ULTIME NOTIZIE ASROMA – Il magnifico selvaggio. “Tifosi, sosteneteci anche quando Totti non c’è”. Ci voleva quel magnifico selvaggio di Nainggo per lanciare un ovvio quanto scandaloso appello in una città infestata da tifosi idolatri e imbonitori ruffiani. I peggiori tifosi del pianeta. Di gran lunga. Genuflessi al cospetto della Vacca Sacra, hanno buttato la propria squadra nel cesso dell’abbandono e dell’indifferenza, della fucilazione ipercritica nella migliore delle ipotesi. Ci si abitua a tutto.
L’Olimpico è diventato un deserto tartaro inutilmente attraversato dall’urlo vendittiano. Un nastro assurdo. Beckett in versione stadio. Scosse che non servono a rianimare il cadavere. Solo se e quando si alza dalla panca la sagoma del Capitano, magari per scrollarsi una mosca di dosso, il cimitero comincia a vibrare. I narcolettici riscoprono il brivido erotico della febbre da stadio. Tutti lì a spiare il minimo gesto del loro Vitello d’Oro.
Tutto questo, prima ancora che deprimente, è sommamente cretino. Confessa l’obesità mentale, la pigrizia di un gregge suddito, eternamente bisognoso di perpetuare la sua funzione passiva, il versante più comodo della vita. Idolatrare invece che tifare, latrare invece che amare. Gente che sembra aver dimenticando e azzerato i canoni elementari di quel demenziale e mistico delirio che è il tifare la propria squadra.
In nessun grande club del mondo, passato e presente, il campione ha soppiantato la maglia che veste, riducendola a straccio da pestare. Che si chiamino Messi, Ronaldo, Giggs, Riquelme, Del Piero, Maldini, Van Basten o Crujff. Persino il Napoli, con tutti gli sbandamenti del caso, ha continuato ad esistere dopo Maradona. Ok, evitate di ricordarmelo, la storia di Totti è unica. Fuoriclasse irripetibile, romano e romanista, iscritto nella ristretta lista del classici viventi e calcianti. Tutto vero. Ma proprio per questo, soprattutto per questo, la storia è deludente.
L’eroe è fondamentale, ma solo se aiuta i suoi nel cammino della terra promessa, non li perpetua nella palude dell’adorazione. Fuoriclasse assoluto, chi lo discute è un mentecatto, che spennella quarantenne calcio giottesco, Totti sembra più affezionato all’idea del leader protagonista che tira fuori i suoi compagni calimeri dalla merda con tutte le bovine ovazioni del caso che al leader totale che si fa sentire e “agisce” anche da fuori, nei titoli di coda invece che in copertina, quando la merda è fino al collo.
Questo non mi piace. Questo mi delude. Proprio perché amo l’eroe Totti. E mi aspetto che sia lui a rinsavire un popolo rimbecillito, traghettandolo dall’amore per sé a quello per la squadra del cosiddetto “cuore”. La questione non è se il ragazzo può o deve continuare fino a che i suoi piedi canteranno. Ma perché questo debba uccidere tutto ciò che è Roma fuori di lui.
A questa patologia da calcio terzomondista si aggiunge, tanto per guastare definitivamente il piatto, il becerume di quel trivio agonizzante che è la cosiddetta comunicazione romana. Carogne di ogni tipo banchettano alla facile mensa del Campione Mitologico. Giornali morenti che si attaccano cinicamente a tutto, alla braciola scadente e scaduta del campione di Porta Metronia, pur di vendere due copie in più in una piazza più tottista che romanista, peripatetiche dell’opinione che si affacciano ogni tanto a Trigoria, trovando il comodo rutto della demagogia spicciola. Il massimo, il peggio, è quando s’imbastisce la più dozzinale delle truffe mediatiche. Spalletti contro Totti.
Romanisti veri. Lucio Spalletti da Certaldo è oggi il romanista più romanista che c’è (aggiungo da ieri l’indonesiano con la cresta). Da tifoso autentico ha capito subito il potenziale veleno della divisione, ha cercato di esorcizzarlo in tutti mondi, non facendo i conti con la coda del diavolo, una storia idolatrica che si è nel frattempo alleata a Belzebù, trasferitosi nei piedi di Totti e nel suo puntiglio di metterla nelle chiappe di chi, secondo lui e il suo entourage, trama contro. Idea poveraccia.
