La Roma e Totti sono due mondi in conflitto

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AS ROMA NEWS – Due, forse tre, puntate definitive sulla questione Roma. Titolo della prima: “Siamo alla resa dei conti, che non vuol dire la resa di Totti”. Inutile girarci intorno. Da almeno sei anni, gli ultimi due in maniera cruenta e sempre meno silente, il malessere che infetta Trigoria ha un nome, un principio e, per il momento, non ancora una fine. E’ la guerra dei mondi, dei due mondi. La Roma e Totti. La Roma, nonostante Totti, Totti a dispetto della Roma. Ma come? Protestano le anime candide, i cretinetti del pensiero povero, le sguattere microfonate della malafede. La Roma e Totti non sono la stessa cosa? Una specie di corpo fusionale in cui si perdono i confini dell’uno e dell’altro. Negativo.

La Roma e Totti, oggi più di ieri, sono due mondi in conflitto. Due pianeti abissalmente separati. Orson Welles, quasi ottant’anni fa, scatenò il panico via radio raccontando con toni più che realistici lo sbarco degli alieni presso un ranch del New Jersey. Le radio locali di oggi, e nessuno che si avvicini alla metafisica grandezza di Orson, declamano lo sfascio della fattoria di Trigoria. Dove, in una prospettiva rovesciata, l’unica salvezza possibile è nell’avvento dell’alieno. Alias Ramon Rodriguez Verdejo, detto Monchi, il nuovo direttore sportivo, nato a San Fernando nel settembre del ‘68, l’anno della più immane utopia. Il tifoso romanista deve augurarsi che Monchi resti alieno a Trigoria il più a lungo possibile, di sicuro per i prossimi quattro anni. Che vuol dire, consapevole di quanto gli sta attorno, rumori osceni di fondo inclusi, ma così forte, sicuro di sé e sprezzante da passarci sopra. Come un tank, come una farfalla.

Il nodo è venuto al pettine. E il nodo si chiama Totti. Tutto il resto, da almeno sei anni in qua, è conseguenza diretta e indiretta. In campo e fuori. Il puntuale tritacarne di allenatori e dirigenti, la mancata crescita dei giocatori, le guerre di religione tra tifosi, la fede per la squadra contro l’idolatria per il calciatore, la barbarica strumentalizzazione dei media. La Roma contro Totti. Totti contro la Roma. Il Grande Tappo. Lo Scacco. Il Cul de Sac. La Roma se ne sta lì, chiodata, nella sua croce. Il nome di Totti le impedisce di crescere, di respirare. Di pensarsi altro e altra. Totti, chi per lui, ha smesso da un pezzo di essere il nome paradigmatico dell’epopea giallorossa, trasformatosi in un bisillabo ossessivo, troppo facile da evocare, usato a martello in ogni occasione contro la Roma. Ma come? Scellerato! Diranno i più eleganti. Brutto stronzo!, tutti gli altri. Te la prendi con il Capitano invece che con l’Americano o lo Spalletti, il Baldissoni di turno, prima di lui Sabatini, Baldini, Garcia, Enrique, eccetera? Naturalmente, replico alla massa fessa, non me la prendo con nessuno. Racconto solo una storia interessante. Da tifoso mi dispiaccio. E anche tanto.

Mi colpisce di più la natura dello scacco. La trama della tela. Più che l’identità dell’eventuale Ragno. Di sicuro, l’impossibilità di sciogliere il nodo Totti ha determinato a Trigoria una notevole perdita di lucidità, a seguire la gran parte dei problemi che oggi intossicano società, squadra e ambiente. Chiedersi, a proposito, e possibilmente rispondersi: perché questa smania di fuga che, puntualmente, colpisce la gente in transito a Trigoria? Qualcuno dice: non si tratta d’impossibilità, ma d’incapacità. E forse di viltà. La dirigenza romanista non sarebbe stata capace d’imporre la sua volontà, nel momento in cui si è resa conto di quanto il giocatore fosse diventato un ostacolo alla crescita della squadra, al suo diritto/dovere di immaginarsi di là dell’ingombrantetotem. Facile a dirsi. Complicato a farlo. Nel mondo intero, Totti è la Roma. Più della Roma. A Singapore come a Honolulu non c’è Roma senza Totti. Possiamo dirlo, il marchio Totti prevale sul marchio Roma. Il grosso guaio a Trigoria è che Francesco ha sposato la causa Totti e non la causa Roma. Il guaio a Trigoria è l’equivoco che Totti sia la Roma. Ma il guaio più guaio di tutti è che Totti, calciatore sovrannaturale, non è in quanto Francesco all’altezza del mito che incarna. O almeno, lo è, alla grande, ma solo nei suoi riflessi di marketing applicato.

