Tor di Valle, ecco il vero progetto

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AS ROMA NEWS – Ancora tre stagioni da disputare all’Olimpico, poi la Roma potrebbe traslocare nella nuova casa a Tor di Valle. Ieri il d.g Mauro Baldissoni, l’ingegnere Simone Contasta di Parsitalia e Giovanni Marroccoli, di Lend Lease, hanno spiegato i dettagli dell’opera che contano di portare a compimento nell’agosto 2019.

Il progetto è molto complesso, frutto di una lunga trattativa e che ora dovrà passare dalla conferenza tecnica dei servizi in Regione. “L’opera darà subito i suoi frutti nelle casse”, i proponenti, che prevedono a regime circa 60-70 eventi extra-calcistici l’anno, ne sono sicuri. Il finanziamento di circa 500 milioni di euro sarà coperto dai proventi di area ospitalità, biglietteria, naming rights e sponsorizzazioni.

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Fin qui sono stati spesi 60 milioni di euro, il costo totale dell’opera ammonta a 1,7 miliardi a carico di privati, di cui 440 milioni solo per le infrastrutture. I privati si occuperanno anche di sicurezza (1400 telecamere previste, doppio sistema ai tornelli) e nuovi posti di lavoro, circa quattromila durante il cantiere e quindicimila quando sarà tutto attivo. Il tutto aspettando uno sponsor che dia un nome allo stadio. Proseguono i contatti con le società interessate al naming rights.

(Gasport)

 

 

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9 Commenti

  1. Quando Pallotta riuscirà a compiere l’impresa che nessuno è mai riuscito a portare a termine, e avremo uno stadio tra i migliori d’Europa, ci sarà gente che avrà da ridire, che dirà che lo stadio non è della Roma, come se si potesse affittare che ne so, alla lazie.

    Sono curioso di vedere come spiegheranno il fatto che avremo molti ma molti più soldi da spendere per il mercato, se lo stadio non beneficia la Roma.

  2. Un gruppo di investitori internazionali decide di acquistare una squadra di calcio dal grande nome storico per attrarre altri investitori e costruire qualcosa di faraonico che gli frutti bei soldi.

    La squadra è solo un cavallo di troia, ma perché il progetto funzioni, il cavallo deve essere bello.

    Tutti i potentati di zona esclusi dall’affare avversano il progetto con tutti i mezzi a loro disposizione.

    Tramite i media e giocando anche sul rancore di tutti quelli che sono stati esclusi nel corso del tempo dal circo di nani e ballerine che prima girava intorno alla squadra, creano un clima di attacco continuo alla squadra, per attaccare la società, per attaccare la proprietà, ovvero il progetto.

    In questo clima sono migliaia coloro che da tifosi sono diventati nemici giurati…

  3. Questi tifosi non capiscono che c’è una convergenza di interessi, fra loro e la proprietà.
    Ai tifosi interessa che la squadra vinca.
    Alla proprietà pure, affinché il progetto si valorizzi sempre di più.

    Nell’epoca in cui il presidente mecenate non è più possibile, le società di calcio sono scopi per altri fini.
    Quale amore alla maglia può avere un gruppo di cinesi che compra l’Internazionale FC?

    Può essere l’amore per la AS Roma, per il giallorosso, la molla che ha spinto J. Pallotta a diventarne presidente?

    Evidentemente no.

    Ma in questa epoca di presidenti affaristi, e di crisi economica che attanaglia il paese ormai da 10 anni, è solo grazie alla convergenza di interessi che possiamo sperare di avere una Roma competitiva.

  4. perchè no? nullius poteva scegleire qualche altro club meno impegnativo di noi sotto tutto i punti di vista compreso lo stadio ,non solo in italia ma anche in europa ,forse gli piace ROMa e per questo è divenuto presidente non proprietario perchè forse dietro lui ci son altri persone a livello internazionale

    • Roma, al città di Roma intendo, per gli americani (e non solo) ha un fascino particolare.
      Guarda l’altro americano… si è comprato il Venezia.

      ROMA. è il colosseo, è i legionari, è l’impero… è la Storia.

      Per un americano il nome Roma non importa a cosa sia legato, al calcio, al tennis, all’hockey… è la città, che conta.
      Anche per vendere il loro investimento, è il nome Roma che tira.
      Per vendere gli uffici del business park alle aziende… Roma è Roma.

      Poi nulla toglie che ci si appassioni e da non sapere nulla di calcio si possa diventare tifosi.

  5. Secondo me meglio una proprietà come la nostra che cinesi o arabi che come si staccheranno dei giocattolini lasceranno il deserto dietro di loro e quelle società scompariranno nel nulla.la nostra la vedo molto attenta e i risultati arriveranno non saranno tifosi come noi ma per trarre profitto dai loro investimenti la ROMA deve vincere…senza fare la fine dell’intere…forza ROMA sempre e comunque

    • E’ questo che chiamo convergenza di interessi. A prescindere dalla loro passione per i colori.
      Sul freddo piano dell’investimento, se vogliono rientrare e guadagnare, devono portare in alto la squadra a livello internazionale. Deve dare la sensazione di essere fra le prime otto d’europa.

  6. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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