Roma per pochi e cambi limitati. È la Spalletti-way

2
588

ULTIME NOTIZIE AS ROMA – E va bene che squadra che vince non si cambia, ma qui siamo di fronte a un inedito. La Roma è un open space di quelli moderni, Luciano Spalletti l’ha pensata così, un’unica grande stanza polifunzionale. Dentro, però, pochi mobili, di sicuro meno delle altre case, ville o appartamenti che siano, poco importa. Funziona così: la Roma è la squadra che in Italia, dopo 21 giornate, ha impiegato il numero più basso di calciatori: 20, tre in meno della Sampdoria che in questa classifica è penultima. Il Napoli è a 24, la Juventus a 25, lo scudetto è genericamente a una cifra superiore. Perché non s’è mai vista – se prendiamo come riferimento i campionati degli ultimi 10 anni – una squadra in lotta per lo scudetto che abbia una rosa così ristretta o, a seconda della chiave di lettura, un allenatore che scavi così poco in profondità tra i suoi uomini. Pochi, belli (no, brutti no) e cattivi, questo è il ritratto che ne viene fuori.

POCHE SOSTITUZIONI – Ed è un inedito, si diceva, perché nel grafico che pubblichiamo relativo agli ultimi dieci campionati, si può ben vedere come nessuna squadra sia riuscita a trionfare scendendo (almeno) sotto quota 25. E la Roma molto difficilmente raggiungerà quella cifra, pur ipotizzando da qui a maggio l’eventuale esordio del nuovo acquisto (Defrel?), di Mario Rui e, chissà, pure di Alisson. Siamo sotto gli abituali parametri, per necessità e caratteristiche di una rosa che, al suo interno, ha diversi giocatori intercambiabili. Ma pure per scelta di un allenatore che non ama ritoccare troppo una ricetta che già funziona. Scelta a 360 gradi, che ha una sua declinazione pure all’interno delle singole partite. Perché fa parte della stessa ideologia il fatto che Spalletti, in questa Serie A, sia il tecnico che effettua meno sostituzioni nei 90 minuti, una media di 2,67 a partita, solo 1.021’ regalati ai panchinari. Paradosso dei paradossi, Spalletti è pure il tecnico che dai cambi ha ottenuto di più: 6 reti prodotte da giocatori entrati dalla panchina (in testa al pari di Sarri e Giampaolo), in assoluto per 12 volte un uomo della Roma utilizzato a gara in corso è stato decisivo per un gol: nessuno ha fatto meglio in A.

IL LIMITE – E allora necessità e scelta viaggiano di pari passo, dentro questa Roma. Con un punto interrogativo grande così intorno alle mosse dell’allenatore: la squadra, senza contare il portiere, ha già cinque calciatori oltre quota 1.500 minuti disputati in campionato (Manolas, Fazio, Nainggolan, Strootman e Dzeko). La Juve ne ha solo uno (Alex Sandro), il Napoli è fermo a tre (Hysaj, Hamsik e Callejon). Se è vero che tutti gli allenatori – ormai è pratica diffusa da anni – fanno dei calcoli intorno al minutaggio dei loro calciatori, ecco qui il vero limite potenziale della Roma in una volata scudetto. Forse è ragionando intorno a questo discorso che il mercato della Roma ha via via cambiato strada, passando dall’idea di prendere una seconda scelta (non s’offendano Musonda e compagni) a quella di consegnare a Spalletti un potenziale titolare come Defrel.

(Gazzetta dello Sport, D. Stoppini)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteRoma, un mese in apnea. E Florenzi vuole esserci
Articolo successivoRoma, Defrel sì ma senza follie

2 Commenti

  1. Articolo interessante. Per completezza mi sono informato sui 5 giocatori che la Juve ha schierato in più della Roma. Sono Kean (8 minuti), Rincon (41 minuti), Pjaca (111 minuti), Evra (270 minuti) e Neto (330 minuti). Togliendo Neto, mi pare che l’unico cambio veramente decisivo sia quello di Evra che ha giocato un totale di 3 partite piene. E che poi corrisponderebbe guardacaso al nostro Mario Rui che è appena tornato. Il Napoli ne ha usati 4 in più che sono Rog (45) El Kaddouri (60) Giaccherini (164) e Tonelli (288). Quest’ultimo ha visto il campo solo a causa della Coppa d’Africa di Koulibaly. Togliendo i primi due, l’unico in più è praticamente Giaccherini. Quello che ha giocato meno nella Roma è Gerson (139). Alla fine non mi pare una gran differenza.

    • Spero che ti leggano in tanti perchè l’articolo del “giornalista” potrebbe lasciar intendere che abbiamo un problema di ricambi quando l’unico non sostituibile sulla carta e Dzeco. Al capitano non farebbe schifo farsi 20 minuti di passerella, buone giocate e magari qualche gol al suo posto quindi non vedo troppi problemi. C’è solo l’AS ROMA.

  2. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome