Di Francesco: «Roma, fidati di me»

10
815

AS ROMA NEWS – Teso, tesissimo. Almeno per un quarto d’ora della presentazione da allenatore della Roma, il motore è ingolfato. Comprensibile: Trigoria era ed è tornata la casa di Eusebio di Francesco che rivive oggi quello che ha vissuto nel 1997, quando la Roma ne annunciò l’arrivo con i riflettori spenti. Un parametro zero dal Piacenza all’epoca, un tecnico che arriva dalla provincia ora. Che ti vuoi aspettare? L’atmosfera esterna viaggia sul filo della diffidenza, ma dentro Trigoria torna qualche sorriso in più. Meno tensione, meno arroganza. E questo è un bel punto di partenza e quella diffidenza pian piano dovrà trasformarsi in attesa, studio, fiducia, e magari successo. Questo il suo compito. Auguri.

MIRACOLI Di Francesco viene da un miracolo in Emilia, dove ha lavorato bene portando il Sassuolo in Europa. Record quello e record quello della Roma nell’ultima stagione. Sempre di record si tratta, e allora perché questo scetticismo? Eusebio parla semplice, non è verboso, chiede «umiltà ed entusiasmo» e «senso di appartenenza» nella giornata della sua presentazione. Non si fanno proclami, non si cerca l’applauso o minacce di (futuribili) scontri. Quest’anno si parte a fari spenti e non è detto sia un’arma perdente. Fidatevi di me, in pratica va dicendo il nuovo allenatore; fidatevi di me perché ho il sostegno della società e perché sono stato scelto per le mie idee e se mi seguirete… Tira fuori il muscolo quando si parla di Nainggolan e si accenna al recente passato. «Spalletti lo ha messo trequartista? Anche da mezzala può fare diciotto gol. Io sono stato scelto per il mio calcio ed è giusto che lo trasmetta». Chiaro, no? Non vuole essere chiarissimo su Florenzi, perché – dice – vuole allenarlo ma fa capire di come sia attratto «dalle sua capacità di attaccare la porta». Ad oggi, quindi, più offensivo che difensivo, ma si vedrà. Eusebio ammette anche di volere «specificità nei ruoli». Come a dire: va bene la duttilità, ma gli attaccanti facciano gli attaccanti e i difensori i difensori. Paredes? «E’ un centrale da 4-3-3»; Strootman? «Una mezzala»; Peres? «Lo tengo in considerazione, ogni calciatore merita una possibilità». Di Francesco non si sbilancia sugli affari di mercato ma fa capire la sua cotta calcistica per Berardi, «un giocatore di altissimo profilo». Si risente un po’ quando gli chiedono se gli acquisti li subisce o li determina. Chiamasi aziendalismo. «Io e il club non siamo due entità separate. Insieme cercheremo di mettere su una squadra molto forte… vero diretto’ (rivolgendosi a Monchi, a due centimetri da lui ndr)».

ROMANISMO E AMBIENTE – Parlando di senso di appartenenza si tirano fuori due discorsi paralleli. 1) Il romanismo. 2) Il famigerato ambiente romano, che Eusebio conosce bene e sa benissimo di quanta fretta/voglia abbia di vincere. L’emblema del romanismo – secondo Di Francesco che ha ammesso che «vestire la maglia della Roma è unico» – è Daniele De Rossi. «La prima persona che ho chiamato. Mio figlio gioca nel Bologna e quando gli hanno chiesto chi fosse il suo idolo ha risposto De Rossi, perché è il primo che quando un compagno segna corre ad abbracciarlo e questa è un’immagine da trasmettere. Credo sia un punto di riferimento per me e per la squadra, al di là se sarà titolare o meno». Ecco poi, sull’ambiente. «Tanti problemi non me li pongo. La cosa più importante è creare compattezza. Sapendo che questo può essere un ambiente particolare, difficile, chiamatelo come volete, ma sono sereno nell’affrontare questa avventura. Non voglio fare proclami, dobbiamo avere un profilo basso: ho parlato di umiltà nel lavoro, da questo possiamo arrivare ovunque. So quali sono le speranze delle persone. Ci toglieremo grandi soddisfazioni. Credo di poter trasmettere i valori di quest’ambiente, voglio trasmettere entusiasmo che deriva dai nostri comportamenti, dall’essere vicini alla gente, dall’essere sinceri e facendo risultati che sono alla base del calcio. Magari anche facendo divertire».

