ULTIMI AGGIORNAMENTI – “Nessun patto con Parnasi, né con lui né con altri. Tutto alla luce del sole con incontri in Campidoglio. Da mesi il dialogo è aperto con As Roma con cui oggi i nostri tecnici sono al lavoro. Il progetto non è di competenza del mio assessorato, lo seguivo in quanto vice sindaco”. Lo dichiara all’ANSA l’assessore allo Sport di Roma Daniele Frongia riferendosi al dossier stadio Roma.
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ULTIMI AGGIORNAMENTI – Arriva la pronta smentita dal Campidoglio sul presunto accordo già raggiunto con Parnasi sulla riduzione delle cubature dello stadio della Roma. La notizia, lanciata oggi dal quotidiano “La Repubblica”, viene negata con forza dal Comune. Stando a quanto riferisce l’emittente radiofonica “Tele Radio Stereo”, a breve è attesa una dichiarazione, su questo argomento, di Daniele Frongia, assessore allo sport.
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ULTIMISSIME AS ROMA – Dietro le schermaglie pubbliche tra Paolo Berdini e Virginia Raggi si nasconde una guerra privata combattuta sull’affare degli affari: lo stadio della Roma. A dispetto delle dichiarazioni della sindaca, che rimandano la decisione alla prossima conferenza dei servizi, l’accordo sulle cubature del maxi-impianto è stato già trovato, e tradisce non solo le posizioni dell’assessore all’Urbanistica, ma anche il programma elettorale dell’allora candidata cinquestelle che proprio sul “no” alle cubature extra aveva combattuto una delle sue battaglie più dure. Il patto, secondo quanto ricostruisce oggi una fonte diretta che ha seguito le questioni finanziarie dell’operazione, è stato siglato dopo Natale nel corso di un incontro tra l’assessore allo Sport ed ex-vice sindaco Daniele Frongia e il costruttore Parnasi.
L’imprenditore sarebbe uscito da quella riunione non solo rinfrancato, ma tenendo stretto nella tasca un accordo di massima sulle cubature dell’area commerciale, la carne viva dell’intera operazione stadio. Ed ecco i termini dell’accordo: il progetto iniziale prevedeva per il business park 900mila metri cubi, una cifra impossibile secondo Berdini che chiedeva un taglio di almeno il 60%, abbattendo così la cubatura a 330mila. A questa offerta la As Roma e il costruttore hanno risposto rilanciando: non 900mila, non 330mila, ma 600mila. Proprio questo impasse si è inserita la contrattazione finale tra l’ex-vice sindaco e Parnasi per chiudere con una riduzione di un ulteriore 10% rispetto a quei 600mila.
Troppo poco per l’assessore all’Urbanistica che considera il patto un via libera alla speculazione firmato proprio da chi aveva promesso di combatterle. Inizia così un gioco al massacro, una partita combattuta sul filo dei nervi tra Berdini che vorrebbe obbligare la sindaca e la giunta a prendere una posizione ufficiale sullo stadio e Virginia Raggi che svicola mantenendo una posizione attendista, rilanciata nei giorni scorsi con l’ultimo rinvio, quello alla conferenza dei servizi del prossimo 3 marzo. Sulla partita ballano miliardi e quando gli affari si mischiano alla politica, gli animi si accendono.
A nulla infatti sono valse le proposte alternative presentate dall’assessore all’Urbanistica. Una di queste, la Romanina, con vantaggi enormi rispetto a Tor di Valle, a partire dalla vicinanza con il grande raccordo anulare e dalla possibilità di raggiungerla allungando la linea metropolitana di una sola stazione. E non è bastato a far cambiare idea ai 5Stelle neanche il rischio idrogeologico e le possibili esondazioni del Tevere che il Comune ha risolto, con Marino, prevedendo l’istallazione di un sistema di pompe idrauliche perenni.
