AS ROMA NOTIZIE – Martedì, subito dopo la delusione con la Lazio, aveva detto: «Io ci sono stato al giochino che siamo forti e dobbiamo vincere, ma poi serve lavorare e programmare». Concetto sostanzialmente riaffermato anche ieri da Luciano Spalletti: «Bisogna parlare chiaro: serve un lavoro, un programma per contendere i titoli alla Juve, non lo puoi realizzare dal dire al fare. Hanno un vantaggio sotto il profilo dei soldi, della struttura societaria, del modo di ragionare. Noi dobbiamo programmare e ridurre questo gap, proprio come abbiamo fatto in questi 18 mesi (in realtà sono 15, ndr)». Ecco, almeno sul campo, il programma di Spalletti riparte da oggi. Da Bologna, dove la Roma si rimetterà proprio alla rincorsa della Juventus.
FUTURO – Ieri dall’Inghilterra arrivavano voci di un’offerta pronta del Tottenham di 4,6 milioni a stagione per Spalletti. Sul suo futuro, però, peseranno molto proprio queste ultime 8 gare di campionato, quelle che possono segnare una linea di demarcazione su un futuro (addio) che sembra già scritto. «Le due partite sbagliate con Lione e Lazio ci infastidiscono, è chiaro. Ma ora ci resta il traguardo più importante di tutti e cioè la classifica – dice Spalletti – Sono otto partite che possono determinare il futuro della società e della squadra. Ci giochiamo moltissimo, ad iniziare proprio da un domani importante». Già, perché di mezzo ci sono i milioni (almeno 30 in più rispetto all’Europa League) della Champions del prossimo anno. Milioni che segnano sì il futuro della Roma. E quello di Spalletti, che vuole la garanzia di poter essere competitivo.
GHIGNO – Ed allora è fondamentale partire con il piede giusto già a Bologna. «Dobbiamo allontanare l’insidia che il k.o. con la Lazio diventi una sconfitta difficile – chiude il tecnico –. Dobbiamo lavorare con il sorriso e con il ghigno. Il Bologna? Donadoni è persona seria, fa giocare bene le sue squadre. Possono scendere in campo senza tensione. E poi hanno gente come Di Francesco e Destro, oltre ai tanti ex che vorranno mettersi in mostra». Chiusura su Gerson, che non gioca da quasi 4 mesi («Ci sono sempre state gare che avrebbero potuto mettere in difficoltà la sua condizione fisico-mentale, anche se forse a lui ho tolto qualcosa»), e Totti: «Sono coerente: non voglio gestire la sua storia, ma il calciatore. Forse ho fatto giocare poco anche lui. O forse troppo, dipende dai punti di vista». Esatto. Come sempre.
(Gazzetta dello Sport, A. Pugliese)


Caro mister arrivare secondi in campionato non è proprio come vincere un trofeo…ma poco ci manca. Non si tratta riempire la bakeka ma le casse
della società…pertanto riflettici bene Mister che se ti troverai in sintonia con Monchi ne vedremo delle belle nei prossimi anni…forza Roma!!!!
Qui non si fanno i giochini,il primo che non dovrebbe farli però dovrebbe essere proprio lui.
Invece di fare sempre l’ambiguo,stava a lui,parlare in modo serio e chiaro di programmazione e di distanza incolmabile dalla Juve già a gennaio.
Stava a lui dire le cose come stanno,dire o mi rinforzano la squadra o rischio di fallire tutto.
Stava lui dire tutte queste belle cose,invece ce l’ha immischiata con Totti,discorso ormai che non porta più a nulla ed è marginale per quanto concerne il futuro della Roma.
Caro Luciano, ti restano ancora otto vittorie ed un record di punti da battere.
Poi ci saluterai da amico, prima di volare a Londra per affrontare Conte.
Si il fatto di parlare di Totti, oggi, è un modo di spostare il problema. Totti ha concluso la sua carriera e lo sa. Spalletti dice cose scontate come se fossero delle grandi genialate, di fatto si capisce la malattia ( la conosciamo tutti) ma non si conosce il rimedio la cura. Dice delle cose senza grande costrutto parlando di programmazione, poi su gerson “forse gli ho tolto qualcosa” talmente insignificante come frase con l unico scopo di lasciare aperto ad ognuno la propria deduzione su questa frase. Di fatto, a mio parere ha depauperato un capitale della As roma.
Ha ragione per quanto riguarda la programmazione…senza devi affidarti solo alla fortuna (ma quella va e viene e in un campionato lungo non incide sufficientemente, ma solo su singoli incontri) o al carattere e dei tuoi giocatori. Sicuramente bisogna colmare un gap finanziario (quando finalmente conti in regola che ci possano permettere di non vendere giocatori importanti? quando lo sponsor definitivo sulle maglie? – per lo stadio sembra esserci al momento il caos), un gap come struttura societaria (non saremmo in questa situazione se non fossero state fatte scelte sbagliate in passato) e un gap dal punto di vista della mentalità (dell’essere sempre pronti, avere fame di vincere…sempre: anche in incontri che non sono molto difficoltosi, ma che proprio per questo nascondono insidie).
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.