Conferenza SPALLETTI: “Fiorentina opera d’arte, ma i miei hanno fatto un capolavoro. Dzeko titolare? Non ho ancora deciso. Pallotta ha trasferito carica alla squadra”

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NOTIZIE AS ROMA – L’allenatore della Roma Luciano Spalletti parla del match contro la Fiorentina in programma domani sera nella conferenza stampa della vigilia.

Questo il pensiero del tecnico, che risponde alle domande dei giornalisti sia sulla super-sfida dell’Olimpico contro la Viola, che di tutti gli altri argomenti dell’attualità giallorossa:

Cosa teme della Fiorentina?
Quello che ha fatto in questi 4 anni, più quello che ha aggiunto Paulo Sousa. Badelj ha detto che è stata creata un’opera d’arte, e questa è la verità. E’ una squadra solida, tosta, convinta. La Fiorentina è stata la quadra più brava di tutti a lavorare, c’è poco da fare.

Come stanno Pjanic e Nainggolan?
Sono a disposizione. C’è solo Iago Falque che ha un po’ di febbre. Va valutato, oggi non sarà dell’allenamento. Daniele De Rossi continua il suo recupero, e non sarà convocato.

Dzeko più sì o no domani?
Ci sono delle cose che ancora devo pensare, e devo prendermi tutto il tempo. Lui ha fatto bene quando è entrato a Empoli, ma c’è anche la valutazione della squadra che ha fatto altrettanto bene….mi spiace, ma oggi non sono abbastanza preparato…(sorride, ndr).

Fiorentina e Roma si somigliano? Cosa può fare la differenza domani per la Roma?
Si somigliano perchè comandano il gioco, si fa possesso palla a centrocampo. Io ho fiducia nei miei, e devo dire che hanno fatto un capolavoro nel ribaltare la situazione, nel prendere la conoscenza di cose nuove, e nell’avere quella solidità mentale di lottare per questo posto.

Lo striscione della Sud: come si risolve questa problematica, visto che forse non è una questione di risultati…
Anche secondo me. Spero nel buonsenso di tutti nel gestire questa situazione che s’è venuta a creare. A Empoli ci siamo sentiti molto comodi dentro l’abbraccio durato 95 minuti da parte del nostro pubblico ed è servito per reagire dopo il pareggio dei toscani. Secondo me, tutti quelli che erano presenti a Empoli hanno contribuito.

Kalinic e Dzeko sono due attaccanti simili?
Sono un po’ diversi. Il primo è tra i più bravi ad attaccare lo spazio dietro al centrale, è bravo ad andare sempre dietro la linea difensiva ed è bravo sotto porta. Sa qual è il suo obiettivo, sa bene dove deve andare. Dzeko ha altrettante qualità ma gli piace maggiormente la palla addosso perché ha quella fisicità lì. Più che andare a tagliare sul primo palo gli piace fare la rotazione verso il secondo palo per aspettare il passante. Sono due grandi calciatori. Dzeko è arrivato con il blasone delle sue qualità, su Kalinic sono stati bravi a capire che avesse quelle qualità.

Burdisso ha detto che i giocatori non si allenavano bene a Roma. Rispetto a 10 anni fa nota un atteggiamento diverso da parte della squadra? Roma è veramente un ambiente difficile?
Con Burdisso purtroppo ci sono stato poco. Ho tentato di essere bravo ma penso di non avergli dimostrato tutto in una settimana. Mi piacerebbe ritrovarlo perché lui è un grande campione e sa come si sta in un ambiente di calcio. Sull’ambiente Roma, penso sia l’ambiente ideale per lavorare. Nella vita ci sono delle persone che non fanno, quelli che fanno e quelli che si accodano a quelli che fanno. Per stare a un buon livello, tengono l’ambiente basso perché così si possono intrufolare. Più basso è, più ci si intrufola. Qui le cose si sanno fare. Chi non ha idee, chi non ha il coraggio di andare avanti, chi non vuole migliorarsi deve andare via. Noi vogliamo migliorare. Io per primo. Io sono tornato. Sono stato più fortunato: ho potuto scegliere cosa e se sono tornato è perché qui si lavora bene e perché mi piace lavorare qui. I ragazzi hanno imboccato la strada giusta. Se ci prestano Burdisso per una settimana gli facciamo vedere come ci si allena qui. Noi vogliamo dare il massimo. Se uno ha possibilità 10 deve dare 12, deve arrivare a toccare le stelle. Da un punto di vista mio è così e il mio atteggiamento sarà sempre in questa direzione.

