Sipario. Sulla carogna residua svolazzano a banchettare decine di avvoltoi sotto spoglie diverse, le gole smaniose dei Microfonati, l’esercito sempre più famelico degli Opinionisti della domenica, ma anche del sabato, del lunedì, del martedì e di tutta la settimana, incluse le feste comandate, piccoli, famelici mostri generati dall’insulsa democrazia dei vecchi e nuovi media.
Stadi, radio, televisioni, bar, salotti, trasformati in tribunali del calcio, forche e gogne. L’Isis del tifo uguale boia che molla è a Roma. Il grottesco tocca il suo apice e diventa ridicolo alias sublime nella cosiddetta protesta delle curve. La Sud e la Nord accomunate nell’allucinazione di credersi “padrone” di uno spazio che probabilmente non esiste più, un simulacro da ciarpame ideologico, da farci al massimo un poster da appendere nella cameretta e smemorare in fretta.
“La Roma siamo noi”, delirano le curve mentre la Roma si estingue per mancanza di curve, agonia piatta, e non sa più chi è. L’idolatria della squadra del cuore soppiantata dall’idolatria di se stessi. Se un tempo la fede calcistica era devozione genuflessa, qua e là attraversata da scariche feroci, contrappassi del troppo amore, oggi è rimasto solo il rumore sordo, il basso continuo dei predatori che beccano la carogna e delle onnipotenze curvaiole. Il calcio a Roma oggi è uno spettacolo ai confini delmacabro.
Per i pochi o tanti coglioni che credono ancora nel calcio come festa collettiva, partecipazione, fenomeno surrettizio di fede e di passione, qui, nella sempre più degradata capitale, siamo all’opposto. Una pornografica, aberrante e ammorbante ricerca del tutti contro tutti. Il livore come motore. Daniele De Rossi, mangiato dalla tensione, che incita i suoi a sparire nel tunnel a fine partita è l’immagine. Sparire. Non resta altro. Non si può giudicare le desolante non partita della Roma contro i modestissimi bielorussi senza tener conto del deserto ostile che ha fatto da cornice.
Dentro la cornice, i movimenti meccanici, impauriti, di dieci ragazzi più un portiere, sufficientemente straniero per fottersene e regalare miracoli. I danni collaterali di questa che anche Rudi Garcia ha chiamato la “negatività” di Roma (ma vedi anche la recente intervista di Astori, ex giallorosso, “il male della Roma è la negatività che filtra nello spogliatoio”) sono incalcolabili. Presto nessuno vorrà più venire in questa città a farsi insultare dalla mattina alla sera da qualunque sfigato. Roma calcistica si è avvitata in una spirale suicida, di cui non si vede la via d’uscita.
Il paradosso è che, in un contesto del genere, si stia pensando a uno stadio nuovo. James Pallotta. Un uomo verticale. A volte sono i paradossi dotati di genio a trasformare la merda in oro. Gli auguriamo sia questo il caso. Di certo, la strada è un Everest. Nel frattempo l’Amerikano Fumantino arriva ogni tanto da Boston e cade nella trappola del “tutti contro tutti”. Si becca insulti e striscioni da chiunque, del “porco” e del “cane”, persino dal prefetto (la scelta dell’ “iperbole”, piuttosto che un’altra, caro prefetto, confessa il subliminale molto aggressivo del messaggio), molla la sua ruvida replica e se ne torna a Boston, metterà un oceano tra sé e il problema, lasciando sul selciato di Roma morti e feriti, tra impotenti dipendenti e stravaganti controfigure, incapaci e non autorizzati a governare tanto bordello.
Pallotta è uomo fegatoso. Ha lo sfogo in canna. Sfanculare pubblicamente i media ha un suo perché, lo si può capire, ma farlo così serve solo ad alimentare il disastro, oltre che a fornire pericolosi alibi a se stessi. Vie d’uscita? Vederne una oggi è dura. Occorrerebbe l’ottimismo dell’idiozia. Il consiglio a Pallotta e a Lotito è d’infilarsi l’elmetto, mettersi la sordina e investire tutto quello che hanno e non hanno nel tirare su una squadra davvero vincente. E a Roma, più che altrove, per vincere ci vogliono draghi che sputano fuoco. Solo a partire dalla vittoria si può riaccendere, forse, un’inversione di tendenza e immaginare stadi nuovi.