Per il resto, un leader degno di questo nome, realmente sposo devoto della causa giallorossa, si sarebbe speso per unire invece che dividere. Una sola sua parola, autentica non di facciata, sarebbe bastata per zittire la guerra di religione accesa sul suo nome (la squadra fischiata, per dirne una, la più incredibile, perché non butta fuori il pallone, ritardando l’ingresso in campo della Divinità). Ha parlato, sì, ma da ventriloquo, con la voce di Costanzo e mille altri. Un gesto sarebbe bastato: farsi da parte e favorire la pace romanista, quando ostinarsi ad esserci non faceva altro che impoverire la leggenda e avvelenare l’aria. “Li distruggeremo”, “Vinceremo 2 a 0”, ha voluto dire nella settimana del derby, nelle sue sempre più frequenti incursioni nel mondo glamour dei media. Proclami da marketing, più che da capitano romanista. Per non dire del suo vendere televisivamente la finta immagine del bambinone ebete. O sei il gladiatore o il bambinone ebete. Scegli. Non sappiamo chi ti consiglia. Di sicuro, nessuno, ma proprio nessuno, può desiderare che ti ostini in campo con la tua evidente sagoma da ex, a oltraggiare te stesso e la tua storia. “Totti è libero di fare quello che vuole”, piovono da ogni dove i cretini truccati da anime belle. No. Se Totti è un leader, se Totti è la Roma, non è libero di fare quello che vuole.

Nel frattempo, dentro questo falò, ci siamo giocati anche il tormentato Lucio Spalletti. L’ultimo della serie. Un grande allenatore. Anche la sua psiche (e la sua lucidità) travolte dallo stillicidio Totti e derivati. “It’s getting dark too dark to see/Feels like I’m knockin’ on heavens’ door”. Bussare alle porte del paradiso resta per Lucio e la sua Roma una soluzione possibile, ma solo nella prospettiva della fine, del buio, della perdita di ogni obiettivo e l’unica consolazione che a cantarlo sarà il Sublime Menestrello del Minnesota. Difendere il secondo posto dal Napoli sarebbe a questo punto un’impresa e la Roma di oggi non è squadra da imprese. La batosta nel derby ha avuto se non altro il merito di spegnere l’inesauribile macchina allucinatoria del tifoso giallorosso, incredibilmente riaccesa dopo il pareggio della Juve a Bergamo. Basta. Fine. Pietà. Quelle sagome esangui che si aggirano in campo aspirano solo a una cosa. Finire e (fors un giorno ripartire). Troppo pochi, troppe battaglie. E troppo rumore.

(Dagospia.it – G. Dotto)

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32 Commenti

  1. Ed eccolo Dotto. Da buon sciacallo approfitta della sconfitta del derby per sparare merd@ sul Capitano. Il bello è che ci sono “tifosi” che gli danno retta e approvano i suoi deliri. Personaggio patetico e insulso.

    • Calma Dotto, calma. Totti è alla fine. Attrezzatevi tutti a trovare alla svelta un altro parafulmine delle stesse dimensioni. Presto tutto ciò che succede alla roma non sarà più colpa di Totti.
      Ma finalmente di tutti gli altri.

  2. Alla base di tutta questa filippica sbrodolata c’è l’equazione via Totti = Roma che rinasce e vince. Io non ci credo, punto. Che poi Totti per sopraggiunti limiti d’età dovrebbe avere il buon senso di ritirarsi lo asserisco da tempo ormai. Ma che lui sia causa di tutti i mali della Roma è semplicemente ridicolo. Più che altro al signor Dotto faccio presente che scrive articoli facendo il fine dicitore (o almeno sforzandosi) ma usa lo stesso tipo di struttura mentale polarizzata degli scemi del web. O tutto o niente. Bianco o nero. Gli argomenti di chi non ha argomenti.

  3. Dotto ogni volta nn perdi occasione di parlare male del capitano.
    Brutta cosa l’invidia.
    Hai detto bene:”LUI È ROMA E LA ROMA”,invece tu non sei nulla, se nn un mediocre giornalista che non se caca nessuno.
    DAJE CAPITANO!!!

  4. Una societá seria risolveva il “problema Totti” comprando Ibrahimovic 5 anni fa.

    Si lo so che costa caro ma “Regina d’Europa” non l ho certo detto io…

    Oggi avevi Totti in tribuna che festeggiava il terzo o quarto scudetto dell’ era americana. Ma siccome l americano è un purciaro oltre che un cazzaro ora siamo messi così. Rovinati, con la bacheca vuota e Totti in campo a fare figuracce che non merita.

    Vergogna.

  5. Per aver perso un derby tutto questo trambusto, i laziali erano 4 anni che non ne vincevano uno… e ne passeranno altri 4 per il prossimo. Sembra che la Roma sia penultima non seconda.

  6. Il rimescolare di letame impastato sia da un lato che dall’altro mi provocano disgusti e conati.
    Trovare una nota di bello in questo ormai diffuso liquame e’ complicatissimo. Dove tocchi ti sporchi.
    Per trovare un angolo di luce vitale, penso al sorriso di Florenzi e allo sguardo di un ragazzo pulito e alla sua corsa leggera che mi sono mancati tanto.
    Mi aggrappo a questo per respirare un po’ di aria pulita .

  7. Coloro che difendono Totti denotano senza offesa poca intelligenza ed empatia
    Il calciatore Totti l atleta è finito da anni
    L Uomo Totti con comportamenti antisportivi verso gli allenatori ha mostrato tutta la sua natura egoista
    Chi non arriva a capirlo continui a crogiolarsi nella propria ignoranza

    • Dal tuo commento si può dedurre che lo scorso anno quando Totti ci trascinava al terzo posto, tu eri in crociera con Melli e soci. Commentando l’uomo Totti, ci stai dicendo che lo conosci personalmente, bene, fagli presente il tuo illuminante pensiero e salutacelo. Poi ovviamente a Trigoria sono sempre a caccia di persone intelligenti e capaci, sono convinto che tu faccia al caso loro.

    • In realtà, lo penso anche io.
      In questi ultimi due campionati, il tormentone “Totti gioca o nn gioca?” è diventato il mantra degli pseudo tifosi della Roma.
      Anche oggi è la stessa cosa.
      Nn facciamo altro che insultarci fra di noi, romanisti vs tottiani.
      Nn puoi dire di no, saresti bugiardo.
      Penso debba capire che è diventato il fantasma di se stesso, che crea problemi alla Roma; la moglie che offende Spalletti; lui che fa un’intervista perché nn lo “rispettano; il giochetto “lo dicono gli altri che lascio” e tante altre cose che nn elenco.
      Uno che ama la Roma, nn dovrebbe creare tensioni.
      Invece si sta rivelando sempre più egoista e menefreghista, questo perché ci sono i tottiani che gli danno corda.
      Noi tifosi, invece, vediamo questa “cappa” che toglie l’aria.

  8. Totti ha rotto. Non ha niente in zucca. Fino a 50 anni vuole giocare ancora? Ridicolo! È un miliardario senza cervello. Ha stufato!

    • Marcello Bello.Totti non vuole giocare fino a 50 anni.Totti aveva il sogno di vincere qualcosa prima di ritirarsi. Quest’anno non è andato in campo neanche quando i suoi compagni, per emularlo, come diresti tu, erano fermi come paracarri. Purtroppo si ritirerà senza vincere, e me ne rammarrico con lui.Intanto non farti trovare impreparato, cercati subito un altro bel bersaglio.

