GANDINI: “Puntiamo a diventare i numeri uno. Totti? Andremo avanti insieme, avrà un altro ruolo”

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LE DICHIARAZIONI PRIMA DI MILAN-ROMA – Queste le dichiarazioni di Umberto Gandini, amministratore delegato della Roma, rilasciate alla stampa a pochi minuti dal fischio d’inizio della gara con il Milan a Premium Sport:

Come si sente al ritorno a San Siro?
E’ stato bello ritrovare le persone con cui ho lavorato per tanti anni, penso di aver lasciato un bel ricordo. Ora è un Milan diverso, un po’ di emozione è andata via con il closing

Spalletti ha parlato di un secondo posto che equivale a uno scudetto, ha avvertito un cambio di tendenza nelle sue parole rispetto all’intransigenza di un paio di mesi fa?
Non è tanto un cambio di tendenza. Noi abbiamo sempre avuto chiaro di fare il meglio possibile come obiettivo. Abbiamo avuto alti e bassi, pochissimi bassi e molti alti perchè se siamo in questa posizione vuol dire che abbiamo fatto bene e dobbiamo e dobbiamo pensare a noi stessi. Ci sono 4 partite importanti che serviranno a darci la spinta per andare avanti E se riuscissimo a fare 12 punti, la Juvenon è lontanissima, magari sbaglia ancora… Ma pensiamo a noi stessi e pensiamo a fare meglio partita per partita.

La Roma ha sempre stentato nella programmazione, ora l’aria sta cambiando con l’arrivo di Monchi?
Sono convinto di questo, l’arrivo di Monchi è un messaggio chiaro delle intenzioni di Pallotta nei confronti della squadra. Ci darà un sostegno straordinario nella parte sportiva. Entrerà in un team ben rodato, lavoreremo bene insieme e non manca sicuramente una visione del futuro e la necessità di fare una programmazione mirata. Continuiamo ad aspirare a diventare i numeri uno e a fare meglio di quest’anno, con il suo arrivo avremo maggiori possibilità di riuscirci.

Monchi ha parlato di Totti, tutti hanno parlato di Totti tranne il sottoscritto: non è un po’ strano?
Francesco è un personaggio unico, quindi anche il modo in cui gestisce le sue cose magari può non essere condivisibile da tutti. Monchi ha messo sul tavolo ciò che tutti sapevamo ed è stato un po’ una conferma di ciò che era nelle carte e nei contratti. Ora fa parte della Roma come calciatore, a fine stagione farà parte della Roma in un altro ruolo e andremo avanti, abbiamo sicuramente bisogno di lui.

Roma piazza difficile dove lavorare, perchè? (domanda di Arrigo Sacchi, ndr)
Non posso dare una risposta sicura. Certamente la passione dei tifosi è una componente diversa da altre parti. Penso che la proprietà abbia scelto una strada per costruire, in un ambiente definitivo da tutti difficile, una squadra in grado di raccogliere quello che merita. Ci metteremo di più per diventare protagonisti e far diventare normale vincere a Roma.

 

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7 Commenti

  1. Che veleno con sta storia dell ambiente difficile…parla lui che giocava con galli baresi Tassotti costacurta maldini donadoni evani massaro gullit rjicard van basten …qua si gioca co goigocea stekelemburg dodo heinze j.angel bradley tacsidis gago bojan doumbia perotti ibarbo spolli iturbe el sharawi gerson palmieri peres berisha bojan j.jesus destro….ANCORA PARLANO DE AMBIENTE…..comprate li giocatori fortiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…e non vendete quelli boniiiiiiiiiii(manolas rudiger naingolan strootman de Rossi florenzi salah dzeko…gli altri tutti sostituibili)comprate la GENTEEEEEEEEEE

  2. Avete la stagione sulla coscienza… siamo arrivati scoppiati nel momento più decisivo solo perché a Dicembre non è stato fatto un calciomercato mirato x rinforzare la squadra e provare a vincere qualcosa…. Vermaelen, Gerson, Granier, Totti, panchina inutile x credibilità da parte dell’allenatore… sarebbero bastati Rincon, Defrel e magari Darmian in Prestito dato che Perez terzino dx è stato subito scandaloso…

  3. Ecco un altro gaggio di cui appuntare le parole: “Lavoriamo per diventare i NUMERI UNO”.
    I numeri uno sono quelli che vincono, no? Abbiamo equivocato qualcosa?
    Bene, non vendete i giocatori migliori e comprate CAMPIONI, altra via per essere numeri uno non c’è, di certo quella delle plusvalenze non è la strada vincente.
    Ma tanto la AS Roma Pallottiana è quella delle parole in libertà e delle umiliazioni.

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