(Il Messaggero, A. Angeloni)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteCALCIOMERCATO ROMA LIVE! Tutto il mercato giallorosso minuto per minuto
Articolo successivoTotti, il futuro è da dirigente ma il sì ancora non arriva

10 Commenti

  1. Ho seguito la conferenza, mi è piaciuta. C’erano tre persone e ognuno rispondeva per le sue competenze. Discorsi e risposte chiare. Ieri sera mi è capitato di vedere un po’ della conferenza di Spalletti a Milano. Lui da solo, giri di parole, incartamento su Icardi capitano-non capitano. Lasciamo perdere.
    Forza Roma!

  2. Una riflessione.
    Eusebio Fa riferimento a De Rossi elogiandone le qualita’ poi però chiosa con un : indipendentemente se sarà o non sarà titolare…..
    Secondo me Daniele (che persinalmente rispetto e amo ) non troverà una strada sempre in discesa.
    Eusebio ama corsa, velocita’ e dinamismo.
    Oggi le qualita’ di Daniele viceversa sono tatticismo, posizionamento, interdizione, gioco controllato ma decisamente più compassato. Non è certo la corsa e la velocità la sua arma migliore.
    Sara’ interessante vedere come evolve.

    • Eusebio ama quel che ama ma questa è la AS Roma e non il Sassuolo. Un uomo tatticamente esperto a centrocampo capace di dare equilibrio e gestire quando necessario è indispensabile, non possiamo giocare con la difesa a centrocampo e correre forsennatamente per 90 min, è roba da squadrette insulse e senza obiettivi. Se Di Francesco pensa di essere un grande tecnico lo dimostri NON adattandosi ai giocatori, ma commisurando il metodo di gioco alla piazza in cui allena e agli obiettivi che persegue (se ne persegue…).

    • se hai in mente il calcio champagne zemaniano alcuni giocatori non troveranno spazio…vedi de rossi fazio e mario rui. mi auguro sia duttile tatticamente

    • E’ quello che ho scritto. Oltretutto col calcio zemaniano seppellisci definitivamente anche la SPERANZA di poter portare a casa qualcosa, e per giunta ti esporresti pure a figure di melma epocali (cui sparlotta già c’ha abituato….) con goleade al passivo.
      Talvolta è bono pure il punticino del pareggiotto, alla fine può fare la differenza.

  3. Sono fiducioso per una buona stagione anche se non credo possano arrivare titoli.
    Eusebio ha detto in 10 righe ciò che ripeto da 6 anni.

    Identità
    Appartenenza
    Romanismo
    Sincerità
    Compattezza

    Eusebio è uno di noi. Eusebio è un ultras.
    Pochi proclami pochi fronzoli.
    Sudore abnegazione sacrificio.

    • Sottoscrivo, ma se alle prerogative che giustamente gli riconosci ci aggiunge l’equilibrio e l’acume tattico forse in qualche titolo ci puoi pure remotamente sperare, a volte capita di raccogliere se sei bravo a seminare.
      Eusebio non mi convince esclusivamente sotto quel profilo, che però non è secondario.

  4. Io mi fido molto della coppia Di Francesco – Monchi, mi sembra abbiano le idee molto chiare, per quanto riguarda DeRossi si alternerà sicuramente a Paredes (più adatto al gioco di Di Francesco), poi vista l’età ci sta che faccia un po’ di panchina, anzi la sottolineautura del Mister (“indipendentemente se farà il titolare o meno”) va in quella direzione

  5. Strootman e nainggolan mezze ale? Spero che sia un depistaggio altrimenti la vedo brutta,daltronde fare 134 punti in un anno e mezzo o farne di più la vedo dura,ma daltronde alternative più valide alla nostra portata nob ce ne sono,mi auguro che nonsis integralusta come il suo maestro altrimenti anche lui farà la stessa fine(non si puo giocare con la difesa praTicamente sulla linea di centrocampo,basta che ti mettono due tra le linee e come perdi palla(cosa fattibile nel calcio) lanciano gli esterni e buona notte ai suonatori,ricordatevi le espulsuoni che ha rimediato konsel con la difesa altissima…cio’ na paura?

  6. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome