Jankulovski, Panucci, Shirokov: che liti con Luciano

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NOTIZIE ROMA CALCIO – Una cosa che accomuna tutti i giocatori che con Luciano Spalletti hanno litigato (discusso, avuto frizioni, argomentato: usate voi la definizione che più vi piace) è un giudizio lapidario: quando lui si arrabbia fa un po’ paura. Ovvio però che con Francesco Totti ci sia un pregresso di ruggini – che a Trigoria confermano – utile a spiegare l’attuale stato dei rapporti. All’intervista di Totti alla Rai, con tempistica non felice, tutti i cronisti hanno notato come l’allenatore abbia replicato non solo mandandolo a casa, ma con una serie di punzecchiature in conferenza che a volte sono apparse cercate. Parlando della gestione passata, dei dati fisici inequivocabili, dei bronci, del primo tempo del derby dell’anno scorso (in cui poi segnò una doppietta), persino del paragone tra Pizzul e Caressa, è apparso chiaro che per il tecnico il capitano sia più un problema che un’opportunità. Tutto questo però, raccontano a Trigoria, anche perché non sempre l’atteggiamento di Totti in allenamento sarebbe stato collaborativo. Dov’è la verità?

PANUCCI & CO. – In diverse piazze in cui Spalletti ha allenato si narra di sfuriate epocali. A Udine, nel 2005, raccontano i cronisti che a farne le spese fu Jankulosvki, ma a fare molto più scalpore fu il doppio confronto con Christian Panucci: una volta nel 2007 dopo una 3-0 casalingo della Roma col Siena e un’altra nel 2009 per una panchina non gradita a Napoli. In questo frangente, anzi, Spalletti escluse il difensore dalla listaChampions e la sfortuna poi costrinse i giallorossi a giocarsi i quarti contro l’Arsenal con una difesa in piena emergenza. Ma le frizioni piccole e grandi non sono mai mancate. Ad esempio quando nel 2008, all’insaputa di tutti, l’allenatore toscano andò a parlare a Parigi con Abramovich. L’episodio fu svelato da Ancelotti (che vinse il ballottaggio per la panchina) e, in diretta tv dal ritiro della Nazionale, De Rossi fece una battuta allo stesso Spalletti: «Spalletti chi? L’allenatore del Chelsea?». Non basta. Anche negli anni d’oro, l’allenatore gradiva poco, ad esempio, che alcuni ritiri venissero sospesi dall’allora presidente Rosella Sensi dopo che Totti e lo stesso De Rossi andavano a perorare la causa della squadra. E ancora. Quando andò via per vincere in Russia, ai complimenti pubblici di Totti rispose così: «Poteva dire qualcosa in più quando sono andato via». Al che il capitano replicò: «Lui ha sempre pensato che sia stato io a mandarlo via, ma non è vero».

RUGGINI RUSSE – Il carattere solido comunque è stato anche da esportazione. Non a caso a San Pietroburgo raccontano come Spalletti – contando anche sul filo diretto col presidente del cda della Gazprom, Alexey Miller – vinse il braccio di ferro con due totem dello spogliatoio dello Zenit: Igor Denisov e Roman Shirokov, entrambi ceduti. Di quest’ultimo addirittura i cronisti russi raccontano come una volta osasse tirare una pallonata volontaria a Luciano da Certaldo. Mal gliene incolse, anche perché a San Pietroburgo l’allenatore toscano ha insegnato come si diventa vincenti, dimostrando così la bontà dei propri metodi. Domanda: avere una comunicazione così muscolare servirà anche a Roma?

(Gazzetta dello Sport, M. Cecchini)

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5 Commenti

  1. Per quanto amo il capitano e non è giusto che spalletti gli vada contro in questo modo penso che per vincere ci voglia proprio un allenatore duro e forte e spalletti è quello giusto ! Io l’avevo scritto dopo la partita con l’Inter: attenzione questi si stanno sbragando deve continuare con il piccone; perché si capiva che erano tornati a sentirsi degli dei sulla terra ! Almeno in champions league andateci poi a giugno ci dovrà essere la resa dei conti…

  2. Però a vedere Totti in queste due partite,più che un problema sembrerebbe una opportunità.
    Comunque forse se Spalletti ha un limite e’ la sua personalità,il fatto di non capire la battuta e quando la battuta e’ fatta bonariamente bisogna riderci sopra.
    Il massimo sarebbe un allenatore bravo come Spalletti sul campo,ma poi magari che abbia un approccio alla Mazzone con i calciatori.

    • Non ne vedo squadre vincenti i cui giocatori si permettono di fare battute sull’allenatore pubblicamente. Spalletti si è giustamente rotto il c***o di vedere la stessa situazione di spogliatoio di un decennio fa ed è giusto che stavolta faccia piazza pulita, a parole adesso, coi fatti sul mercato. Una cosa che andava fatta anni fa.

  3. Se era Mourinho o Conte pensate che avrebbero agito diversamente?A Roma ci vuole un allenatore come Lucio e Totti deve smettere di rompere le scatole e pretendere di essere trattato da prima donna a 40 anni

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