Pallotta si riprende la Roma

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – L’occhio del padrone, brutta parola che può funzionare solo in una frase fatta, si è posato sulla società e quello che ha visto non gli è piaciuto. James Pallotta a New York era a casa sua e si è notato. Adesso ha deciso di esserlo anche a Trigoria, come del resto sarebbe giusto. (…)
Della Roma intende occuparsi lui. Non è stato sempre così. Ma da mercoledì è diventato chiaro. Il modo in cui ha puntualizzato che Rudi Garcia è una sua scelta, su proposta del direttore sportivo Walter Sabatini; la sua promessa o minaccia di passare per Roma almeno una volta al mese; la puntualità con la quale ha spiegato, per rispondere alle polemiche montanti, che lui tutti i giorni pensa tra le altre cose anche alla società.

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INVESTIMENTI – Parliamoci chiaro: per Pallotta la squadra di calcio è un investimento, anche se bisogna riconoscere che il finanziere di Boston è convincente quando afferma di essersi emozionato con questa squadra e questo sport. Dunque sarebbe irrazionale convincersi che non si voglia valorizzare il marchio, renderlo effettivamente uno dei più importanti in campo calcistico. I soldi investiti in questo tentativo sono stati tanti, altri 30 verranno prosciugati dal mercato di quest’anno e ancora 250 sono stati messi alla base della costruzione del maledetto stadio. Maledetto perché ancora si resta increduli all’idea che possa davvero essere realizzato, in una città che talvolta affossa i progetti più sani.
Pallotta non delega oltre, non a scatola chiusa. Si è reso conto che esportare in Italia il modello sportivo Usa non è semplice come esportare democrazia. Bisogna seguire con affetto, curare, innaffiare. (…)
Franco Baldini ci ha rimesso il posto, non importa se per libera scelta propria o altrui. C’era un direttore generale e adesso non c’è più. A quanto pare non punge vaghezza alla Roma di prenderne uno nuovo, non per il momento. Con un uomo in meno in formazione c’è più spazio per gli altri e si evitano le sovrapposizioni di zona che si erano più volte verificate. L’idea era mantenere un solo punto di riferimento: Walter Sabatini direttore di tutto. (…)
 
CHIAREZZA – In realtà il direttore generale vero e proprio, perlomeno per le questioni più lontane dal campo, sarà d’ora in poi Italo Zanzi. E’ già amministratore delegato e soprattutto lo ha messo lì Pallotta in maniera da avere una quinta colonna nel bel mezzo delle stanze di Trigoria. Quinta colonna niente affatto in incognito: legittimato dalla proprietà americana, con potere decisionale su diverse faccende finanziarie e strategiche. Oggi come oggi l’organigramma della Roma ha il merito di essere snello e chiaro, a parte qualche figura ridondante frutto della spartizione legale della società dopo l’era Sensi. Pallotta ha sentito dire che la voce del popolo vuole la Roma senza proprietario. Incredulo si è guardato allo specchio. E allora chi sarebbe quello lì?
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