E l’iter ora rischia di ripartire da zero

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NOTIZIE AS ROMA – Dice Virginia Raggi e lo conferma l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori: «La deadline per lo stadio è fissata per il 30 giugno». Ma la data del Comune non coincide con quella della Conferenza. Con queste fasi: a metà maggio l’approvazione di una memoria di giunta con i nuovi connotati del progetto «dimezzato», il 30 giugno la delibera pronta per la variante al Piano regolatore. L’iter dal Campidoglio, però, non coincide con quello della nuova Conferenza dei servizi che, chiudendo il tavolo con esito negativo lo scorso 5 aprile, ha fissato per il 15 giugno la sua nuova deadline. Che succede? Anche il nuovo iter è in bilico, rischia di ricominciare daccapo un’altra volta. I problemi stanno nella variante della discordia e nell’opportunità che offre la nuova legge sugli stadi contenuta nella manovrina uscita a fine aprile. Perché l’opera di Tor di Valle è incardinata nel vecchio procedimento che prevede la consegna di delibera e variante urbanistica al tavolo inter istituzionale con la Regione e gli altri enti interessati; mentre la nuova legge stabilisce che già il verbale conclusivo della Conferenza dei servizi «può costituire adozione di variante allo piano regolatore comunale».

Con la seconda via, insomma, il Campidoglio potrebbe evitare un pericoloso passaggio in Aula e limitarsi ad assorbire il sì della Conferenza. Pericoloso perché la quadra sui numeri non arriva: sul tema i M5S sono spaccati. Alcuni consiglieri di maggioranza, infatti, non hanno arretrato dalle posizioni «no variante» dell’ex assessore Paolo Berdini. Cioè: sì all’opera ma entro i 350 mila metri cubi di cemento del Prg. Dopo il «dimezzamento» seguito all’accordo politico tra Raggi e i proponenti, però, la cubatura complessiva del progetto è scesa «solo» a 598 mila metri cubi. Ergo servirebbe una variante di 250 mila metri cubi che molti grillini non sono disposti a votare in Aula. Con un iter costruito sulla nuova legge, il rischio di una crisi politica sarebbe così aggirato.

(Corriere della Sera, A. Arzilli)

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3 Commenti

  1. Pensavo fosse un articolo di Magliaro e mi è preso un colpo, quanfo ho visto che era il cds ho fatto un sospiro di sollievo…le solite mer..de

  2. In ogni caso lo dò quasi per scontato. Ma ancora si vuole credere alla capacità e buonafede di questa Giunta che illusi hanno mandato al governo della Città? Ormai è quasi un anno, vorrei conoscere, per potermi almeno in parte ricredere, un’iniziativa portata a termine o quantomeno abbozzata. Le buche? il servizio pubblico? i rifiuti?

  3. Credo che a Roma non ci sia speranza. Dopo i corrotti, ora ci sono una banda di incompetenti. Consiglieri che facevano i passa carte di condominio, ora tengono in ostaggio un intera città.
    Fosse solo per lo stadio, ma questi non riescono nemmeno a fare una pista ciclabile o risistemare un campetto come testaccio.

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