Le magie di Totti ora mettono fretta a Pallotta

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RASSEGNA STAMPA AS ROMA – Dodici minuti, stavolta. Nove più tre di recupero. E zero gol. Ma, come accade sistematicamente da qualche tempo, un contributo essenziale per la causa romanista. E non solo perché quando è entrato in campo lui, Francesco Totti, la tramontana sull’Olimpico è apparsa più dolce e il sole più luminoso: prima un’invenzione da tramandare ai posteri per un imbambolato Salah (forse stupito per quella giocata…) poi il tocco delicato in verticale, nel cuore dell’area del Napoli, per dare il la al gol da tre punti di Nainggolan. Come dire che il capitano ancora una volta ha lasciato il segno. E non può essere più un caso che la Roma con lui dentro segna, vince le partite e conquista punti per la Champions.

CONTRATTO VICINO? SÌ, NO, FORSE – Si diceva, alla vigilia: quella contro il Napoli sarà la penultima partita di Totti a Roma con la maglia giallorossa e nessuno della società l’ha smentito con vigore. Prima del fischio d’avvio di Orsato, il dg Mauro Baldissoni, a Mediaset, ha detto alcune cose da interpretare: «Ci sarà presto una comunicazione su quello che Totti e Pallotta avranno deciso di fare», il suo virgolettato. Lo scorso 19 marzo era stato il ds Walter Sabatini a parlare pubblicamente della faccenda: «Il futuro di Totti? La questione sarà affrontata presto in maniera definitiva». Insomma, è passato più di un (altro) mese e nulla ancora è stato ufficialmente deciso. Alcuni recenti segnali, però, autorizzano ad ipotizzare anche un’inversione di tendenza in casa Roma. E cioè che il rinnovo (annuale) di Totti da impossibile sia diventato improvvisamente possibile. Non ancora probabile, si affrettano a precisare da Trigoria, anche se – si sostiene da più parti – la presentazione della campagna abbonamenti di dopodomani potrebbe essere l’occasione ideale per annunciare la novità. E da qui la comunicazione cui faceva riferimento ieri Baldissoni. Sarebbe triste, del resto, se la fine della storia tra la Roma e Totti fosse certificata da tre righe su carta intestata. O no? Inattesa della verità, fonti vicinissime alla dirigenza continuano ad assicurare che tutto è già stato deciso: Totti, in sintesi, non sarà confermato perché la sua presenza è un fattore che non favorisce la crescita della squadra. Discutibile, quantomeno. Ma l’ultima parola, è evidente, spetta alla società che ha il coltello dalla parte del manico. Nell’attesa, sarebbe giusto almeno far saper in fretta ai tifosi se la partita contro il Chievo dell’8 maggio sarà o no l’ultima di Totti all’Olimpico da romanista. Per una forma di rispetto nei confronti sia della gente che ha una Lupa tatuata sul cuore sia del capitano. E, perché no?, anche della Storia. Basterebbe una semplice comunicazione, giusto?

(Il Messaggero, M. Ferretti)

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3 Commenti

  1. Che la sua presenza non favorisce la crescita della squadra,mi sembra veramente una cretinata.
    Quando entra lui si aprono le acque e si chiudono le partite.
    I compagni di squadra,nessuno escluso gli vogliono tutti bene,dal giovane primavera alla stella ? che brilla.
    Ma ragazzi quante ridicole leggende metropolitane hanno girato sempre intorno a Totti e ci stiamo accorgendosi ora,che erano il frutto solo di fantasie di gente invidiosa.
    Quindi questo contratto facciamolo diventare da impossibile a probabile,perché come calciatore ci può dare ancora una mano a vincere qualche partita.

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