GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Con la stagione finita, è ora di passare ai giudizi finali. Vediamo nel dettaglio quali sono state le note positive e le note negative della nostra Roma che hanno caratterizzato l’anno calcistico 2012/2013. Nessuno escluso.
Stekelenburg 5 : più chiacchierato per la sua scomparsa dall’undici titolare sia sotto la gestione Zeman che sotto quella del subentrato Andreazzoli, quando si vede in campo è spesso incerto, poco sicuro e non in sintonia col reparto difensivo. Arrivato come il portiere finalista all’europeo e quindi titolare in Nazionale, Stek fa di tutto per smentire la sua fama di ‘goalkeeper’ e cede più agli errori che ai miracoli. Poche le partite da salvare, tra cui la vittoria contro la Juventus.
Goicoechea 5 : portiere acerbo, lanciato dal boemo subito dopo l’infortunio di Stek contro il Parma, dimostra bravura nelle uscite ma si rivela disastroso sulla linea di porta. Gli errori fioccano dopo le buone partite contro Milan e Fiorentina fino ad arrivare al clamoroso autogol contro il Cagliari. Non pronto.
Lobont 6+ : pensa a fare gruppo e a recuperare dai due infortuni, finché Andreazzoli non gli concede una chance : da quel momento non lascia più la porta giallorossa. I suoi interventi sono goffi ma quasi sempre efficaci. Non è semplice entrare a stagione in corso, senza aver mai visto il campo, se non dalla panchina.
Marquinhos 7 : nota lieta del mercato estivo e delle scoperte di Sabatini, nella prima parte della stagione si eleva e strappa il posto a Burdisso. Classe ’94, si distingue per i suoi recuperi, per la sua precisione nelle scelte di tempo e per la sua determinazione. Catapultato dal Brasile all’Italia da giovane, regge la pressione senza problemi. In calo solo nel finale di stagione con qualche incertezza di troppo ma va oltre tutte le aspettative. Ha ancora ampi margini di miglioramento.
Castan 6,5 : possente, in ogni senso, quando gioca, dona sicurezza al reparto e si trova a meraviglia nel dualismo difensivo tutto brasiliano. Forte di testa ed elegante, dimostra grande carattere tanto da ottenere immediatamente il posto da titolare. In qualche partita la sua puntualità negli interventi e la capacità di marcare l’uomo si annebbiano portandolo a commettere qualche errore. Stagione comunque positiva.
Burdisso 5,5 : no, quest’anno Nicolas non c’è. Il reparto non lascia tranquilli i tifosi nemmeno di notte, è vero, ma lui sbaglia tanto e parecchio. Gli errori contro il Bologna o contro l’Udinese rendono la stagione difficile per l’argentino. La grinta e la decisione non mancano mai e valgono mezzo punto nella votazione finale.
Romagnoli 6 : oggetto misterioso, aggregato da Zeman alla prima squadra, fa la sua prima comparsa in Coppa Italia contro l’Atalanta. Grande personalità dimostrata nella sfida contro il Milan e contro il Genoa, contro cui segna addirittura un gol, ma le sue caratteristiche restano ancora segnate da un punto interrogativo. Prospetto futuro.
Piris 5+ : inizia male poi si riprende leggermente. Le qualità , purtroppo, non sono eccelse e le troppe partite finiscono per rivelare tutte le sue pecche, sia in fase difensiva che in fase offensiva. L’impegno c’è, da ricordare i due assist nella partita di andata contro l’Inter, per Florenzi e Destro. Meglio da centrale di destra nel 3-5-2 targato Andreazzoli. Non può fare di più.
Torosidis 6+ : giocatore discreto, arrivato a gennaio per una cifra irrisoria, si mette in mostra per le sue doti offensive, dando un po’ di spinta in più alla catena di destra. Trova spesso il fondo, non dimenticando di convergere verso la porta. Questa tendenza gli permette di segnare il terzo gol del match in entrambe le sfide contro Atalanta e Inter.
