Allegri-Mazzarri, sprint decisivo

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – Se non altro, adesso si esce dall’equivoco. Dalla situazione di sospensione del giudizio in cui i giallorossi si sono incastrati con le loro mani, per settimane e mesi, interrompendo le operazioni di mercato, tenendo in sospeso contatti e contratti, accordi e disaccordi. (…)

Qui non è questione di trovare i colpevoli e distinguerli dalle vittime. Andreazzoli ha fatto e continua a fare del suo meglio per trarre il massimo delle energie e dei risultati dalla squadra che gli hanno messo in mano quasi a forza. Però la Roma ha bisogno a questo punto di un fil rouge tecnico consistente e non più sfilacciato. Sino a questo momento nessuno poteva escludere che l’allenatore attuale avrebbe continuato a pilotare la nave anche nella prossima stagione. Adesso sì, si può escludere. (…)

CANDIDATI – Da oggi la Roma va decisamente a cercarsi un tecnico che la imposti e la conduca ed eventualmente la frusti per i tre anni a venire almeno. La candidatura preferita da una certa potente corrente interna è quella di Walter Mazzari. Il che non significa sia quella con maggiori probabilità di successo. Perché Mazzarri deve incontrare questa settimana il presidente del Napoli, De Laurentiis, per quello che potrebbe essere il colloquio conclusivo di una lunga diatriba. Colloquio risolutore: o rinnovo (soluzione che resta probabile) o rottura. In quest’ultimo caso la Roma sarebbe pronta ad offrire all’allenatore livornese la panchina e la promessa di una campagna di rafforzamento mirata ed efficace. (…)

Dall’altra parte della bilancia c’è un altro livornese, Massimiliano Allegri. Faccia piacente da televisione e carattere adeguato a sopportare i gravosi pesi che lavorare a Roma comporta nell’ambiente calcistico. Allegri è uno abituato a farsi pagare a rendimento: si accontenterebbe di due milioni e mezzo a stagione più consistenti premi. Non è questo il problema. Il problema è il Milan, che dopo aver praticamente condannato all’esilio l’allenatore adesso ci sta ripensando. (…)

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IL DUBBIO – Sono situazioni fluide, con il tecnico milanista ancora in pole ma incalzato da quello del Napoli. Il dubbio che gira nelle teste inquiete della dirigenza romanista è che entrambi i candidati stiano utilizzando le attenzioni della Roma per far ingelosire le società a cui sono in questo momento legati. Il che conduce alla paura di restare sola, sedotta e abbandonata. Per questo non è ancora da scartare l’ipotesi di ricorrere a Stefano Pioli, che a Bologna ha portato avanti una bella opera di rilancio. Pioli piace dal punto di vista tecnico, meno da quello dell’immagine. Ha effettivamente meno fascino dei due primi pretendenti. D’altra parte non è stato mai messo alla prova con una squadra di prima fascia. (…)
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