L’amore è cieco e questo spiega la scelta di Tor di Valle che diventa così il più fitto crocevia di interessi: quasi 3 miliardi da investire per la costruzione dell’intero complesso, un’area commerciale che, una volta messa sul mercato, potrebbe valere 2 miliardi e lo sguardo attento di Unicredit che da Parnasi deve avere indietro
una montagna di quattrini. La partita a scacchi non finisce qui, ma l’ultima mossa viene rimandata al 3 marzo, quando la sindaca scoprirà le sue carte e il “rientrato” Berdini dirà addio sbattendo una volta per tutte la porta.
(La Repubblica, D. Autieri)


Comunque io ci son rimasto di sale quando la sciacquetta ha detto
“ho la fiducia di Grillo,vado avanti”
Ve lo immaginate il Sindaco di New York che dice
“ho la fiducia di Jim Carrey,vado avanti”
verrebbe seppellito dalle battute nei Night-Show
Spettacolo Step!!!! Beh, anche Jerry Lewis non ci stava male….
A leggerela così sembra una trattativa con un vu compra’,quanto voi 15,te do 8,no amico 8 poco damme 10,allora te do 9,amico 9,50 e prendi belli occhiali.
Ma dai su.
Gli dovrebbero dire si lo stadio si fa.
No lo stadio non si fa.
Il tempo delle chiacchiere dovrebbe essere finito.
Lo stadio doveva essere pronto nel 2017.
Nel 2018 l’inaugurazione con Totti ancora Capitano.
Invece stiamo ancora in alte chiacchiere
lo stadio si fa,dopo 5 minuti non si fa più,dopo 15 si rifà,dopo venti si rifà,ma sarà tutto riveduto e corretto.
Ma basta no.
Il paese di Pulcinella.
E c’ha ragione chi lo dice.
mi sembra l’articolo più lontano dalla realtà mai fatto, una accozzaglia di informazioni centrifugate in sfregio alla intelligenza. un elogio alla stupidità suggellato dalla frase ” neanche il rischio idrogeologico e le possibili esondazioni del Tevere che il Comune ha risolto, con Marino, prevedendo l’istallazione di un sistema di pompe idrauliche perenni.”
quindi per Autieri se esondasse il tevere le pompe idrauliche raccoglierebbero l’acqua in eccesso e la spareranno direttamente in mare con una parabola di un quindicina di kl……
Domanda: noto da tempo che anche la Repubblica fa sempre pesanti insinuazioni, al limite del messaggeristico (quindi del falso e ridicolo) sullo stadio della Roma. Quali sono i legami di Repubblica con il Calta?
mr. liquidità ha molti più dipendenti di quanti non siano sul suo libro paga ufficiale…
Comunque, come ho scritto in un altro commento, la situazione al momento è questa prospettata dall’articolo. Anche se da una notizia, evidentemente soffiata, poi il giornalista ci mette intorno la sua ignoranza in materia.
C’è una trattativa.
Per questo ci sono stati gli incontri e per questo la Roma ha una posizione ufficiale del tutto collaborativa verso il comune.
Alla Roma non dispiace nemmeno una riduzione delle cubature, sempre che questo corrisponda a una riduzione delle opere a compensazione, altrimenti il progetto diverrebbe insostenibile.
Come in tutte le trattative entrambi partono lontani sapendo che cederanno qualcosa.
Dopo che la linea Berdini si è indebolita (e non da ieri) si lavora attorno a una riduzione del 30%.
Quindi, 550/600 è la cifra.
Dipende però da quali siano le riduzioni delle opere a compensazione: se fossero opere non così necessarie, ok, se invece fossero opere importanti per la viabilità e la fruibilità dello stadio, a rimetterci saranno soprattutto i tifosi ed in generale e chi, più generalmente, frequenterà quella zona.