Ma così è. Spalletti si è speso in tutti i modi con la parola e con i fatti per riconnettere il popolo giallorosso alle tette della Lupa, ma ad oggi il fallimento sembra evidente. Belzebù comanda e Lucio arretra, legittimamente turbato dalla violenza degli idolatri e delle orde belvette, scriventi e oranti.
Il risultato è che la squadra, Nainggo finalmente l’ha detto, ha incorporato il concetto rovinoso che può essere amata solo portando l’insegna di Totti. “Ma no, i giocatori devono dimostrare il proprio valore a prescindere dal comportamento dei tifosi”, si sente di dire Abel Balbo. E che minchia c’entra? Soprattutto se, due righe prima, dici che il tifo a Roma è decisivo. L’amore è una spinta a essere migliori. Giusto? Vogliamo contestare anche questo? Portiamo le comparse negli stadi al posto dei tifosi. Siamo sulla buona strada.
Idolatrando Totti, si rischia di buttare via tutto il resto. A cominciare dal bambino, in questo caso Spalletti. Che è, invece, non solo il più grande romanista oggi ma anche l’unica, vera, strepitosa novità di un calcio italiano dominato da mediocri certezze (la Juventus ha già vinto il suo quinto, sesto, decimo campionato consecutivo) e miserabili viltà (la testa sotto la sabbia, il non voler riconoscere i problemi enormi di un sistema che collassa).
Ci vuole passione. Ci vuole energia. Spalletti è tutto questo. Abbiamo esaltato a suo tempo la comunicazione furbastra di quel manipolatore perverso di Mourinho. La comunicazione di Spalletti è ben altro. E’ la grande novità. Una nuova frontiera. Svolta radicale. Lievemente appannata negli ultimi tempi da risultati scioccanti e risposte ambientali ultrà becere.
Ma il fenomeno resta. Le sue conferenze stampa, quasi tutte, sono piccoli eventi. Un punto di non ritorno. C’è un prima e c’è un dopo. Prima di Spalletti, l’allenatore medio comunica per non comunicare, disinnescare contenuti potenzialmente “destabilizzanti”, portare a casa il “successo” di quel che si dice lo 0 a 0. Rimestare la zona grigia del dire e del non dire, tutt’al più inviare messaggi cifrati, alludere, ammiccare, magari fustigare il giornalista fellone.
Nella migliore (o peggiore) delle ipotesi, la conferenza stampa come pretesto per uno show carismatico, in vista anche di buoni ingaggi pubblicitari (Mourinho su tutti, ma gli stessi Guardiola e Conte, più cerebrale il primo, più muscolare e tarantolato il secondo, impongono il fascino vibrante della loro personalità).
Nella chiave della negazione degli astanti, il genio assoluto è Bielsa. Fissare lo sguardo a terra è di per sé la postura che cancella l’interlocutore, gli nega il diritto di esistere (in molti casi, questa cancellazione del prossimo in conferenze stampa affollate di tanti stronzi, va salutata come una benedizione).
In un certo senso, anche la comunicazione di Spalletti realizza l’effetto di negare il prossimo. Ma, al contrario, per eccesso di generosità. Un paradosso. Sposta talmente in alto l’asticella della parola da costringere l’”altro”, l’astante, a misurarsi con vette e temperature cui non è abituato o a cercare di farlo (esente naturalmente da questo l’insanabile idiota che non percepisce nulla di quanto accade, in questo caso l’aura, l’oro, della parola).
La comunicazione di Spalletti, al suo meglio, ha qualcosa di zavattiniano o fallaciano. Così febbrile. Così follemente generosa. Questa urgenza della verità, lo scandalo della verità, al confine della patologia. Tu sei qui per riempire il tuo taccuino o il tuo smartphone di frasi fatte? E io, invece, ti dico tutto, anche e soprattutto quello che non dovrei dirti. Scandalo notevole, in un mondo dove vale la pulsione opposta, la parola omertosa sotto forma di luogo comune. Uffici stampa strapagati o malpagati per organizzare la recita del non dire.
