La Roma in tensione si calma col Palermo

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AS ROMA NOTIZIE – Tre punti, qualche energia risparmiata per l’Europa League, la scoperta che Grenier ha qualità che latitano nel centrocampo giallorosso e una pausa al disfattismo «in un contesto rilassato» del presidente Pallotta (il virgolettato è del d.g. Baldissoni, come se fosse un’esimente dal significato di parole chiare e registrate). La Roma non poteva pretendere di più dalla trasferta di Palermo, a cui si era presentata con tutta la pressione addosso per le tre sconfitte consecutive (Lazio, Napoli e Olympique Lione) e per i risultati del pomeriggio: il sorpasso del Napoli al secondo posto, il clamoroso 7-1 dell’Inter all’Atalanta e la sconfitta dell’Empoli a Chievo che aveva ridato una chance di salvezza al Palermo. Spalletti lascia Strootman, De Rossi, Emerson Palmieri e Dzeko in panchina, più Manolas squalificato e Perotti infortunato. Vanno in campo Grenier e Mauro Rui, che in campionato avevano collezionato 2 e 4 minuti. Anche Lopez ha una novità importante: in porta non c’è Posavec (53 gol subiti), ma Fulignati, classe ’94, al debutto in A e con una minima esperienza alle spalle (120′ in Coppa Italia contro lo Spezia e 3 partite in B con il Trapani la stagione scorso).

La Roma non è serena e lo dimostra la prima azione della gara. Lancio lungo di Chochev, al 4′, per Nestorovski, che tira quasi dalla linea di fondo campo e segna grazie a una paperissima di Szczesny. Al macedone, però, viene fischiato un fuorigioco, deciso dall’arbitro Rocchi, che vede un tocco precedente di Aleesami, che invece non c’è. Decisione difficile, di sicuro, ma sbagliata. Per la Roma poteva essere una mazzata. E invece, al 22′, con un’azione tra i due migliori in campo – assist di Grenier e tiro di El Shaarawy – i giallorossi passano in vantaggio e, sull’1-0, costruiscono una vittoria che dà ossigeno. Il Palermo si impegna, soprattutto quando entra Diamanti nella ripresa, ma è poca cosa. Dzeko entra dalla panchina perché la squadra non si abbassi troppo, si mangia un gol e ne segna uno di qualità. È il ventesimo in campionato. Bruno Peres poi chiude per il 3-0. Totti, che ha mal di schiena, dice a Spalletti di risparmiargli il finale in campo. Giovedì contro il Lione servirà un’ impresa maggiore, ma la Roma ci arriva da seconda e con l’idea che almeno Grenier, bravo a giocare a un tocco e a dare assist, possa essere qualcosa in più di una semplice riserva da rispedire all’Olympique a giugno.

(Corriere della Sera, L. Valdiserri)

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1 commento

  1. Una cosa la dice giusta: il Grenier visto, che tatticamente può solo crescere man mano che i compagni lo conoscono (se il fisico gli regge) è il giocatore che manca nel centrocampo della Roma. Quello che verticalizza il gioco con un solo tocco.
    Quello che fa Totti (con maggiore qualità indubbiamente) ma poi Grenier corre, contrasta, torna in difesa.
    Ieri ho visto un giocatore con personalità (che manca a Paredes), consapevole dei suoi mezzi, che prova a inventare gioco. Tutte le occasioni più pericolose sono venute dal suo piede.
    Dà la palla a Elsha per il gol.
    Quella a Paredes per un tiro dal limite che sfiora il palo.
    Quella a Naingg che sbaglia.
    Quella a Elsha che sbaglia.
    Scusate se è poco.

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