Il razzismo, la piaga impunita: se i buu sono brevi vanno bene

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Per anni la parola d’ordine è stata “tolleranza zero”: sembra passata una vita. Il razzismo ha messo in ginocchio il calcio italiano, e chi ne tiene i fili non fa nulla per difenderlo. Anzi. Ieri il giudice sportivo ha “graziato” la Lazio per i cori dei suoi tifosi a Rüdiger nel derby di coppa. Per il giudice Mastrandrea, nonostante fosse intervenuto lo speaker dell’Olimpico per farli cessare, era impossibile stabilirne «dimensione e percezione reale». Idem per i cori dello Stadium contro Koulibaly che lo stesso giudice definisce di «discriminazione razziale», durati però “solo” 5 secondi: troppo poco per essere sanzionati.

Per il giudice della Lega di serie A se i “buu” sono brevi si può far finta di nulla. Decisioni in continuità con il caso Lulic di dicembre. Quando il tribunale della Figc decise che dare del «venditore di calzini» a Rüdiger valeva una «dichiarazione lesiva», non «razzista»: 20 giorni di squalifica durante la sosta invernale, di fatto un turno. Un alibi per tutti i razzisti, che però non si trovano solo nelle curve di Lazio e Juventus: nell’ultimo anno, in serie A, episodi simili si sono verificati con Verona, Inter, Genoa. Sarebbero anche di più, ma per la Figc dare del «coleroso» a un napoletano è diventato un’offesa, non razzismo. A poche settimane dalla morte di Ciro Esposito, il primo consiglio federale dell’era Tavecchio – era l’agosto 2014 – ha infatti derubricato la “discriminazione territoriale” a semplice “oltraggio”. Cancellandola dall’articolo 11 del codice di giustizia sportiva, che regola i casi di razzismo. Oggi le multe per “denigrazione territoriale”, in serie A, sono inferiori a quelle pagate per i ritardi nella ripresa del gioco: un “reato” sportivo letteralmente depenalizzato, appena i grandi club hanno iniziato a temere per le proprie sorti, sentendosi ostaggio degli ultrà.

Anno dopo anno, la tolleranza verso episodi simili aumenta. E le conseguenze sono inevitabili. Dopo stagioni in cui il fenomeno segnava una decisa riduzione, negli ultimi dodici mesi gli episodi di discriminazione razziale ai danni di calciatori sono più che raddoppiati (dati del Report “Calciatori sotto tiro” dell’Aic): da 10 casi a 24, un aumento di quasi una volta e mezzo in un solo campionato, il 21%, dei 117 episodi di intimidazione subita da un calciatore a qualsiasi livello, dal dilettantismo alla serie A, riguardano oggi casi di razzismo. Riportando il fenomeno sui livelli del 2013, quando la Figc stremata dalle curve razziste recepiva le norme Uefa sulla famosa “tolleranza zero”. Disponendo la chiusura dei settori senza esimenti al primo cenno di razzismo, e prevedendo alla terza recidiva anche il ko a tavolino. Già dall’autunno dello stesso anno però un consiglio federale presieduto da Abete introduceva la sanzione con “condizionale”, ossia una sospensiva di 12 mesi della chiusura di un settore (o per casi gravi dello stadio) salvo recidive. E limitando per giunta la punibilità dei cori alla “dimensione e percezione reale del fenomeno”. Così nascono i 5 secondi tollerati per i cori juventini a Koulibaly, così l’ha scampata la Lazio dopo i “buu” a Rüdiger nel derby.

Oggi, la sospensiva si applica regolarmente in A – ne ha beneficiato anche il Verona nell’ultima di campionato dell’anno scorso per gli ululati a Cuadrado – mentre nei campionati dilettantistici ancora si chiude lo stadio al primo episodio, come da direttiva Uefa. A una squadra italiana può capitare il paradosso per cui lo stesso coro, nello stesso stadio, fatto dagli stessi tifosi, può valere un buffetto in campionato e una pena pesante nelle competizioni Uefa: lo sa bene la Lazio, che giocherà la prima gara europea utile a porte chiuse per i cori razzisti dello scorso anno a Praga.

