Le barriere più basse non bastano agli ultras, pochi biglietti venduti

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NOTIZIE AS ROMA – Incastrarsi tra campionato ed Europa League non è poi così complicato per un derby che sbuca quasi a sorpresa nella settimana romanista. Si posiziona lì, domani sera, scandendo con un rintocco più pesante degli altri il ritmo della squadra giallorossa, lanciatissima all’inseguimento di un trofeo. E alzare o meno una coppa nei prossimi mesi, è la distanza che manca tra il chiudere una stagione, definendola più che buona, e il riuscire a scrivere la pagina di un trionfo che così tanto manca. La gara d’andata della semifinale di coppa Italia, contro la Lazio, è un flash accecante che tiene ben aperti gli occhi di Spalletti, immerso in considerazioni e calcoli da turnover, visto che poi, sabato pomeriggio, all’Olimpico arriverà il Napoli.

Il tecnico, in questa sua seconda avventura romanista, viaggia sulla scia di numeri da record, distanti anni luce da quelli comunque nobili infilati dieci anni fa. Sono infatti ben 105 i punti collezionati in 45 partite, per una media pazzesca di 2,33 punti a gara. Infilando altri numeri, si scopre che, da quando il mister toscano è tornato nella capitale — poco più di un anno fa — le vittorie sono 33, i pareggi 6 e altrettante le sconfitte. I calcoli da turnover di questi giorni non coinvolgeranno, almeno per il momento, Edin Dzeko. Il centravanti fa i convenevoli, lodando Totti sul profilo Twitter della Uefa («È una leggenda, non solo a Roma ma nel mondo»), sperando di emulare quello che è il re dei derby capitolini. E sembra essere sulla strada buona, il bosniaco, con due gol in tre stracittadine.

Entrambi realizzati la scorsa stagione. Visto il ritmo al quale viaggia — diciannove reti in campionato, ventinove totali — il centravantone giallorosso è il giocatore più temuto dai laziali, preoccupati dello stato di grazia nonostante non sia riuscito a segnare a Milano contro l’Inter. Ma se Dzeko pregusta il suo quarto derby in giallorosso, è tutto un capitolo da aprire — e capire — quello legato ai portieri. In linea di principio tra i pali domani sera dovrebbe posizionarsi Alisson, numero uno nelle coppe, almeno fino a questo momento. Tra Europa League e coppa Italia, il brasiliano è riuscito a ritagliarsi qualche sprazzo di gloria, altrimenti costretto alla panchina in campionato alle spalle di Szczesny. Eppure la considerazione di Spalletti prima della gara con il Villarreal («Per il momento il titolare è Alisson, in futuro si vedrà») ha aperto un varco alla possibilità che il tecnico, andando avanti, potesse puntare sul polacco, da lui considerato più maturo e pronto a sopportare il peso di gare così pressanti. «Now derby time» il messaggio postato su Instagram da Szczesny, troppo poco, però, per avere quantomeno un indizio che aiuti a capire se le cose cambieranno o resteranno come sono state fino a questo momento. Quel che è sicuro, è che i tifosi della Roma (finora venduti solamente 7mila biglietti ai giallorossi: i biancocelesti sono a quota 15mila) troveranno domani sera la barriera posizionata un anno e mezzo fa a dividere la Sud, dimezzata. Il divisorio è stato infatti abbassato a un metro e dieci, diventando così una sorta di corrimano, in attesa che venga del tutto rimosso nelle prossime settimane. Gli ultras però non rientreranno: aspettano che i pannelli spariscano del tutto, e diserteranno anche questo derby.

(La Repubblica, F. Ferrazza)

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2 Commenti

  1. che schifo di tifoseria!!! in un momento così importante della stagione, dove la squadra sta dando il 100% e forse anche di più, loro pensano alle barriere, invece di sostenere la squadra che “tanto dicono di amare”.
    siamo caduti davvero troppo in basso.

    • lo schifo vero è che le barriere stanno solo all’olimpico, e dalla scomparsa di Ciro Esposito, per mano di una persona che non frequenta la curva da almeno 10 anni, e in una partita che non vedeva in campo la Roma, è stata messa in atto un opera di demonizzazione del tifo giallorosso, (CURVA SUD perchè lì c’è il vero tifo) che assolutamente non merita… massimo rispetto per chi ancora ad oggi non mette piede in curva… 15 mila persone non possono essere tutti delinquenti…

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