Ok. Lo so. Non ricordatemelo. C’è un ego ridondante di mezzo. Ma, generosità e vanità si combinano necessarie nella statura di un leader che comunica. Io, Spalletti, m’inoltro a dire l’indicibile, fino alle confidenze da spogliatoio, spiegarvi quello che non potete capire, arroventarmi in spiegazioni tattiche sofisticate, rispondere a tutto, senza maschere, anche a ciò che è irricevibile, inaugurando una svolta liberatoria della parola nel mondo cane del calcio.
Ma anche una possibile etica. Dentro una scena dominata dall’urgenza barra passione della verità, alias mostrarsi nudi, la parola come fosse la propria carne, si prefigura l’ipotesi di un mondo migliore. Certo, mille volte più interessante da praticare. Si sbaracca il teatrino delle meschine identità sigillate nel proprio compitino molto egoico e poco eroico, per esplorare un altrove. Non sai dove porta. Forse a romperti il muso. Ma viva!
(Dagospia.it, G. Dotto)


Questo articolo di Dotto è a dir poco delirante. Vorrei che leggesse il mio commento perché provo a spiegargli una cosa: le contrapposizioni Totti/Spalletti non le fanno i tifosi, ma i “giornalisti”. Che poi riescono anche a rigirare il concetto facendo passare gli altri come colpevoli. In secondo luogo, nessuno tifa Totti prima della Roma. Ma sta di fatto che la Roma con Totti gioca e segna, senza fa pena e pietà. Cosa dovrebbe fare il tifoso? Mantenere un’altera indifferenza verso il capitano solo perché se no si rischia di scivolare nell”idolatria”? (che poi “idolatria” non è, è semplicemente tifo). Signor Dotto, senza tanti giri di parole, lei sta creando un castello di bubbole vaneggianti in aria, tenuto su solo da parole abilmente intrecciate. Ma sopra, dietro e sotto c’è il…
quello che hai scritto in parte è vero, ma è innegabile che basta che totti si alzi dalla panchina e tutto il tifo si scatena….ci sarebbe magari bisogno, da parte della squadra, di sentirsi tifata sempre e poi magari una bella ovazione per Totti ci sta tutta!
ma se prima fischi o non inciti e poi entra totti e si scatena il putiferio…è irrispettoso verso gli altri giocatori!
inoltre totti è alla fine della sua carriera purtroppo (da un pezzo) e ce ne dovremo fare una ragione…
Certo Dotto e’ andato giu’ pesante, ma il senso di cio’ che dice e’ vero. Questa e’ l’unica piazza al mondo dove invece che tifare la maglia si idolatra il mito indistruttibile, possibile che soltanto pochi riescono a guardare piu’ in la’ del proprio palmo e vedere quello che succede nel mondo? So che adesso la stragrande maggioranza dei tifosi inorridira’ per cio’ che ho scritto, ma, se ragionaste un po’ forse trovereste un fondo di verita’ su quanto detto. Ricordate solo una cosa: Totti non e’ eterno (anche se per qualcuno lo e’), ma la ROMA si.
Ci vorrebbero 10 pagine, per commentare esaustivamente questo articolo. Provo a “Bignamizzare”…! Il tifo romanista e tutto il suo contorno, fa schifo per due ragioni : 1) perchè “idolatra” il suo Capitano. 2) Perchè, conseguentemente, ignora il resto della squadra e quindi “la Maglia”. Ora, caro Sig. Dotto, non è possibile che il tifoso (ignorante e privo di machiavelliche combinazioni tattiche), si sia solo accorto che, con quel “10” in campo, cambia la storia? Che si sia accorto che cambiano anche gli atteggiamenti degli altri? Che la squadra si muova con altra voglia e convinzione? Insomma, che tutti giochino meglio? E allora, se quel “10” ha 40, 50 o 60 anni ma la sua sola presenza cambia le partite e, soprattutto, è fortunatamente un mio calciatore, che mi frega del…
futuro? Oggi ce l’ho e lo faccio giocare sempre!! Il concetto è talmente semplice che il tifoso ( sempre quello ignorante…) l’ha capito al volo e non si spiega perchè non lo capiscano i “professionisti”…(Spalletti in primis). La spiegazione dataci è: ” per fare grande la Roma del futuro bisogna che crescano altri Totti”…oppure “Totti va gestito”…! Bene; Diciamo che magari è giusto ( se lo dicono i prof…), ma OGGI, il “10” è in gran forma e OGGI la squadra ha bisogno di lui..! Non potrei “gestirlo” domani e intanto vinco??? Se devo far crescere altri Totti, non è meglio “fargli vedere come gioca” per prendere spunto?? Beh, il tifoso peggiore del mondo si chiede queste semplici cose… Il resto è conseguenza!!
