Roma, secondo posto obbligatorio per non dare il via ai grandi saldi

3
587

ULTIME AS ROMA – La corsa allo scudetto della Roma si è fermata, sabato pomeriggio, sul palo (colpito da De Rossi) e sulla traversa (colpita da Nainggolan) della porta dell’Atalanta, che hanno impedito ai giallorossi di conquistare la vittoria e rimanere a meno sei dalla Juventus. Già a quella distanza sarebbe stata un’impresa quasi impossibile. A otto punti è arrivato il momento, in casa romanista, di pensare esclusivamente a difendere la seconda posizione dal ritorno del Napoli, che ora è a sole due lunghezze di distacco. Un «mini trofeo» come ha definito Szczesny il secondo posto, che non conta niente per i tifosi e non convincerà Luciano Spalletti a rimanere sulla panchina romanista, ma che avrebbe un’enorme importanza per la società, con evidenti ripercussioni sulle strategie di mercato e sugli investimenti per la prossima stagione. Il lavoro del nuovo direttore sportivo Monchi, che potrebbe essere presentato durante questa settimana, dipenderà anche dal risultato finale di questa stagione.

La verità è scritta nei bilanci societari ed è stata certificata pochi giorni fa dal direttore generale Mauro Baldissoni durante l’assemblea degli azionisti: «Accedere alla Champions League comporta un significativo aumento di introiti, che è di quasi un quarto (rispetto al fatturato complessivo n.d.r.). L’anno prossimo, con la qualificazione, aumenteranno le chance per rimettere a posto i conti». Poiché la strada alternativa è un ridimensionamento della rosa attraverso la cessione di almeno un paio dei pezzi pregiati, diventa fondamentale difendere i due punti di vantaggio che ora i giallorossi hanno sul Napoli.

«La pressione è tutta su di loro – è il pensiero di Edin Dzeko, pubblicato sul sito ufficiale della società -, perché secondi adesso siamo noi e abbiamo più punti di loro. Di certo non possiamo più sbagliare, ma non abbiamo paura: siamo una squadra. Vincere in casa è sempre più facile, quindi l’altro giorno abbiamo buttato due punti, incredibile come in certi momenti non riuscivano a fare due passaggi di fila. Dobbiamo fare meglio nelle prossime partite». Il calendario dei giallorossi sembra più complicate rispetto a quello che aspetta il Napoli inseguitore. Tolte la trasferta di Pescara – lunedì prossimo – e le ultime due giornate contro Chievo e Genoa, che da tempo non hanno più nulla da chiedere alla classifica, la Roma incontrerà Lazio, Milan (in trasferta) e Juventus (all’Olimpico) tra la trentaquattresima e la trentaseiesima giornata: un trittico di gare che ricorda da vicino quello contro Lazio, Napoli e Olympique Lione che ha compromesso tutti gli obiettivi stagionali. In quell’occasione sono arrivate tre sconfitte, compresa quella nello scontro diretto contro il Napoli che, se vinto o anche solo pareggiato, avrebbe chiuso in anticipo la corsa al secondo posto.

Ora invece gli azzurri ci credono: tutte le dichiarazioni – dal presidente De Laurentiis fino ai calciatori, passando per Sarri – vanno in questa direzione, supportate dallo straordinario momento di forma che stanno vivendo e da un calendario in discesa. È vero che il Napoli dovrà affrontare quattro trasferte – Sassuolo e Inter consecutivamente, Torino e Sampdoria – e due sole gare (contro Cagliari e Fiorentina) al San Paolo, ma lo è altrettanto che tutti gli avversari degli azzurri, ad eccezione dell’Inter che è ancora in corsa per un posto in Europa League, non hanno più niente da chiedere al campionato. La Roma, da parte sua, ha un piccolo vantaggio: in caso di arrivo a pari punti sarà davanti grazie alla differenza reti (4-3) negli scontri diretti. Un particolare che può valere una settantina di milioni di euro, cioè la differenza tra la Champions diretta e i preliminari.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
 (Corriere della Sera, G. Piacentini)
Articolo precedenteRoma, caccia all’erede di Manolas
Articolo successivoCALCIOMERCATO ROMA – Ag. Malcom: “I giallorossi? Ipotesi molto interessante”

3 Commenti

  1. Ma ci vogliamo mettere in testa che nel calcio,non esiste la parola obbligatorio,specie se ti chiami Roma.
    È tutto legato a centomila cose.
    È tutto aleatorio,fate le cose a prescindere dai piazzamenti,se volete essere persone serie.

  2. Ma vogliamo dire che sta storia del secondo posto è un’enorme caxxata che serve solo a distrarre le masse dalla questione principale: e cioè che stiamo in mano a una banca, senza soldi e con capacità gestionali da azienda agricola familiare?
    Baldanzone è così capra che non si rende conto che i 77 milioni del 2015 furono il frutto di una serie di coincidenze IRRIPETIBILE. Diritti tv pagati uno sproposito da mediaset (230 milioni annui), 2+1 squadre partecipanti (che si ridussero a due), identico cammino di Juve e Roma (entrambe si fermarono agli ottavi). Dal 2018 tutto ciò non è più possibile, incassare di meno (molto di meno) diventerà prassi. Probabilmente una semifinale di EL pagherà in termini di ricavi totali di più di uno ottavo di CL. Il secondo posto è fumo negli occhi.

    • Non ho i dati sottomano, ma non credo sia così nel senso che da quest’anno mi pare che i ricavi della Champions siano aumentati grazie ai nuovi contratti televisivi appena stipulati. Per il resto è come dici te sicuramente, ma non credo che d’ora in poi si andrà a calare, anzi…

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome