Radja Nainggolan, il “tuttocampista” che Pallotta può permettersi di non vendere

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ULTIMISSIME AS ROMA – Rompe gli schemi, dentro e fuori dal campo. Mediano di combattimento, che però fa gol come un trequartista. Bad boy sempre sopra le righe con la sua cresta, i tatuaggi, le dichiarazioni politicamente scorrette, ma dalla disciplina ferrea. Di chi vive il calcio e la vita come una guerra, ed in guerra non si sgarra. Come un soldato. Anzi un ninja, il soprannome che i compagni gli hanno affibbiato quando non era ancora un campione, solo un gregario che lottava dal primo all’ultimo minuto, per le origini orientali che affondano fino in Indonesia. Oggi Radja Nainggolan è diventato il vero top player della Roma: l’anima della squadra giallorossa ufficialmente seconda forza del campionato dopo il successo contro l’Inter, nonché favorita per l’Europa League.

La doppietta capolavoro di San Siro, mix perfetto di classe e potenza, è solo l’acme della recente esplosione del belga sotto la gestione di Luciano Spalletti: 12 reti stagionali, addirittura 9 in Serie A, la doppia cifra è ad un passo. Ha segnato più negli ultimi due campionati con il tecnico toscano, che in tutte le stagioni precedenti in Italia. Merito del ruolo che Spalletti gli ha saputo cucire addosso, trasformandolo un po’ nel nuovo Perrotta di questa sua seconda esperienza giallorossa: mediano di quantità, con grandi capacità di inserimento, che nel gioco tutto tagli e combinazioni della Roma si ritrova spesso davanti alla porta. Con tutto il rispetto per l’ex campione del mondo italiano, però, Nainggolan è un’altra storia: non segna soltanto, spacca la porta e le partite. E fa molte altre cose: sradica palloni, collega i reparti, traccia i passaggi. È un giocatore impossibile da inquadrare sotto alcun ruolo predefinito o etichetta. Se non forse quella di “tuttocampista”.

Calciatore totale, così vicino alla perfezione sul campo e così lontano dallo stereotipo dell’atleta fuori dal terreno di gioco. Nainggolan fuma: cinque-sei sigarette al giorno, però in partita corre come un ossesso. Nainggolan balla: la sua cresta è stata avvistata in tutte le discoteche più famose del mondo, Ibiza, Dubai, le notti romane; ma non ha mai saltato un allenamento. Nainggolan risponde: usa Twitter senza freni, manda a quel paese tifosi e giocatori avversari se qualcosa non gli sta bene, “odia la Juventus perché ha sempre vinto coi rigori”, e non si vergogna di dirlo davanti alle telecamere. Di essere quel che è. Nessuna apparenza, tutta sostanza: anche per questo è unico.

A 28 anni il belga ha raggiunto l’apice della carriera ed è probabilmente il vero fuoriclasse della Roma: più di Dzeko, che di gol ne fa tanti ma come tanti altri; più di Salah, geniale ma discontinuo; Nainggolan c’è sempre e non tradisce mai. Lui non farà la fine di Pjanic: mai dire mai, ma è davvero difficile immaginarlo con la maglia bianconera, per quello che ha detto, per come è fatto. Il suo habitat naturale, piuttosto, sarebbe la Premier League: la sua grinta, la sua ferocia agonistica, sarebbero di casa in Inghilterra. A giugno potrebbe arrivare nella capitale la solita offertona milionaria in sterline. E la Roma i suoi gioielli è sempre stata abituata a venderli, anche durante la gestione americana. Chissà, però, se ora con in previsione la costruzione del nuovo stadio e i profitti che ne deriveranno, Pallotta magari deciderà di tenerlo: grazie anche a Tor di Valle, per lui potrebbe fare un’eccezione. L’anima (giallorossa) non si vende.