L’errore pacchiano è stato ieri spacciare la qualificazione come un successo. Negare l’evidenza, nel contesto di una tifoseria, quel che resta, umiliata e ferita, aiuta solo a moltiplicare il malessere. Appellarsi alla ventina di tiri in porta, di cui due terzi tremolanti, flaccidi e scentrati, non prendere atto che si è apparentemente vivi solo per le imprese di un polacco a Roma e di un tedesco a Leverkusen, significa nascondere a se stessi che questa Roma, da qui a tre giorni, a Napoli, rischia l’ennesima vergogna. Essere malati è un problema serio, non prenderne atto è la fine.
(Dagospia.com, G. Dotto)


Questa aimè è la triste fotografia della Roma attuale e credo, mio malgrado, che il fondo non sia stato ancora toccato…Altro che proclami di inizio stagione… dal tifo al campo, passando x gli uffici del potere non c’è una sola cosa che funzioni. Il passaggio del turno di ieri potrebbe risultare un boomerang x un ambiente che francamente stà con il sedere impantanato nella melma.
avvitati in una spirale suicida…questa e’ la frase ke racchiude tutto….rega’ torniamo a essere quello ke siamo sempre stati…i mejo tifosi del mondo.
IL TIFO DELLA ROMA È FINITO! Adelmo se ci sei batti un colpo. La tua definizione dell’ARMATA DELLE TENEBRE è geniale. Nessuno si senta innocente, dai dirigenti all’ultimo tifoso!! Sempre FORZA ROMA
Caro Amedeo, sono mesi che parlo di queste cose e pre do pollici versi dai “la Roma siamo noi” che in verità andrebbe letta come “il male della Roma siamo noi”. Sotto ma scritto come meglio non si potrebbe la sceneggiatura della tragedia romana. Mi hanno colpito due cose, che cito: “Presto nessuno vorrà più venire in questa città a farsi insultare dalla mattina alla sera da qualunque sfigato.”
E poi “La Sud e la Nord accomunate nell’allucinazione di credersi “padrone” di uno spazio che probabilmente non esiste più, un simulacro da ciarpame ideologico, da farci al massimo un poster da appendere nella cameretta e smemorare in fretta.”
Io voglio essere ottimista, mi fido del fatto che per Pallotta tutta questa gente siano solo zanzare, ti fanno venire i nervi, poi li schiacci.
BRAVO GIACARLO DOTTO GIORNALISTA DI GRANDE LIVELLO E SOPRATUTTO GANDE TIFOSO DELLA ASROMA
Ok la partita non e’ stata vinta 3 a 0, ci siamo comunque qualificati e visto l’andazzo recente e la storia passata al sorteggio sarei felice di prendere chelsea o real ed essendo un sognatore ed un tifoso sperare nell’impresa in modo da risollevare il morale.
Ammazza che articolo da depresso!! A Rega a Napoli c’è la svolta!!!
Per come la vedo io questa è una squadra che sono 3-4partite che non corre come dovrebbe non capisco il perché non riescono a fare un cross decente per non parlare dei calci d angolo che li battono come dei dilettanti -ma non le vedono queste cose ?????ma come cazzo si allenano???
Già .. Tutto vero .. Prima o poi se ne uscirà più forti di prima .. Questa è la vita… Forza Roma è un va a cagare ci sta tutto …
Un virtuoso del cerchiobottismo
La Roma non è morta non è una carogna! Noi tifosi siamo delusi se fischiato è perché siamo stanchi di sentirci dire che il male della Roma siamo noi tifosi!! La Roma riconquisterá il nostro tifo quando non ci saranno più barriere è quando la squadra tornerà ad essere il nostro vanto!! Non deve più essere un supermercato non si devono più vendere i giocatori forti per prendere ragazzini è sperare di fare un affare economico!! Poi ci vogliono più giocatori italiani!! Siamo la Roma!!
In realta’ e’ il calcio in generale ad essere finito ormai e’ solo ed unicamente un immenso business se proprio vogliamo vederla male. E in questo gioco di soli soldi dovrebbero partecipare solo quelle 5/6 squadre che sappiamo. Per le altre non c’è niente da fare …troppo divario economico. Purtroppo ormai e’ cosi
Dovrebbero disertare tutti lo stadio per combattere un ingiustizia invece ognuno pensa per sé!! La curva sud è l’anima della Roma lo sarà per sempre nel bene e nel male!! Giusto punire chi sbaglia ma non bisogna fare di un erba un fascio! I ragazzini i ragionieri che tengono la contabilità è i conti delle plus valenze tifano la Roma ma sono solo rumore non sono la luce il cuore il battito della curva sud per la Roma!!