Balzaretti 4,5 : arriva dopo un grande Europeo vissuto da protagonista e pronto al salto di qualità , sbaglia tutto quello che c’era da sbagliare. In difficoltà in difesa, impalpabile in attacco e sui cross. Ci prova, ma non cava un ragno dal buco fino alla fine della stagione. Passa diversi infortuni, questo va detto, ma la stagione, rispetto alle aspettative, è senza dubbio deludente.
Dodò 4 : Zeman e Andreazzoli ci provano e lui anche, ma le gambe non reggono. Per tutta la stagione cerca di allenarsi, di trovare la forma, ma puntualmente il ginocchio operato fa capricci. Quando scende in campo dimostra corsa e rapidità ma il fiato corto non gli permette di giocare al 100%. La speranza è che possa mettersi alle spalle l’infortunio e dimostrare le sue capacità . Per ora, evanescente.
Bradley 6,5 : l’americano fra gli americani, arriva dal Chievo dopo un’ottima stagione. Ogni volta che scende in campo dimostra grande sostanza ed è l’ultimo a mollare lì nel mezzo del campo. Finisce la stagione in crescendo, dando ulteriori certezze ai suoi compagni di reparto.
De Rossi 5 : quando viene schierato fa il possibile, soffre anche il continuo entra-esci dal rettangolo di gioco ma le prestazioni rivelano la sua involuzione. Gioca male, cade nei tranelli delle espulsioni e non segna nemmeno un gol in stagione. Migliora leggermente con Andreazzoli, che gli restituisce il posto da titolare, ma non trova mai la forma giusta. Fa quasi impressione vedere un centrocampista di livello mondiale giocare così.
Tachtsidis 5 : Zeman lo lancia al posto di De Rossi, ma lui si rivela un regista in confusione. I passaggi non sono precisi e la lentezza dimostrata in fase di possesso rendono le sue partite poco esaltanti. Con un po’ di sicurezza in più, nella seconda parte della stagione, migliora. Forse, paga troppo il paragone con il vice capitano giallorosso.
Pjanic 5,5 : la tecnica e la calma lo contraddistinguono eppure giocando in 3 ruoli diversi non trova mai quello adatto a lui. Esterno di attacco, regista o terzo di centrocampo, la musica non cambia. La sua stagione va a corrente alternata, manca un po’ di determinazione. Non si può sprecare così tutta questa classe. A volte determinante, a volte impalpabile.
Perrotta 6,5 : fuori dal ritiro precampionato, finisce nel dimenticatoio finché il ritorno in campo a Siena si traduce in un successo con il gol decisivo quasi allo scadere. Quando gioca è sempre determinante, quando non gioca non dice mai una parola fuori posto. Professionista ed esempio per tutti.
Florenzi 6,5 : super sotto la gestione Zeman, meno sotto quella di Andreazzoli. Il gioco del boemo lo esalta e lui non manca mai all’appuntamento col pallone. Preciso negli inserimenti e bravo di testa, porta a casa il vanto di aver segnato ben due gol, su quattro realizzati, all’Inter. Cala dopo il cambio d’allenatore, pagando anche il ruolo di esterno sinistro. Dalla B alla A, un ottimo adattamento per il centrocampista tornato dal prestito al Crotone.
Marquinho 6 : non è un giocatore tecnico e si sa, ma sulla fascia sinistra nel 3-5-2 post Roma – Cagliari, si esalta e tira fuori le sue qualità di corridore. Ad un passo dall’addio a gennaio, torna ad essere un giocatore utile alla causa e si sposa bene con l’idea di calcio andreazzoliana. Chiude la stagione con un gran gol che, con quello di Destro, ‘vale’ il sesto posto.
Lamela 7 : la parte centrale del campionato non lo vede protagonista, ma agli estremi della stagione segna e si carica la squadra sulle spalle. Dopo un anno di transizione, avviene la sua consacrazione definitiva, disegnando calcio e inventando palla al piede. A volte troppo solista e inconcludente ma le qualità sono indiscutibili.
Lopez 6 : gioca poco, pochissimo, ma quanto basta a timbrare il cartellino all’esordio contro il Catania. La tecnica c’è, il fisico e il carattere un po’ meno. Il prestito potrebbe fare bene al giocatore argentino che sembra aver bisogno soltanto di continuità . Rimandato al prossimo anno.
Totti 7,5 : il migliore di tutta la stagione romanista. Da Capitano segna, fa assist, recupera palla, corre e cerca di dare sempre l’ultima scarica anche quando la Roma sembra già morta. La preparazione di Zeman lo rende più giovane di almeno 10 anni, seppur ‘relegato’ nella corsia di destra, spazia per il campo come vuole e dà lezioni di calcio appena sfiora la palla. Cala nel finale di stagione, ma a 37 anni continua ad essere il più grande giocatore di sempre. Indimenticabile il gol contro la Juventus che regala 3 punti pesantissimi. Prendere Piola si può ma serve il rinnovo.
Osvaldo 6,5 : miglior marcatore giallorosso, segna fino a che il crack del dopo gennaio lo travolge. Salta la tourneé americana per un problema intestinale, culmina col rigore fallito alla Samp e l’assenza sugli spalti al derby di ritorno (era squalificato). Tutto questo crea un clima di ‘tensione’ attorno al suo nome. Le prestazioni, per di più, diventano una sofferenza per lui e per la Roma. Si riprende però a suon di gol e la sua stagione resta comunque positiva in vista dei sedici gol segnati. Peccato per l’assenza di continuità , indiscutibile invece il suo talento.
Destro 7- : pagato fior di milioni, la sua stagione parte molto tardi. Si sblocca solo col Palermo e da lì, finalmente, comincia a segnare e trascina la Roma in finale di Coppa Italia. Nel miglior momento di forma, quando sembrava aver trovato anche continuità , è costretto a fermarsi per un infortunio. Torna e subito timbra il cartellino. Manca un po’ di precisione sotto porta, che gli costa il meno in pagella, ma a 22 anni c’è tutto il tempo per migliorare.
Zeman 5,5 : il suo calcio e le sue idee sono sempre rispettabili ma la disposizione in campo della squadra fa acqua da tutte le parti. Non tutti i giocatori digeriscono il 4-3-3 un po’ per negligenza, un po’ per limiti calcistici e questo crea molte difficoltà sia nella maturazione che nella gestione del risultato. I risultati ottenuti contro Milan e Fiorentina fanno ben sperare, ma la squadra piano piano naufraga verso mari in tempesta, lasciando troppe perplessità riguardo il prosieguo della stagione. L’inserimento di Goicoechea e Tachtsidis creano ulteriori dubbi. Zeman, però, paga anche colpe non sue. Peccato.
Andreazzoli 5 : dilettante allo sbaraglio, sostituisce il boemo in veste di ‘tecnico’ ma dimostra di capire ben poco di calcio. Cambia modulo ogni domenica, ruolo ai giocatori in ogni partita ma le scelte sono figlie della confusione. Dà una raddrizzata alla squadra, lasciandola libera e tranquilla di giocare, ma nei momenti decisivi sbaglia lo sbagliabile. Lascia la difesa a quattro contro una punta e mette la difesa a tre contro le due punte avversarie. Quando la Roma è in svantaggio, inserisce tutte le punte a disposizione. Conclude malissimo, con lo schieramento nel derby-finale e le polemiche bambinesche con Osvaldo.
Dirigenza 4 : voto unico per la dirigenza, formata da Pallotta – Unicredit, Baldini, Sabatini e affini. La dirigenza c’è e non c’è, le iniziative sono anche interessanti (il patto con la Nike, ma solo dal 2014!) ma sul lato pratico la Roma ha gravi lacune. Manca il sostegno agli allenatori, manca una disciplina e delle regole precise per i giocatori e tutto questo rendono difficile il cammino di questa ‘nuova’ proprietà . Al secondo anno di esperienza, la società fallisce tutti gli obiettivi rimanendo fuori da tutto e fallendo anche la finale contro la Lazio. Gli acquisti ci sono, i giovani anche, ma è ora di cambiare registro, comprare anche giocatori pronti e con una notevole componente caratteriale. Bisogna guardare tutti insieme verso un unico obiettivo. E che non siano soltanto i tifosi a farlo. Arrivederci al primo luglio.