Non mi trovo d’accordo su nulla di quanto scritto da Dotto.
Roma porto… la squadra in 9.. 1 1 eppure uno stadio intero cantava.. incitava.. io ero in sud.. cantava anche dopo l uscita scellerata del polacco… sono anni che qui succedono cose senza senso .. dentro e fuori dal campo.. ma I risultati sono sempre gli stessi… poi c e’ un 40 enne che l anno scorso ogni volta che entrava.. anche x 3 min portava punti… nonoatante l arrivo di spalletti senza totti la romaai sarebbe arrivata li… e senza totti domenica avremmo perso…non ha ragione totti ne spalletti e ne naaingolan… c e’ solo la gente stufa di tutto… una squadra che dopo anni e anni nn vede altri totti.. ma solo uno.. che a 40 anni entra gioca segna illumina e fa giicare bene tutti.. perfino quel cataparro li davanti sembra una punta top player.. ed allora la gente si…
E questo il signor Dotto l’ha scritto stamattina ??? Pensa le fregnjacce da qui a stasera ….
Senza totti saremmo arrivati terzi, siamo andati sette punti avanti la quarta, gioca solamente sotto porta e quando stiamo pressando l’avversario, semplice giocare e segnare così. Più difficile quando bisogna correre e uno deve correre per lui ed un altro dargli il pallone. Riconosco che è stato il più forte (forse) al mondo a lanciare il pallone, ma a me non è stato molto simpatico per le grandi sceneggiate (alla ddr) e per il burinesco atteggiamento verso gli arbitri ed avversari. Preferivo calciatori alla Losi, Di Bartolomei, Conti, Tommasi, Voeller… calciatori e uomini seri.
per me ha detto la verita! voglio sapere come mai lo stadio sempre vuoto,io non lo posso vedere la mia squadra allo stadio perche vivo in lombardia ma se ero a roma andrei sempre a tifare la mia squadra nel bene e nel male !e non tifare lo singolo come fate voi romani se no che senso ha essere romanista!io sono straniero dovrei tifare altre squadre ma io ho la passione per la roma !FORZA ROMA SEMPRE.
Lo stadio è vuoto anche se gioca Totti eh…..
Ti domandi come mai lo stadio sia vuoto ?? Forse ti sei perso gli accadimenti degli ultimi 2 anni….
A una certa età l’LSD fa male…. Dotto lascia stare, non è + roba per te!
Non si spiega altrimenti questo articolo.
A parte che i tifosi han fatto deliri (Dzeko) e barricate (manolas, naingo stesso) anche per giocatori che avessero dato 1/20 di quanto ha dato Totti saremmo già tutti felici (ma in prospettiva ci spero ovviamente),
A parte che mi pare il tifo ci sia stato anche nel girone di ritorno dell’anno scorso in cui Totti non ha giocato per mesi (giustamente),
A parte che magari per un tifoso è più facile affezionarsi a chi rinuncia al Milan dei bei tempi e al Real Madrid che a gente che a ogni 6,5 in pagella chiede cessione o rinnovo.
A parte tutto questo, è proprio il tono dell’articolo a consigliare un TSO per il soggetto.
Che tristezza.
Non so se ha detto la verità o no.
Questo articolo è però sicuramente una frustata.
E noi comunque ci dobbiamo porre tante domande…..perché oggi noi tutti, tifosi e commentatori romanisti non siamo più quello che eravamo.
E non siamo diventati certo migliori!!!!
Vero, questa frustata dovrebbe far riflettere chi vive di miti e non tifa Roma in ogni occasione.
