Spalletti alza i toni: «Thohir è contento se arriva quinto, noi amiamo le pressioni. Sfida decisiva»

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NOTIZIE ROMA CALCIO – Roma-Inter è anche, ma non solo, Luciano Spalletti contro Roberto Mancini. Due tecnici che non hanno resistito al richiamo del cuore dopo essere andati all’estero a vincere (e a guadagnare), e sono tornati sulle panchine delle squadre che li hanno fatti grandi. Si ritrovano 2.856 giorni dopo l’ultima volta: era il 24 maggio del 2008, e fu la Roma in quella occasione a vincere la Coppa Italia. Era il periodo post Calciopoli, in cui giallorossi e nerazzurri si sfidavano in tutte le competizioni nazionali, con l’Inter nel ruolo di cannibale, e la Roma eterna seconda che si è dovuta accontentare di 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa. Una rivalità che per anni è stata accesa e che ha lasciato a Spalletti un senso di incompiutezza per non aver vinto nemmeno uno scudetto, che pensava di meritare. Ed è proprio in risposta alle parole di Mancini La Roma è partita per vincere lo scudetto»), che l’allenatore toscano alza i toni della vigilia. «A noi le pressioni piacciono — le sue parole — ce le prendiamo anche da soli: c’è chi si accontenta, Thohir mi sembra che abbia la faccia di quello contento quando gli dicono che è quinto in classifica. Io devo migliorare il rendimento della Roma, e guardo avanti. L’Inter ha grandi calciatori e un grande allenatore, ci sono state sfide importanti in passato, c’è un traguardo da conquistare per entrambe».

Il traguardo è la qualificazione alla Champions League, e Spalletti («Alla Nazionale non ci penso, voglio che sia chiaro per tutti») sa bene che quella che si presenta alla Roma è un’occasione troppo grossa per lasciarsela sfuggire. Vincendo, infatti, la formazione giallorossa riuscirebbe a spingere l’Inter a meno 8, e di conseguenza a mettere una serissima ipoteca (Fiorentina permettendo) sul terzo posto che vale l’accesso ai preliminari. Un traguardo minimo, che però consentirebbe a Spalletti (e a Pallotta) di programmare con maggiore serenità la prossima stagione. Giocare la Champions, che in questa edizione ha portato nelle casse societarie tra market pool e incassi al botteghino circa 70 milioni di euro, condiziona le strategie e le scelte di mercato. «Ci sono delle partite decisive per il futuro di ognuno di noi, dal nostro piazzamento finale dipenderanno parecchie cose. So che loro giocheranno per vincere la partita, è giusto che ci sperino come ci speravamo noi quando eravamo sotto, madobbiamo ottenere la vittoria: il terzo posto è il nostro obiettivo minimo, poi se le squadre che ci precedono perderanno punti, cercheremo di avvicinarci».

(Corriere della Sera, G. Piacentini)

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