Si è chiaro che sarebbe assurdo se facessero fare stadio, servizi e business park senza adeguare viabilità e trasporti pubblici…
sarebbe come ha fatto caltagirone a ponte di nona, dove ha costruito una città e le strade sono rimaste
collatina e prenestina esattamente com’erano 50 anni fa
ci ho abitato 10 anni e ogni mattina mi sono fatto 40 minuti per fare 7 km (solo per arrivare al Gra)
la sitazione è migliorata solo quando hanno fatto l’uscita a24 (1.30 € a botta !) e le complanari…
…bell’esempio al quale vorrei aggiungere un’informazione, a Ponte di Nona, come al Laurentino, essendo pure essi un ProjetFinance per avere le varianti sul PRG per le cubatura commerciali e abitative il privato doveva costruire obbligatoriamente anche le infrastrutture, dovè l’intoppo??? nel fatto che la penale per non averle costruite erano circa 1/10 del minimo previsto dell’utile…ad esempio (numeri a caso) se la penale era 1ml il guadagno previsto era dai 10 ai 15ml… direi che non serve aggiungere altro…saluti
Ah la romanina è vicina al gra? E tor di valle no…? Anzi ha anche un altra autostrada al di la del fiume che diventerebbe raggiungibile tramite due ponti di cui uno pagato dal privato, e due strade ad alto scorrimento come ostiense e via del mare che verrebbero unificate pagate dal privato…non lo dice.
La zona gra Appia-Tuscolana è già il punto più critico del gra…non lo dice.
Ah rischio idrogeologico? Azzerati dai lavori stadio, non del tevere poi ma del fosso di decima, interventi che dovrebbero comunque essere fatti dal comune a prescindere dallo stadio…non lo dice.
Ah c’è la metro A vicino? Ma a tor di valle c’è già una fermata di treno che deve comunque essere trasformata in metro tramite fondi europei già stanziati con l’aiuto appunto del privato….non lo dice.
giustissime osservazioni.
inoltre aggiungiamoci che :
– le grandi aziende che dovrebbero utilizzare gli uffici preferiscono stare vicine a fiumicino.
– già in zona c’è quello che si può definire il centro direzionale del polo romano (parco dei medici)
– le infrastrutture per portare la gente allo stadio sono utilizzabili per portare la gente agli uffici (e viceversa) ma non sovrapponibili, dato che si tratta di fasce orarie di utilizzo diverse
ma se l’accordo è di subito dopo Natale, da quel giorno ad oggi ci hanno raccontato solo caz…e!!!
io non credo a nessuna ricostruzione: aspetto qualcosa di più ufficiale
Rivedere le cubature significa ricalcolare la convenienza economica, e quindi scorporare gli oneri di urbanizzazione (le opere pubbliche a carico del proponente), e quindi mettere in pericolo la pubblica utilità che quindi potrebbe essere oggetto di nuova delibera.
A questo serve ridurre le cubature, ma dubito che nel team del proponente ci sia qualcuno che si faccia infinocchiare.
Se mai ci sarà qualche riduzione sarà tale da non comportare squilibri, ma io dubito che ci sarà, alla fine è la Roma che fa melina, perché gli conviene.
Quelli che rischiano di essere inadempienti sono quelli del comune, non la Roma che ha fatto tutto quello che doveva fare, perciò il tempo passa e sta variante se non la fanno, sarà l’ennesima tegola per il comune, più che per la Roma.
Quello che so io, da fonte molto vicina a qualcuno che è fisicamente presente in queste riunioni, è che i proponenti si sono detti disponibili ad ascoltare le proposte del Comune… con un successivo rimbalzo di proposte e controproposte.
Ci sono diversi motivi di convenienza reciproca perché si arrivi a una mediazione. Da una parte politici e dall’altra economici.
Certo è una situazione delicata.
La costruzione dello stadio è fondamentale per il futuro dell’ASR, attira investimenti, richiama sponsor e rende la società concretamente appetibile per un eventuale acquirente importante, subentrante in caso di cessione.
Ho buone ragioni per credere che il presidente stia aspettando l’autorizzazione definitiva per la realizzazione dell’impianto ed , in ragione di ciò, il calcio mercato di gennaio è stato praticamente ignorato, così come il rinnovo dell’allenatore.
Il calcio moderno, ormai, non può prescindere da questo, e una società che vuole competere a certi livelli lo sa benissimo.
Diversamente si resta gioiosamente e sportivamente a fare dell’onesto calcio di periferia.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.