L’Olimpico mezzo vuoto e in silenzio certo non aiuta….. maglio a questo punto uno stadio più piccolo con il pubblicoi a ridosso del campo e qualche partita in piu la porti a casa! che poi sono quelli i punti che alla fine ti avrebberopermesso di superare il Napoli ed entrare direttamente in Champions.
Sono d’accordo con Dotto, non su tutto ma in gran parte. I tifosi della Roma sono un po troppo particolari: per protesta contro le Istituzioni la SUD non entra da due anni…. PAZZESCO!! Io le proteste le vado a fare fuori della Prefettura e allo stadio ci vado e urlo per la Roma!!! Siamo presi anche da radio e giornali faziosi e stupidi, sempre pronti a criticare la Roma: al nord non fanno così!!
Aridajeee…prova ad andare a protestare sotto la prefettura come dici, poi mi fai sapere che succede…..il daspo è la migliore delle ipotesi
falco pero’ non sei una volpe…se allo stadio non vai o non tifi il daspo te lo sei dato solo!!!!
Articolo troppo enfatico con qualche veleno aggiunto ma per buona parte lo condivido
La mediocrità della squadra coperta dalla gloria del singolo
Un alibi per le presidenze a non rinforzarla
Idolatrare il singolo ha fatto sentire tanti ragazzi di borgata per non dire peggio coatti
quasi importanti…
Checco rappresenta il loro alter ego mancato uno che ce l ha fatta
Di sicuro un singolo non può diventare più importante della squadra su questo Dotto ha mille ragioni
Così come De Rossi o Florenzi che debbono portare la fascia di capitano perché romani
Se non si esce da questo modo provinciale di vedere le cose non diventeremo mai grandi
Niente altro che una fotografia lucida e reale direi pasoliniana della realtà,articolo meraviglioso che non potrà essere compreso perche richiede che una connessione cerebrale ad alta velocita, tifoso romanista svegliati, totti mi emoziona sempre ma niente mi stringe il cuore come la maglia pulcini allievi primavera che sia quando un giocatore la indossa diventa il mio giocatore il migliore lo amoooo! Forza roma sempre e oltre!!
Penso di avere connessioni cerebrali di buona velocità, eppure continuo a non trovare nulla di sensato in questo articolo. Dotto ormai è incrostato nella sua tesi (che è stata svergognata da Totti più e più volte) e prosegue solo a testa bassa nel suo intento, provando l’attacco da punti differenti. Ma la sostanza non cambia. Nessuno tifa solo Totti, nessuno non entra allo stadio perché non c’è Totti (anche se non capisco questa cosa di disertare, la trovo sciocca). Semplicemente se hai una squadra che non cava un ragno dal buco e poi entra un giocatore che sempre si dimostra migliore di tutti gli altri, tu sei più contento. Non è difficile da capire. Tifiamo per la Roma, della quale Totti è il miglior giocatore e ringraziamo Spalletti che lo sta adoperando per farlo rendere al meglio.
Lei non sa di cosa parla. Probabilmente non ha mai messo piede allo stadio Olimpico. Io che pago regolarmente il mio abbonamento, e che domenica ero allo stadio a prendermi l’acqua che filtrava dalle “coperture”, mentre lei era con le terga comodamente appoggiate su di un soffice divano, ho semplicemente espresso il mio dissenso, alla fine del primo tempo, contro una squadra che aveva giocato male e, di contro, mi sono entusiasmato nell’osservare una squadra trasformata nella ripresa. A prescindere da chi indossava la maglia. Tutto qui. Tutto maledettamente semplice. Forse troppo per quelli come lei e come il sig. Dotto che sono abituati ad osservare il mondo dal loro piedistallo.
P.S. ah, una cosa: lasci stare Pasolini, per favore, le citazioni non vanno vilipese così.
