Ci mancava De Rossi: «Non so se resto»

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – Se le speranze e i desideri sono gli stessi, non c’è motivo di destare particolari preoccupazioni. Un concetto espresso chiaramente dal nuovo diesse Monchi e condiviso anche da Daniele De Rossi, nonostante le scelte sul futuro abbiano sempre bisogno di essere valutate fino in fondo. Certamente non possono essere racchiuse nel lancio di un’intervista rilasciata dal centrocampista giallorosso poco più di due settimane fa, in un momento dedicato più ai bilanci personali che all’effettiva trattativa avanzata tra le parti per rinnovare il contratto in scadenza a giugno.

Nella lunga chiacchierata (l’integrale in onda stasera su Sky) con Daniele Adani di fronte alle spiagge di Ostia si è ovviamente parlato anche del futuro, argomento che il numero 16 affronta all’interno di un discorso più generale, ma sempre in modo schietto e diretto: «Rimanere alla Roma? Non lo so e in questo momento non penso che sia così importante. Ci sono stati dei momenti in passato in cui è stato più difficile restare e vestire questa maglia. La mia storia d’amore con questo clubracconta De Rossi, 34 anni a luglio è durata da così tanto ed è stata così bella che è sbagliato ridurla a cosa farò tra un anno o a come finirà. Non sto meditando cose strane, voglio soltanto dire che un rapporto d’amore così solido e stretto che comunque vada non si interromperà. Detto in questo modo potrebbe sembrare un commiato anticipato, ma non è così, lo sto dicendo a prescindere. Se dovessi andare via e magari l’anno prossimo è quello buono per la Roma?».

Una sorta di incubo da evitare per De Rossi, che negli ultimi 15 giorni ha mosso passi fondamentali sulla questione, ormai gestita direttamente da Monchi. Nella conferenza stampa di presentazione dello spagnolo (arrivata dopo l’intervista di Daniele a Sky), le intenzioni avevano lasciato poco spazio alle interpretazioni: «Ho parlato con lui, è un grande giocatore e un ottimo ragazzo. Noi e lui vogliamo continuare insieme, dovremmo essere imbranati per non continuare qui. Cercheremo di raggiungere l’obiettivo comune». Il traguardo infatti sembra ormai ad un passo, grazie all’intesa raggiunta nell’ultimo incontro a Trigoria tra la dirigenza romanista e l’agente del ragazzo Sergio Berti, avvistato all’interno del centro sportivo pochi giorni fa. Nel consueto gioco tra le parti, la volontà reciproca di proseguire insieme ha limato la distanza tra domanda e offerta: De Rossi è pronto a firmare un biennale (un anno con opzione sul secondo) con un ingaggio praticamente dimezzato alle cifre garantite dall’attuale contratto (6 milioni netti a stagione) e che decrescerà in caso nella stagione 2018/2019.

Non sembrano esserci dubbi anche sulla permanenza nella capitale di Alisson, a cui verranno affidati i gradi del titolare dopo il ritorno all’Arsenal di Szczesny. Nonostante negli ultimi tempi siano arrivate numerose proposte sul tavolo della società (il San Paolo ha avanzato un sondaggio sul prestito prontamente rispedito al mittente) il numero uno della nazionale brasiliana non è stato inserito all’interno della lista delle possibili partenze estive. Terminato il campionato è previsto anche il ritorno nella capitale di Skorupski, che con tutta probabilità affronterà la prima parte del ritiro insieme ai suoi vecchi compagni. Se il portiere polacco non dovesse accettare il ruolo di gregario all’interno della nuova gerarchia, Monchi darà mandato al suo agente di cercare soluzioni alternative in grado di presentare offerte ritenute congrue da parte della società.

(Il Tempo, A. Serafini)

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8 Commenti

  1. No ripetiamo la storia di Totti,le bandiere non esistono piu,se vuole andare ,vada…se vuole rimanere rimanga …ma non a 4 milioni a stagione, ma nemmeno alla meta, altrimenti buona fortuna.

  2. Vorrà dire che ce ne faremo una ragione…conta solo la roma…di capitani ex radio marioni e siti sedicentisi romanisti….non se ne puo’ più..d’altronde dopo aver vinto tanto…..

  3. Non si può biasimare derossi deve essere libero di cambiare, una cosa si potrebbe dire di soldi sia lui che Totti non sono stati trsttststi coso male, noi diciamo sempre che la società deve essere grata a loro ma anche Totti e derossi dovrebbero esserlo a loro volta.

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