Quando un assist-gol è orrendo e bellissimo

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Roma's forward Edin Dzeko reacts during the Champions League round 16 match held at Santiago Bernabeu stadium in Madrid, Spain, 8 March 2016. EFE/Kiko Huesca

NOTIZIE AS ROMA – Occhio alla formazione della panchina della Roma al fischio d’avvio di Orsato: De Rossi, Dzeko, Strootman, Totti, Maicon, Iago Falque e Vainqueur, fra gli altri, seduti accanto a Luciano Spalletti. Un bel vedere, no? La prova della ricchezza della rosa giallorossa, allestita a più riprese, tra alti e bassi, dal dimissionario Walter Sabatini («Ho chiesto la rescissione del contratto, Pallotta è d’accordo»). E del rigore delle scelte del tecnico, pronto a premiare i comportamenti del singolo calciatore e non il suo nome. Oppure la conferma di mosse tattiche ogni volta ad hoc in base all’avversario, con protagonista Dzeko, finito (tornato) tra le riserve nonostante la brillante prestazione con gol di Udine. Spazio al Tridente della Solidarietà (tu fai segnare me, io faccio segnare te) protagonista assoluto contro la Fiorentina. Niente centravanti, via libera al Falso Nueve.

L’ALTRA SOLIDARIETÀ Analizzando quanto accaduto nella prima frazione, giudizio sospeso sulla strategia spallettiana: Roma fluida in attacco solo a tratti e zero reti. Un dato inconsueto, ricordando i tanti gol realizzati addirittura nei primi quindici minuti di gara dai giallorossi. Colpa dell’assenza di Dzeko lì davanti? Non si saprà mai. Di certo, merito sicuro di Handanovic, perfetto su quella conclusione da pochi passi di El Shaarawy, assistito da Salah. Piccoli segnali di solidarietà, da interpretare. Così come la costante sofferenza della Roma sulla corsia di destra in fase di non possesso. Sottolineata in maniera letale dalla rete di Perisic, che ha avuto la possibilità di fare il comodo proprio senza la minima opposizione. E, allora, dentro anche Dzeko (con cambio di modulo) per tentare la rimonta. Pallone in Sud, però, alla prima occasione buona per il bosniaco. E fischi. Poi un altro grottesco orrore di Edin, da ottima posizione, ma pallone magicamente sui piedi di Nainggolan, lestissimo a battere Handanovic. Che strano il calcio: tu provi a segnare in tutte le maniere ma ci riesci solo sfruttando un errore da “Mai dire gol” non di un avversario, bensì di un tuo compagno. Ma, pensateci bene, non è solidarietà anche questa?

(Il Messaggero, M. Ferretti)

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8 Commenti

  1. e vai,si comincia col Cameriere Caltaricconico che sfotte…ho rivisto la sintesi: Loro hanno fatto Un Tiro Un Gol,Handanovic invece e’stato decisivo. La Roma e’anche e soprattutto questo.

  2. Ciao Zanna,vuoi farti una risata? entra su Calciomercato.com e dai una sbirciata agli scritti di quei 2 Cervelloni di Agresti e Padovan: te la cavi in 90sec…buona domenica!!!

  3. articolo ridicolo privo di stile e poco professionale……intanto il signor Dezko entra ti ha portato via mezza difesa creando spazi enormi ….stacco di testa con salvataggio di mani quindi rigore con parata di handanovic….salvataggio sulla linea sempre su Dezko….fa a sportellate con 2 3 difensori per tutto il tempo…lotta come un matto su tutti i palloni …tira e fa pareggiare …si sbaglia anche il gol con un tiro ma sbagliano e tanto anche il faraone Salah Pjanic Nainggolan Perotti ,,,insomma capita l errore…FORZA DEZKO SEMPRE E COMUNQUE

  4. Certo la differenza ieri,l’hanno fatta i portieri il loro ha preso tutto,il nostro al primo tiro l’hanno bucato.
    Speriamo in Alisson.

  5. Dzeko purtroppo è arrivato col passo e corpo all’indietro al momento del tiro sbagliando clamorosamente, ma la sua partita è stata utile e la Roma al suo ingresso ha giocato molto meglio.

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