. Non tutto ciò che è presentato con paroloni è giusto . Sia meno enfatico e più intelligente: chi ha commissionato l’articolo? Dotto ,che è anche il nome di un nano,difficilmente emette sentenze proprie. Per il resto purtroppo lo so che soffriamo e gioiamo per la stessa Roma ed abbiamo la stessa passione maledetta magari fin da bambini, ma evitiamo di incensare il trombone di turno al quale interessa solo il suo interesse, visto che negli anni ha sempre sostenuto tesi contrapposte,anche se in ottimo italiano.
io non so come sarebbe andata a finire la partita senza totti in campo, ma so che il piglio che messo in campo la roma dopo il primo tempo scialbo con l’udinese, ha portato i tifosi dell’olimpico a un vero tribudio, senza totti.. Allora che caxxo dice dotto??? Naja sei un grande e si vede che ti sta a cuore la roma, ma non cadere nel trabocchetto dei giornalisti che ti fanno dire cose che non vorresti, sei re quando fai il protagonista nel campo di calcio, fuori del campo …. non lo so!
Condivido l’articolo.
Mi sta bene tutto,ma le offese ai tifosi se le poteva risparmiare.
Certo,
la mediocrità ancestrale della Roma è colpa dei tifosi… Dotto meno canne e più carboidrati.
Senza i propri tifosi, l’AS Roma sarebbe stata ai livelli di Udinese, Verona, Palermo.
Io penso solo a stasera w poi penserò solo a domenica. . Letti gli articoli fatevi una risata e pensate che domani dovete andsre a lavorare ( x chi ce l ha un lavoro). Daje roma oggi domani e sempre… e come diceva Guccini …”..a xulo tutto il resto”
Finalmente un giornalaio che scrive veritá su questa citta e tifosi.
La roma nel secondo tempo sarebbe comunque entrata in campo con grinta. Con o senza Totti.
Poi è chiaro che in quella situazione, con una squadra che corre attorno e con una samp che continua a pressare alto, totti, non marcato a uomo, va a nozze.
Ma tutti preferiscono vedere l’aspetto messianico, soprannaturale quasi del capitano.
Occhio a divinizzarlo, che per quanto fuoriclasse i miracoli in serie non gli vengono.
Poi che facciamo, iniziamo a sputargli addosso?
Articolo condivisibile in buona parte, al netto dello stile enfatico.
“in una città infestata da tifosi idolatri e imbonitori ruffiani. I peggiori tifosi del pianeta. Di gran lunga. Genuflessi al cospetto della Vacca Sacra, hanno buttato la propria squadra nel cesso dell’abbandono e dell’indifferenza, della fucilazione ipercritica nella migliore delle ipotesi.” Io ci vedo solo un insulto gratuito, delirante e ingeneroso verso tutta la tifoseria romanista, dai c.d. flinstones ai c.d. cesaroni (che dopo l’uscita di Amendola sullo stadio sarebbe opportuno cambiassero nome a mio modo di vedere).
I tifosi si sentono presi x il c… Aldilà degli Adelmi che girano sul forum i tifosi hanno capito il giochetto della società…ora passa il concetto che fino a quando non si farà lo stadio non c’è alcuna possibilità di vittoria …cose che stridono con quanto proclamato
Questo hanno voluto e a questo si è giunti, curva divisa multe inaccettabili repressione file interminabili per entrare parcheggi distanti tranne per i VIP in Monte Mario dove tutto è soft e curato dai cessi alla bouvette dopo foto alla curva colorita ma pronti con il loro Potere a condannarla e giudicarla. Rimanete nel vostro deserto la asroma è nel cuore di tutti quei tifosi che la amano, per lo spettacolo rivolgetevi ai calciatori . Poi ne esiste uno in particolare il n. 10 capitano romano e romanista unico grande esempio di classe cristallina a dispetto di una squadra mediocre e di una società che in cinque anni non ha alzato un trofeo a parte quello delle plusvalenze. Egregio giornalista non sono d accordo con Lei perché Lei parla senza sapere e poter capire.
Pur con un’ ottima forma sintattica l’articolo del sig .Dotto parte da presupposti totalmente sballati la querelle Spalletti- otti e’ stata creata dalla solita stampa in cerca di polemiche a tutti i costi . I due sono professionisti esemplari che si stimano a vicenda pur non necessariamente andando a cena insieme .Tutta questa letteratura gozzaniana da Bar dello Sport meglio sarebbe fosse stata indirizzata opportunamente nel denunciare le vere problematiche che affliggono as romae i propri tifosi come quella di dover essere utenti sventurati di un impianto assolutamente inadeguato come lo Stadio Olimpico…..
