La partita decisiva degli stadi di proprietà

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NOTIZIE AS ROMA – Soltanto cinque mesi fa, pareva che Gentiloni e Lotti avessero spianato la strada all’edilizia speculativa legata agli stadi. Oggi dell’inferno pronosticato non si sente nemmeno il fumo. Gli stadi in cui si gioca il campionato sono gli stessi di un anno fa.

REALIZZATI – La Juventus guida il fronte di chi ce l’ha fatta: lo Stadium s’è già ripagato con circa 50 milioni di ricavi all’anno. E ha portato 6 scudetti in 6 anni. Il Sassuolo gioca al Mapei, il vecchio Giglio di Reggio Emilia, rilevato dalla società proprietaria anche del club. Sull’area del vecchio Friuli (assegnata per 99 anni) l’Udinese ha creato la Dacia Arena: 28 milioni di spesa, 25.144 posti, sedili riscaldati, skybox, cucine, piste da bowling e un’area di monitoraggio. Senza barriere e con rivestimento esterno a losanghe capace di cambiare colore a seconda dei fattori meteorologici.

LE NOVITÀ – L’Atalanta è la novità dell’anno, s’è aggiudicata in asta la proprietà dell’area dell’Azzurri d’Italia: verserà al Comune 6,3 milioni. Entro 6 mesi il piano di ristrutturazione da 25 milioni con la copertura delle tribune, il rifacimento delle curve, la “riduzione” a 21 mila posti con una forma più rettangolare, stile inglese. La serie A è costata alla Spal la ristrutturazione del Mazza: 2,5 milioni al club, 1,8 al Comune di Ferrara. Nuove torri faro per le notturne, videosorveglianza, tornelli, abbattimento delle barriere architettoniche. Se la Spal resterà in A, aumenterà la capienza a 16mila posti.

LAVORI IN CORSO – La Roma ha il progetto più avanzato in Italia. Ma lo stadio di Tor di Valle è rinato a febbraio, con un netto taglio delle cubature commerciali a compensazione. Il nuovo progetto ha ottenuto un nuovo “sì” dal Comune, ora aspetta il via libera della Regione. Con una spina: chi sosterrà i costi per la realizzazione di un ponte, scorporato dal progetto ma indispensabile per gestire la viabilità? A Firenze il futuro è in mano al Comune. Il club deve consegnare il progetto definitivo ( 9 milioni), ma attende che entro il 31 dicembre il consiglio comunale adotti la variante al piano urbanistico per liberare l’area su cui i Della Valle vogliono nuovo stadio – sul modello del Lione – e cittadella sportiva. A Bologna il restyling del Dall’Ara doveva partire nel 2020 ma è in stallo per un emendamento alla legge stadi, che prevede il vincolo di “contiguità” delle opere compensative, e intorno non si può intervenire.

BOLLINO ROSSO – A Napoli si parla di restaurare il San Paolo semi fatiscente con 25 milioni dal Credito sportivo: al Napoli la gestione biennale. In futuro la possibilità di interventi strutturali per “fare business” con skybox a bordo campo e aree commerciali. Il Milan riflette se puntare su San Siro, che vorrebbe anche l’Inter, o costruire uno stadio nuovo. Il Genoa punta sul Ferraris, la Samp vagheggia di un nuovo stadio. Intanto il tempo passa.

(La Repubblica, M. Pinci)

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11 Commenti

  1. Ancora non avete capito?….lo stadio num se fa’perche er porchettaro vole magna’….era porchettaro fa de nome Caltariccone ….svejamose…

  2. a proposito di stadio, mi sovviene una domanda alla quale io che vivo a milano non so rispondere.
    Ma dopo tutta l’acqua fatta in questi giorni, è allagata l’area di tor di valle?
    mi date una risposta, grazie.

    • Come sempre NO, altrimenti l’ippodromo sarebbe stato chiuso tanti anni fa. Il pericolo principale poi è più a sud in un area residenziale… L’area dello stadio è relativamente sicura, infatti a memoria mai ippodromo e l’attiguo l’impianto di depurazione, sono stati in emergenza inondazione. Poi è ovvio che essendo vicino al fiume il rischio non sarà MAI zero (ed è a questo che si sono attaccati i contrari), ma comunque le opere idriche previste, chieste dalla giunta Marino e confermate da quella Raggi, metteranno ancor più in sicurezza sia la zona stadio, ma sopratutto gli abitati più a sud.

    • Le piogge come quelle di ieri normalmente non rappresentano un pericolo per le aree contigue al tevere. Gli allagamenti dipendono eslusivamente da caditoie otturate e non da incapienza del sistema di smaltimento.

      Il problema nell’area di tor di valle (ma non solo) si verifica quando il tevere, per piogge continue in tutto il suo bacino idrografico, non riceve più le acque dei vari fossi (in particolare a tor di valle quello di valleranello) che allora esonda.

      Finché il tevere riceve su valleranello puoi mandare quanta acqua vuoi… non succede nulla.

  3. Ma infatti l’aspetto più incredibile è proprio questo. Si grida, ostacolando in ogni modo il progetto Stadio, al rischio idrogeologico ed esondazione quando dopo le piogge torrenziali di ieri l’unica zona rimasta sostanzialmente franca è quella di Tor di Valle. Unica zona in tutta Roma e periferia dove la stessa area verrebbe messa in sicurezza con soldi privati. Cosa fa il Codastron…..al riguardo? perchè non presenta uno dei suoi famosi ricorsi magari contro il Comune di Roma che non riesce nemmeno a pulire un tombino? E la frangia ancora più oltranzista dello stesso M5S (che ha presentato altro ricorso proprio contro la sua giunta fondandolo anche sull’ipotetico rischio idrogeologico) cosa dice sull’allagamento della città? vanno ancora ironizzando sui gommoni per Marino? Vergogna.

  4. Però il problema sono le cubature o il Ponte che manca. Va bene facciamo risparmiare allo Stato (e quindi ai cittadini) i circa 150 milioni stanziati per la realizzazione del Ponte dei Congressi (già pappati per precisione) e il Ponte di Traiano, come da vecchio progetto, lo realizza l’A.S.Roma per circa 100 milioni. Ah già cubature in più, torri, speculllaazzione, cementtiffficazzzione… ed altro. Meglio lasciare tutto così, al più completo, costante, progressivo ed inarrestabile degrado. Meglio non fare nulla e buttarla nella solita indecorosa caciara e rimpallarsi le responsabilità.Viva l’Italia e i nostri politici. Un saluto al Codastr….Italia loro, lega ambiente e opinionisti prezzolati.

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