La Roma vuole il 2° posto. Per Spalletti ora «vale lo scudetto»

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AS ROMA NOTIZIE –  Partito da «se non vinco me ne vado», Luciano Spalletti è arrivato a «se si arriva secondi è come vincere il campionato». Un revisionismo storico/calcistico che può sconvolgere il passato: la Roma avrebbe esonerato Garcia dopo due scudetti di fila, impresa fallita da Liedholm e Capello. La realtà è che la Roma ieri sera ha dormito al terzo posto e non succedeva dal 14 ottobre 2016, vigilia della vittoria al San Paolo — una delle migliori gare della gestione Spalletti atto secondo — con cui sorpassò il Napoli.

Per rimettere a posto la classifica e continuare a sognare il secondo posto, che qualifica direttamente alla Champions e regala 30 milioni di euro, la Roma ha una strada sola: battere stasera il Milan a San Siro e controsorpassare. Facile? Anche senza gli squalificati Rudiger e Strootman (l’olandese salterà anche la Juve) la rosa della Roma è più qualitativa di quella del Milan. Difficile? Il derby perso contro la Lazio è stato una mazzata e il fattore psicologico non è da sottovalutare. Spalletti dovrebbe confermare la difesa a 4, magari con Emerson a destra e non Bruno Peres. In avanti El Shaarawy è favorito su Perotti.

Spalletti ha difeso il suo lavoro: «Il terzo posto un fallimento? Chiedetelo a 7-8 squadre che avevano quell’obiettivo e sono dietro. La Juve ha detto: nessuno può mettere mano al primo posto, che è nostro. E se lo sono portati a casa. Se si arriva secondi è come vincere il campionato, terzi si è fatto un lavoro lungo e importante per la media dei punti fatti, gol fatti, gol subiti. Poi ci sono le partite contro il Porto, il Lione, il derby in campionato e coppa, ma anche tutte le altre che non cito, perché ci vorrebbe tanto tempo, che sono quelle che abbiamo vinto». Ogni volta che il discorso torna su Totti si apre il caso: «La maglia numero 10 non la ritirerei, perché deve restare viva. Deve rimanere un obiettivo per tutti i giovani: prima di Totti l’aveva Giannini. Se non la trovo più vado a cercarla al cimitero. Raccontando Totti si finisce sempre con l’osanna ai numeri, ma la formazione non si fa con il gol o la corsa che ha fatto due anni fa. Si vedono gli allenamenti di ora, confrontandoli con quelli di un altro giocatore che vuole giocare anche lui». C’è poi un passaggio in cui Spalletti si esprime sul silenzio di Totti: «Sarebbe più facile se lui parlasse il prima possibile o se chiedesse le cose che la società, poi, deve giustamente valutare». Curioso: Totti deve parlare subito per il bene della Roma che, da mesi, non sa se Spalletti vuole rinnovare oppure andare via.

(Corriere della Sera, L. Valdiserri)

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3 Commenti

  1. E certo, solo Sarri può dire che se il Napoli arriva secondo posto ha fatto un “capolavoro”. E tutti lì ad applaudire…
    Valdiserri sei un pessimo “giornalista” (ma ottimo spalatore di m…): nel finale dell’articolo si percepisce tutto l’astio che ti porti dentro.

  2. …..gia’ allora abbiamo vinto un altro scudetto e non lo sapevamo. ..perché il 2 posto con garcia e la juve che fa’ 102 punti quanto vale?
    …..questa juve non fara’ 102 punti…..
    Buff**e

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