Il problema sollevato da nainggolan è reale ma è altrettanto realtà il fatto che la società abbia creato una voragine tra essa stessa ed i tifosi quindi le conseguenza sono quelle sotto gli occhi di tutti. Bisognerebbe trovare un punto di incontro e non sentire un presidente che insulta la sua gente etichettandola idiota. Quando si sbaglia bisogna riconoscerlo e tra le tante nefandezze dette e fatte parlotta ha anche il demerito di avere allontanato una tifiseria che allo stadio è sempre andata.
Grande Dotto, condivido tutto al 100%…
TUTTOOOOOO
Io tifo Roma da sessantanni con Totti e senza Totti, gioisco alla stessa maniera segna Florenzi o JJ, basta che vinciamo. Mi danno il nervoso se giocano male sia gli Emerson che i ddr, sia se perdiamo la CI con totti che senza. Forza Roma e basta.
prima avete allontanato i gruppi dallo stadio…..ora vi lamentate che non c è tifo…..fate pace col cervello.
ah ah..nocciolinee,olivares..ecco il SAI BABA della comunicazione sportiva romana tramutare al suo solito,sassolini in MANNA..l’ha rifatta nel vasetto dove sguazza felice..dopo aver toppato clamorosamente con Totti definito vampiro a caccia di sangue..zombie a caccia di carne..eco s dago-spia..sic..non su ny times,che spara sui tifosi..infarcendo l’articolo con citazioni splatter del peggio Grand Guinol..e c’è chi tira fuori Pasolini..che tristezza.
proseguo..ora è l’alfiere di Spalletti..che dopo aver toppato l’ingresso in Champions con scelta alquanto discutibili,pretende la purezza verginale della pessima stampa romana..l’etica..parla di gregge suddito..di gente non pensante..di idolatria..un blob eterno che tutto ingoia e tutto travolge..manca solo il riferimento a MADRE NATURA..Dotto e tanto patetico..
sono completamente d’accordo con dotto,purtroppo.Sarbbe l’ora di fare una seria autocritica per cambiare i nostri ateggiamenti.i giocatori passano(anche totti)la maglia resta.
Diagnosi perfetta soltanto per chi ama realmente la magica Roma, la verità fà male purtroppo.credo che il male della Roma sono alcune frange di sostenitori che sono manipolati da giornalisti ipocriti e bisognosi di articoli da scrivere.
Ve dico solo che un giorno a teleradiostereo dotto ha detto che si era messo lo smalto ai piedi come cristiano rRonaldo…. Un modo stravagante di fare outing…. V ho detto tutto
Dotto se mette lo smalto ai piedi…. Fate un po voi…..
e te dattelo al cervello… magari ti vengono pensieri un po’ più brillanti.
Ascolto spesso Dotto, teleRadioStereo, Rai ecc… è un po’ spigoloso, non ha paura di andare controcorrente e purtroppo o per fortuna spesso ha ragione. Questo articolo è pura realtà
Forza Roma Sempre
Ti appoggio in pieno, Gekko, questoarticolo, sia pure molto crudo, riflette quello che accade qui, dove ci si preoccupa prima di tutto del mito intoccabile, e poi, forse, della squadra.
Purtroppo ha ragione dotto. Il ragionamento è semplice io sono della Roma, Totti è un giocatore (immenso, unico, mio capitano!) della Roma, quindi tifo Roma. Non vale in contrario io amo Totti, totti è un giocatore della roma, quindi io tifo totti( e non necessariamente la roma).
Dotto parla di una grossa fetta di tifosi che l’ambiente della comunicazione becera e falsa sta portando là dove vuole (si è visto il campionato scorso) Contrapporre totti alla resto della roma è pura Follia! Spalletti perde e totti vince , ma quando mai ma che spalletti allena il pizzichettone? e chi è che fa entrare in campo totti? mion nonno.