Concordo con rocco, dobbiamo ancora toccare il fondo!!!
La situazione è difficile lo sappiamo ma non é che un articolo dai toni catastrofici sia di aiuto. Cerchiamo ognuno, come può, di contribuire alla risalita della squadra e della citta
Forse….e sottolineo forse…se a giugno avessero esonerato garcia tutto questo non sarebbe successo. I problemi sarebbero comunque rimasti (dirigenza)…ma si sarebbero potuti affrontare in una situazione piu serena…ora siamo in piena guerra fratricida.
i tifosi si vedono nei momenti difficili…facile tifare quando se vince……ma come dice asroma torneremo a tifare quando la squadra sarà’ il nostro vanto…..ke pena ….la Roma ha bisogno de noi …io sn li dai tempi de rudy voeller e rizzitelli…e continuo ad esserci…nn me lasciate solo rega’…hanno bisogno di noi…basta critiche…..daje roma dame
Oggi gli adepti dell’Armata delle tenebre si scaglieranno contro Dotto, in attesa di aspettare la sconfitta di domenica prossima per poter poi avventarsi come sciacalli sulla loro preda preferita. Io intanto mi tocco…
Leggo sempre Giancarlo Dotto e mi diverte, spesso. Ma è uno che ama l’iperbole, il calembour, il paradosso. Non va preso letteralmente. In questo articolo coglie alcuni aspetti, ma non è oro colato.
Per quanto mi riguarda è nell’ultimo capoverso il motivo del distacco di molti tifosi dalla società e dall’allenatore. Quel “negare l’evidenza” che sa tanto di presa per i fondelli.
E non credo che nelle motivazioni delle scelte della curva sud, pur discutibili, non ci sia anche questa sensazione quando si parla con la Roma, di aver a che fare non con uomini, ma con pupazzi parlanti.
cari ragazzi, tifosi della sud.invidio la vostra tenacia perchè non riuscirò mai a non essere allo stadio. io vi chiedo, se siete veramente liberi da strani giochi, se avete a cuore la roma allora provate a rientrare, provate a far sentire ancora il vostro calore a questi ragazzi, provate a sostenerli sempre, provate ad essere quello che sempre siete stati, unici.
anche per 2 partite, date l’anima nello stadio, cantate. ora la storia dice che siamo in difficoltà ma che con un calore poderoso potremmo anche tornare a galla. provate e a fine anno tiriamo le somme, non rinnovando un abbonamento o con le manifestazioni. ricordate che quelli in campo sono strapagati ma sono sempre ragazzi che hanno bisogno dei loro supporter, da soli non andranno avanti.
None… noi (in senso non solo la Sud, ma anche la parte attiva della Nord e della Tevere) staremo fuori fino a quando non saremo liberati dalla dittatura del Prefetto.
I risultati della Roma non c’entrano nulla, lo volete capire?
Volete capire che per noi la vittoria o la sconfitta non hanno senso? Non ci interessano.
Interessano a voi che siete sempre presenti, che fischiate la Roma e che esultate per il 2-0 dell’Atalanta.
A noi interessano altri valori.
Se questo vuol dire essere sostituiti allo stadio da figuranti, lo faremo lo stesso. Per fortuna la Roma a 6 milioni di tifosi a Roma e lo stadio non sarà mai vuoto.
E’ chiaro?
tiferò sempre. è viscerale.ma se poni te al primo posto e non la roma allora non ho nulla da dirti. epoi scusami, pensi che Pallotta sia alfano che ti toglie gabrielli di mezzo? ma per favore…..
ci mancava dotto,pisolo e brontolo..l’armata delle tenebre..i morti viventi..gli avvoltoi..che ci sono sempre stati..ora qualcuno mi spieghi perchè a milano un indonesiano del piffero sta in testa alla classifica senza avere dei fenomeni..nonostante l’anno scorso hanno fatto pena,nessuno a milano ha gridato orrore..è morto il calcio a milano..invece qui a roma..tutto è lecito..anzi di più..più se fa casino e camurria epiù ce magnano tutti..ma guarda un pò..
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.