  9. Il Capitano e simbolo della squadra deve metterci la faccia..non lo fa MAI..facci respirare, NON PUOI PIÙ GIOCARE

    • Vabbè…l’ha fatta mettere a Illary e Costanzo…il messaggio è arrivato lo stesso…

  10. TOTT e’ stato un giocatore unico ……pero’ oggi a 41 anni non e’ piu’ giocabile !! nel complesso ,ad oggi , quello che arreca alla Roma , sono piu’ i problemi ambientali e di rapporti , che i vantaggi da calciatore

  11. A sparlottiani totti rovina la Roma? È colpa sua se perdiamo? Ma avete l’Alzheimer? Ma ve lo ricordate l’anno scorso? Ha fatto 10 gol in si e no 400 minuti giocati, se non fosse stato per lui l’anno scorso manco 3° arrivavamo saremmo arrivati 4° o adaddirittura 5°. Aripijateve società merdosa ma spalletti non é da meno ottima media (punti fino a qualche anno fa con 80 punti vincevi il campionato ma adesso campionato monopolizzato dalla juve, rubando o non) ma con soli 14-15 giocatori usati e poi non venitemi a dire che non c’erano rinforzi perche jj o grenier potevi utilizzarli benissimo perchè in quelle poche partite (o frazioni di partite se si parla di grenier) hanno giocato bene

  12. Condivido i rilievi mossi da matteo sull articolo di dotto. Ma una cosa vera la scrive: in quanto leader non e libero di scegliere. Se non fosse per l ormai evidente dramma umano che totti sta vivendo nell incapacita di vedersi altro che calciatore che l inabilita a prendere la scelta piu opportuna e l altrettanto evidente stoltezza dei dirigenti la cui indegnita morale impedisce loro di comprendere che un totti al centro della roma, non per forza sul campo, costituirebbe ina ricchezza e non un danno forse il destino di questo giocatore si sarebbe gia compiuto. La roma che ci piaccia o meno era ed e nota per due cose. Una, la curva sud, e ormai morta in parte per colpe proprie in parte altrui. L altra, totti la stiamo abbandonando a se stessa e ai difetti che pertengono alla persona in…

  13. …quanto umana. Ma allora da dove attingere per ricostruire quel sentimento romanista e quel patrimonio identitario ormai in via d estinzione? Da quali basi esperire la crescita definitiva che ci conduca alla vittoria? Ah gia basta cacciare pallotta e spalletti e chiunque altro…

  14. Gli americani devono ascoltare la voce dei tifosi giallorossi che non vogliono più Totti e De Rossi e iniziare a comperare top players

  15. Ciao Francesco, hai dato quello che dovevi dare. Finiscila qui e, per favore, ti prego di evitare di restare a Trigoria con qualsiasi incarico. Saresti ingombrantissimo, forse più di oggi.
    E’ stato bello, ma quando la carriera è finita, è finita.

  16. Certo che leggere dei tifosi della Roma che danno ragione a Dotto contro Totti è la cosa più triste del mondo…
    Io sono anni che noto questa differenza fra chi scrive su internet e chi viene allo stadio…
    Dotto ha capito che se non parla di Totti non smuove nulla, e il Pantano 2.0 degli opinionisti…
    Vorrei vedere cosa pensereste voi se vi dessero della “rovina della roma” e dei “bambinoni ebeti” nel vostro lavoro dove avete dato tutto..

  17. Poi continua a dire che fischiavamo perché volevano che la squadra buttassero fuori il pallone…
    Ennesima bugia (tanto una più una meno..)
    Eppure batistuta Montella del vecchio Giuly ecc hanno giocato bene pensate anche con Totti..
    Quindi la storia non è che abbiamo preso giocatori non abbastanza forti, e alcuni giocatori buoni li abbiamo venduti..
    La colpa è di lui, il male, l’anticristo che si finge papa…
    Per i primi 2/3 anni la colpa era di Sensi e del bilancio disastroso lasciato..
    Gli ultimi 4 ma forse anche 6 di Totti..
    Aò non sia mai colpa di qualcuno che non stava già a trilogia prima..

  18. Steve, l unica colpa di Totti è costringerci a parlare del suo futuro come se avesse un futuro.. per il resto d accordo con tutti tottiani e non.. l unica cosa e che annunci il ritiro e stiamo bene cosi..

  19. Da fastidio sentire una seppur dura verità. Totti si poteva risparmiare i proclami demenziali del pre derby, hanno fatto più male loro che i tre presi.

  20. Alla fine di un gruppo che non funziona stremato da una rosa stretta all’osso, con un trainer che ha perso la bussola, il problema è la riserva in zona Cesarini e le sue dichiarazioni? ma non fate ridere le quaglie che già ci ridono addosso

  21. Questo è il risultato della gestione sportiva della squadra con massara che di pallone ditemi che cosa ne capisce di baldissoni idem e del ruolo fatemi capire quake del grande acquisto gandini

  22. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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