Ora e per sempre FORZA ROMAAAAAAA
.
condivido molto dello scritto di Dotto. iniziando dalla idolatria per Totti e dall’incompetenza sportiva di molti tifosi della roma, attori di un perenne nido di vipere, meschini, senza memoria ed incapaci di equilibrio e di umiltà. continuando con la mostruosa pretesa di Totti (da tutti assecondata) di giocare oltre i 40 (un zidane, un platini, un messi, un cristiano ronaldo non si sarebbero mai ridotti nella situazione attuale di totti… è una questione di stile). e poi una società ectoplasmica e incompetente.
trovo meno condivisibile l’opinione su spalletti, personalità simile a quella di Totti, cioè umorale ed egocentrica. tutto ciò è una costante. è il peggior ambiente d’italia. poi ci si chiede come mai la Roma sia una delle poche squadre che anche non vincendo è odiata da tutti
poco da fare..quello sul peggior ambiente d’Italia..ce magna..la Roma è odiata perchè è Roma..come tu sei una testa ..fuori dal coro..eh eh..
il SAI BABA del giornalismo sportivo romano,ne ha fatta un’altra delle sue..e tutti gli adepti a battere le mani..trasformare sassolini in MANNA,è lasua specialità..infatti è talmente avatar da essere asceso su..DAGOSPIA..per carirà..lasciate riposare in pace Pasolini..
Io tifo Roma da sessantanni con totti e senza totti, gioisco alla stessa maniera segna florenzi o JJ, basta che vinco. Mi danno il nervoso se giocano male sia gli Emerson che i ddr, sia se perdiamo la CI con totti che sena. Per me sempre forza Roma, anche se ci sono undici ragazze 😉
Non credo che questo articolo provocatorio riuscirà a riportare il tifo all’Olimpico.
penso che debba essere l stesso totti a dre ai tifosi di incitare la squadra tutta e non solo lui,ma vedo che nn ci pensa proprio,chissà perché?
Ma come si permette questo, ho letto mezzo articolo è c’erano solo insulti alla nostra passione e anche a noi tifosi come persone, incredibile
In parte concordo cmq. . Levateje Er vino
Ma tutti sti buffoni che appoggiano dotto vanno allo stadio? Sanno cosa succede? Vi siete scordati chi e dotto che cosa ha detto per vent’anni della nostra squadra e del nostro capitano.mi trovate una squadra al mondo Che ha preso e dico preso SETTE goal in casa e il suo pubblico strabordava d amore. Non esiste quindi buffoni parlate quando sapete
Articolo spettacolare; speso che sia la “frustata” giusta che faccia svegliare i tifosi della ROMA.
Uno degli articoli più stupidi, deliranti e offensivi che mi sia capitato di leggere. Dotto, posa il fiasco.
Dotto, per essere più chiaro: ti permetti di definire il nostro pubblico “imbecille”, ma per trovarne davvero uno, guardati allo specchio.
Basta con articoli che vogliono spaccare la AS ROMA, tifosi, squadra e dirigenza. Basta divisioni. Tutti uniti a tifare la AS ROMA a prescindere da tutto e tutti.
…quale Pasolini???….quale bello stile???…Dotto sparla de tutto comprese le radio ndo ce pappa a quattro canasse… è solo un patetico provocatore…altrimenti non calcolato da nessuno…dai su Er giornalismo vero è altro…e chi je da ragione non Romano o non sa come stanno le cose per quanto riguarda la diaspora dal l’Olimpico…Dotto fatte na passeggiata….Forza Roma e viva i Romanisti…
Mi sa che Dotto ha finito i soldi per lo psichiatra. Allora quale soluzione migliore di insultare un po’ Totti per guadagnasse du spicci con un articolo penoso? Totti è magia, musica, dipinge calcio e fa sognare. La domanda corretta è: come mai solo Totti risveglia la passione del tifoso romanista? Perché in campo vedi una squadra che non lotta? perché i tifosi sono stufi di vedere in campo signorine col capello fatto che non mettono mai grinta? Potrei continuare ma mi fermo. Trovi lei il limite tra l’importanza di Totti e la pochezza degli altri.
il vino prima di scrivere articoli puo’ rilevarsi una brutta bestia
i peggiori tifosi del mondo? chiedilo a tua mammaaaaa
Sparito il seguito…..
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.