Pallotta è a Roma, le ha chiesto qualcosa in particolare?
Ci ho parlato, mi è sembrato contento, carico. Mi è sembrato libero di far valere tutta la sua qualità di persona. Quando si è tranquilli e liberi la si mette in pratica sul campo. Avrà trasferito questa carica alla squadra. Prima della riunione ha parlato con i calciatori, ha visto l’allenamento. Ha grande entusiasmo, voglia di fare, in sintonia con quanto abbiamo detto fino ad ora. Bisogna avere il coraggio di osare, quello che fa la differenza è una costanza di pensiero.

Che gara si aspetta sotto il profilo tattico? Il pressing della Fiorentina può indurla a inserire Dzeko per raccogliere i palloni dalla difesa?
Mi piace questa situazione tattica… Sei uno attento, io non ci avevo pensato. Loro verranno a pressarci e sapranno cambiare atteggiamento in base ai nostri tentativi di stare in campo. A Firenze hanno discusso per svariati mesi sul fatto se la Fiorentina giocasse a tre o a quattro. Qui è racchiusa tutta la bravura del tecnico: lui ha creato questa elasticità di squadra, cambiando modulo nelle stesse azioni, hanno questi due mediani bravissimi davanti alla difesa, hanno Borja Valero, Bernardeschi, Kalinic, Tello, Ilicic…. Hanno tanti bravi calciatori. La soluzione che proponi tu è valida e l’abbiamo utilizzata negli ultimi minuti a Empoli ed è venuta fuori qualche situazione interessante.

Le si è spinto in queste settimane in questioni che andavano anche al di là del suo ambito. Ha chiesto più vicinanza da parte della società?
L’altro giorno abbiamo fatto la foto e c’erano circa 30 collaboratori miei, circa 30 calciatori, più i fotografi e stanno tutti con me. Mi aiutano tutti, mi dicono dove faccio bene, dove faccio male…sono in buonissima compagnia di tantissime persone. Qui c’è più di una squadra sola, la squadra beneficia del lavoro di tutti gli altri. Io sono con loro, loro sono con me. Mancava solo il presidente, ora abbiamo anche lui e siamo al completo. Io prendo decisioni che riguardano la mia area, la mia posizione. Decido su quali allenamenti fare, sull’orario in cui allenarsi. Come mangiare lo dice il nutrizionista, come curare lo dice il medico, come pulire le scarpe lo sa il magazziniere, il caffè li fa il barista. Io faccio solo quello che è il mio lavoro e lì qualcosa voglio dire perché poi dipende da me il mio lavoro.

Terrà conto degli impegni che ha avuto la Fiorentina? Paragone El Shaarawy e Bernardeschi?
Fra tre o quattro giorni andremo a giocare col Real che ha giocato ieri, non dirò ai miei giocatori che saranno più stanchi. Le partite vanno giocate quando devono essere giocate, ci sono impegni internazionali che vanno rispettati. Bisogna farsi trovare pronti, questo è il nostro dovere. Dobbiamo esprimere tutto, non possiamo portare nella partita che ci siamo riposati un giorno di meno. Bisogna vincere la partita martedì se si vuol passare il turno, non ci sono pensieri per altre cose. Bernardeschi e El Shaarawy sono simili, sono due calciatori con grandissime potenzialità.  C’è sempre un percorso. Se uno dentro quel percorso ha voglia di imparare qualcosa, analizzando il contrasto vinto e perso, rivedendo le difficoltà della partita, allora lì ci sarà una crescita. Quando arrivi in fondo sentirai di aver utilizzato tutte le qualità della partenza. Loro due stanno facendo questo, arrivare in fondo meglio di come sono partiti.

Fine

 

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11 Commenti

  1. ….Chi non ha idee, chi non ha il coraggio di andare avanti, chi non vuole migliorarsi deve andare via…. DICHIARAZIONE FANTASTICA…. ma deve farla la società….se l’avessero fatta dall’inizio dell’era americana avremmo vinto la champions con ZEMAN…comunque spalletti è un grande allenatore e meglio tardi che mai per costruire una grande società….
    noi però dobbiamo ricordare che senza grande società anche Spalletti verrà cacciato dai “fannulloni”…

  2. E’ assolutamente molto più forte in termini di leadership, solidità, e arte dialettica dello Spalletti prima maniera.
    Non so se la Roma arriverà allo scudetto perché i fattori da fare collimare sono tanti. Non ultimo un po’ di culo ma di certo lui è uno di quei pochi che a Roma può provarci.
    Complimenti Luciano!!! Sei veramente forte.

  3. Ha fatto bene a chiarire il pensiero di Burdisso.
    E’ chiaro che se in un posto ci si allena male la colpa senza altro e’ dei calciatori,ma la colpa principale e’ dell’allenatore,lui e’ pagato per farli allenare,non per farli bighellonare.

  4. E con Spalletti si allenano,con altri allenatori si allenavano poco.
    Il perché bisognerebbe chiederlo agli allenatori di allora.

  5. E’ tornato molto più “forte”, nel senso di consapevolezza di sé.
    La prima volta era la sua grande occasione. Ha saputo imparare dagli errori. Ora tornando si sarà (e avrà) posto delle condizioni. I risultati peraltro gli danno ragione e forza ulteriore.

    Ci sono ottime condizioni per far bene.

  6. UBRR fai un errore di valutazione che fanno tutti…pure con gli altri allenatori all’inizio si allenavano ….con Garcia il primo anno che gli vuoi dire….il problema è che senza società forte dopo un po’ vincono i fannulloni….ora si dovrebbe crescere e le parole di Spalletti sembrano in questo senso…gioca chi suda ( Totti o non Totti) rimane chi vuole sudare ( gli altri via),…così costruisci ambiente e mentalità vincente…ma il merito – se ci si riesce – è della società che impone questi principi a prescindere da chi allena e così facendo da forza all’allenatore…..la vicenda Totti è il sintomo del cambiamento……

  7. I commenti che provengono da questi soggetti di tifosi da tastiera sono vergognosi. Chi insulta, chi augura il daspo a chi liberamente sceglie di non entrare, il campionario della meschinità e della miseria umana. Ciarlatani con la tastiera, quanti di voi stavano ad Empoli a sostenere con la voce e con il cuore l’As Roma?

  8. PPP
    Probabilmente hai ragione.
    Difatti quando Zeman provo’ a dire,che ci allenava poco e male e non c’era società,fu allontanato e fu un grandissimo errore,perché uno come Zeman,andava seguito
    Ora però io mi fido moltissimo di Spalletti.
    Secondo lui se vedrà,carta male tagliata e cose che non vanno,non aspetterà di essere cacciato dalla congiura dei soliti fannulloni,ma sarai ad andarsene.

  9. Insomma questo per dire,che l’unico limite di Spalletti e’ quello di sbroccare facilmente.
    Se lui non si sentirà seguito,da giocatori o società
    Attenzione ⚠ perché questo qui e’ un tipo,con le dimissioni molto ma molto facili,a dispetto di Garcia,che invece non si diverrebbe mai

  10. Se va via de rossi la Roma rinascerá! Guadagna più di tutti e ovvio che questa cosa da fastidio a qualche collega! Giustamente dicono chi me lo fa fare visto che guadagno meno perché devo dare sempre di più? De Rossi se fosse un fenomeno nessuno direbbe nulla del suo stipendio ma essendo un normale giocatore che passa più tempo in infermeria che in campo e naturale che la squadra molla..

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