Vainqueur incontra il tifoso che lo aveva insultato dopo il derby. Il laziale: “Sono mortificato”, il giallorosso: “Ha avuto coraggio”

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AS ROMA NEWS – Sbagliando s’impara. Lo sa bene Simone, tifoso della Lazio di 16 anni. Il giovane aveva infatti rivolto un insulto razzista su Instagram a William Vainqueur dopo il derby. Ma dopo aver visto il centrocampista riportare l’offesa, si è subito scusato. Oggi però ha sfruttato l’occasione per farlo di persona, grazie alla campagna di sensibilizzazione sui valori dello sport promossa da AS Roma e Roma Cares rivolta ai bambini degli istituti primari e secondari di primo grado.

Un gesto che anche Vainqueur ha apprezzato: “Ho risposto inizialmente a Simone affinché tutti potessero riflettere. Oggi ringrazio lui e il papà che lo ha accompagnato fin qui per il coraggio che hanno dimostrato”. Parola poi a Simone, che ha invitato gli alunni presenti a non commettere mai il suo stesso errore: “Ho voluto scusarmi pubblicamente con Vainqueur. Sono mortificato: il colore della pelle – si legge sul sito ufficiale della Romanon deve mai essere un motivo di insulto nei confronti di nessuno. Sono cose che non dovrebbero accadere, sia nel calcio sia nella vita di tutti i giorni”.

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14 Commenti

  1. Sono d’accordo, nella vita si sbaglia (spesso influenzati dal machismo/bullismo imperanti in una società cadente, fragile e terrorizzata), complimenti a suo padre ed anche al ragazzo a cui questa vicenda servirà da lezione di vita per diventare un uomo degno di tale nome. Complimenti anche al nostro Vainqueur.

  2. Vivaddio, esistono ancora padri che di fronte a comportamenti sbagliati dei figli invece di difenderli a spada tratta, li rimproverano. Si chiama educazione, ma guai a parlarne che si passa per bacchettone.

  3. Vedete manco a dire che diventano così per colpa dei genitori.
    Qui il padre e’ una bravissima persona e l’ha fatto subito scusare.
    Questa purtroppo è la maledetta cultura da stadio,dove certe frange ultras con la loro sotto cultura,rovinano bravi ragazzi di buona famiglia ?.

  4. Il razzismo non è un prodotto di questa decadente epoca, esiste dalla notte dei tempi, dai greci (e i romani) che chiamavano “barbari” i popoli diversi. Con la scoperta delle Americhe e il contatto col “diverso” è nato quella forma perversa di razzismo “biologico”, che ha inquinato l’umanità intera trascinandola in secoli di sangue e sopraffazione.
    L’epoca contemporanea, specialmente in Occidente, caratterizzata da una forte sensibilità globale, ereditata dalla memoria dei devastanti genocidi del Novecento, e della lotta degli afroamericani, è quella in cui il fenomeno si sta restringendo solo ad alcune sacche di xenofobia, anche pronunciata, principalmente giovanile, circoscritta tuttavia nei luoghi e nei tempi. Oggi è perlopiù una forma di “sottocultura”destinata prima o poi all’estinzione. Le forme visibili in superficie (da non confondere coi neo nazionalismi) hanno perlopiù un contenuto socio-economico, che razzista nel senso storico del termine. Manifestazioni come questa qui sopra, rientra soprattutto nella logica della maleducazione e cattivo gusto. Nulla più.
    Il razzismo, quello vero, è ben altra cosa. Quel ragazzo è soltanto un superficiale, acritico e un disinformato. Complimenti al padre.

    • Impossibile.

      Ci sono vari esempi in natura di figli romanisti con padri laziali, ma non è mai giunta notizia dell’opposto.

      Credo sia proprio impossibile geneticamente, dal primo essere monocellulare all’homo romanista ci sono stati passi in avanti nell’evoluzione ma mai si è percorsa la strada opposta.

  5. Domenica ero al derby in curva sud. Nel momento di massima pressione della Lazio con Keita Beldé, da dietro ho sentito gridare: SPORCO NEGRO.
    Mi sono girato e ho visto una signora, dall’aspetto distinto, gridarlo più volte. Mi sono sentito male. Quella frase era fuori luogo e non era giustificata dal momento di sofferenza della Roma.
    Noi tifosi romanisti dobbiamo essere superiori. Nel bene e nel male. Non dobbiamo mai scendere a livelli bassi. Il razzismo e la violenza deve essere fuori dallo Stadio.
    Mi auguro che durante Roma Napoli non ci siano striscioni offensivi e brutti cori del tipo: VESUVIO LAVALI COL FUOCO e NAPOLI COLERA.
    Dobbiamo vincere su tutto. Sia fuori che dentro il campo.

    • il razzismo è un cosa molto sottovalutata perchè nel mondo tutti i giorni muoiono milioni di persone per colpa del colore della pelle ,per la sola colpa di essere nato di quel colore o in quel luogo !!!

      NO AL RAZZIMO MAI PER NESSUN MOTIVO!!!

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