(Il Fatto Quotidiano, L. Vendemiale)

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9 Commenti

  1. Eccezion fatta per Marquinhos, la Roma non ha mai venduto i suoi fuoriclasse. La richieste su Strootman furono rimandate al mittente, Manchester UTD, anche quando l’olandese era in sala operatoria (e allora sarebbe stato facile liberarsi a grandi cifre di un calciatore, immenso, ma dal fututo incerto). Lo stesso vale per il Ninja e, secondo me, in futuro anche per Rudiger e Salah. Chi è andato via, alla fine? Benatia è morto, Lamela è desaparecido, Osvaldo suona in una garage band, lo stesso Pjanic, trasferito di sua sponte, nella squadra che ieri sera ha brutalizzato l’Inter non avrebbe giocato nemmeno il recupero.

    • vendere i gioielli significa indebolire la squadra, con noi non è mai successo da quando c’è la nuova proprietà.

      Marquinhos è stato sostituito da Benatia che fece il miglior anno della sua carriera, mai più ripetuto. Lo stesso Mehdi venne sostituito da Manolas, che per me equivale ai primi due messi insieme. Suona diverso dal vendere gioielli, giusto?

      Non mi ci spreco su Lamela che ha fatto 6 goal i primi due anni in premier, quanti ne ha fatti il suo successore in meno di un anno, cioè Gervinho. Oggi rimpiazzato da un certo Salah.

      Quindi gioielli per comprare gioielli più belli.

      Come la juve, Vidal, Pogba, Coman, Morata, gioielli ceduti per comprarne di migliori.

      Ma il fatto vuole far passare la notizia che la Raggi ha salvato la Roma dal dover vendere. Poracci.

  2. come facilmente prevedibile cominciano (anzi ricominciano) ad insinuare dubbi sulla cessione del nostro marziano….
    niente da fare il ninja è nostro!

  3. “Con la presente comunico di volermi avvalere del diritto di essere trasferito ad altra società, come da accordi tra noi intercorrenti. Vi comunico inoltre la mia disponibilità a regolare il 20% di mia spettanza dell’ammontare del prezzo di trasferimento direttamente con la società che acquisisce il diritto alle mie prestazioni sportive che, nell’occasione, vi comunico essere la Juventus. Vi prego di prendere contatto per l’espletamento delle formalità contestuali necessarie”.

  4. Pensate voi che CT si TROVA il BELGIO ,MARTINEZ ahhahahha che ha avuto i coraggio di non CONVOCARE un giocatore cosi hhahahaha e,quando lo ha convocato lo ha fatto giocare solo 45 minuti contro la SPAGNA e addirittura solo 6 minuti contro il CIPRO ahahhahahahh!!!

    ROBERTO MARTINEZ GIURO CHE SEI UN FENOMENO AHHAHAHAH!!

  5. A me fanno scompisciare dalle risate gli edicolanti che insistono sulla bella teoria che la squadra della fiat ha applicato chirurgicamente la tecnica di sfilare il miglior giocatore alle due possibili rivali….Se dovevano comprà 22 giocatori se volevano indebolirci….

  6. Pjanic dava più palleggio e segnava gol su punizione ma naiggolan e una forza della natura e come florenzi strottman danno l’anima in campo contro tutti! Naiggolan altri due anni li fa senza problemi al 200% se non fumava altri 4 anni

  7. Insomma Nainggolan un mito,che Pallotta non è che non può,ma non deve assolutamente vendere.
    I miti sono miti e non si possono vendere.
    Per nessuna cifra.

  8. So che molti non saranno d’accordo, ma, premesso che centrocampisti migliori al momento non ce ne sono, io dovendo scegliere preferirei cedere lui piuttosto che uno dei tre dietro.
    E’ vero che ha ancora uno o due anni ad altissimi livelli ma questa è una stagione davvero straordinaria per il ninja e non è detto che si ripeta. Ma il trio Manolas Rudiger Fazio io non lo toccherei manco a crepare.
    Poi è ovvio che l’optimum sarebbe tenere tutti ma lo stadio non è pronto domani, un sacrificio non lo vedo improbabile. Semmai sarò ben felice di essere smentito.

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