Lega e Federcalcio sembrano impotenti. Il presidente federale Tavecchio ha provato a dare un segnale, più che con la nomina pro forma dell’ex atleta olimpica Fiona May a responsabile della commissione per l’integrazione della Figc (il giorno dopo il caso-Lulic era ancora all’oscuro di tutto), con una serie di programmi riservati ai più giovani. Ed efficaci. “Razzisti? Brutta razza”, è un piano che ha ricevuto la menzione speciale del Coni, portando il tema dell’integrazione nelle scuole calcio di 12 regioni, raggiungendo 25mila bambini e toccando anche piazze e istituti scolastici. Eppure, dei 3 milioni di euro di multe per episodi di razzismo raccolti negli ultimi 15 anni, la Federazione ne ha investiti in iniziative anti xenofobe appena 200mila.

Nel 2014 dei vergognosi “buu” nei confronti di Seedorf, all’epoca allenatore del Milan, vennero tollerati dal giudice sportivo, giustificandoli con il suo rifiuto – anni prima – di indossare il lutto al braccio per la scomparsa del tifoso Gabriele Sandri. Sembrava uno scherzo di cattivo gusto. Era solo il primo di molti alibi.

(La Repubblica, M. Pinci)

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10 Commenti

  1. Vedrete però che se i buu razzisti li faranno i tifosi della Roma,chiusura dell’Olimpico a tempo indeterminato.
    Lotito li è padrone in lega e non solo e fa come gli pare,si prende rigori dal nulla,si tollerano i beoti razzisti estremisti laziali,la Lazio non paga mai multe,proprio come fanno alla Roma,che ha il record delle multe,il record dei tifosi multati per cambio di posto o perché stavano con il braccio appoggiato alla vetrata,finché non si capisce che uno come Lotito,non può fare il padrone in lega non si capisce nulla.
    La paura mia è che se questo prima o poi fa una squadra decente,poi con tutte le partite che ruba è capace pure che vince lo scudetto.

  2. Lo scudetto no, perché e’troppo pezzente, per pagare i premi scudetto, ma che faccia di tutto per impedirci a noi di vincerlo E’SICURO. Per i cori razzisti e le punizioni hai spiegato benissimo come stanno le cose.

  3. Scommettiamo che domani i cori contro i napoletani li sentono eccome, mentre a Roma sono cori DI discriminazione territoriale a napoli o non li sentono, oppure e’goliardia, due anni fa in piena lotta scudetto ci hammo massacrato a livello di immagine, multe e squalifiche di interi settori. Da altre parti sordità…

  4. I laziali sono gli ultimi rimasti a fare “buhhhh” dentro uno stadio, cosa incomprensibile perchè anche loro, ormai, come tutti, hanno in squadra calciatori africani d’origine. Tra l’altro anche le frange più estremiste del resto d’Europa, dall’Olanda alla Croazia, hanno abbandonato tale idiota, ridicola e superata pratica, rivolgendo la loro xenofobia e il loro razzismo perlopiù verso istanze di natura economico sociale, che etniche.

  5. si dovrebbero vergognare quelli che comandano il calcio in Italia….opssss …avevo dimenticato i personaggi…perdonatemi.

  6. Tavecchio, oltre ad essere un pupazzo di Lotito, è anche un becero razzista dichiarato ed orgoglio di esserlo, non vedo come la Federazione che presiede si dovrebbe comportare diversamente.. La vergogna non è mica lui, ma la politica che ne ha permesso l’ascesa e che lo tollera.
    D’altra parte queste sono le nuove mode: muri, isolazionismo, razzismo, intolleranza, fondamentalismo religioso.
    Un futuro brillante.

  7. Quindi se un tifoso urla ad un calciatore di colore “negro” ma lo fa in maniera repentina e veloce quella parola non è da considerarsi insulto o termine dispregiativo. Siamo diventati un paese di mexda…ridicoli. Certi personaggi che ricoprono ruoli importanti si devono vergognare…buffoni.

  8. Senza vittimismo, ma basandomi solo ed esclusivamente sul vissuto degli ultimi mesi/anni, direi che se i buuuu fossero venuti dal settore giallorosso avremmo avuto:
    a) multa alla società per responsabilità oggettiva
    b) individuazione dei tifosi tramite telecamere e daspo

    credo che sia una certezza.

  9. meno male ,pensavo che a scrivere certe cose contro la ROMA fosee un pallino mio , di gae e di qualcun altro , ma si ritorna a vedere che molti altri man mano che passa il tempo si accorgono di queste situazioni bene jk hai centrato il problema come gae facendo osservare che in fondo il vero obiettivo è non far arrivare alla ROMA nessun trofeo cose che diversi anni assistiamo olpevolizzando più del necessario sia i giocatori che l’allenatori , che la dirigenza eahime’ la tifoseria ,sta’ a noi ora dare una risposta seria stare dalla ROMa o con sti soggetti

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