La Sud non smette di tifare nel minuto pro Anna Frank

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ULTIMISSIME AS ROMA – In tribuna erano in piedi ad applaudire, in curva Sud (proprio dove sono stati messi gli adesivi di Anna Frank con la maglia della Roma da parte di alcuni ultrà laziali) hanno continuato a intonare cori come nulla fosse. Questa la reazione dell’Olimpico durante la lettura di un brano del Diario di Anna Frank.

Nessuno striscione a sostegno dell’iniziativa e quando lo speaker ha annunciato il minuto di riflessione è arrivato pure qualche fischio subito coperto dagli applausi e dai cori. Poco prima erano arrivate le parole di Monchi: «È successa una cosa molto brutta. Siamo personaggi pubblici e dobbiamo dare l’esempio».

(Leggo, F. Balzani)

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22 Commenti

  1. Certo, invece a Bologna, sempre questi 4 sbandati di sbiaditi, oltre alla cialtronata degli adesivi hanno addirittura cantato me ne frego con il saluto romano, e adesso i giornali attaccano la sud dimenticando che me ne frego con il saluto Romano è apologia di reato. Questi personaggi vanno presi in massa con divieto di entrare allo stadio,Sky e premium per 10 anni.

  2. Ancora non avete capito che sono stati gli irriducibili ad indicare a questi 10 sbandati, 2 minorenni, di tappezzare tutta la sud!!! Una sorta di gavetta!! È proprio la nord che deve essere chiusa a queste persone, tantomeno mandarli in sud con biglietti a 1€ Questo non è tifo, i sbiaditi hanno sempre mostrato il loro fascismo e nazismo in tutti gli stadi d’Europa. Non serve a niente 1 o 2 giornate di squalifica, devono dare un messaggio forte dato che il presidente lo tirchio è peggio di loro. 1 anno a casa tutti.

  3. Lo sappiamo da dove provengono quei minuscoli fischi. Sappiamo che gran parte dei tifosi della Lazio e qualcuno della Sud sono la manovalanza violenta di Forza Nuova e Caccapound. Conosciamo le loro idee malsane e retrogradi. Come si può pretendere da un fascista militante di questo tipo di usare la testa? Ma ignoriamoli, sono una manciata di repressi.

  4. Politici irresponsabili, pensate alla società, date un lavoro alla gente, i giovani in primis, da stancarla fisicamente e mentalmente, date speranze e obiettivi, da tornare a casa esausta e soddisfatta. Non rendetela soltanto complice del crasso sistema che rappresentate e difendete, prigioniera dei vostri fottutissimi mutui, incollata ai vostri inutili telefonini e nel contempo narcotizzata dai vostri insulsi programmi televisivi e da centinaia di partite di calcio. Promuovete la cultura, anche quella popolare, spingete per un’integrazione fra culture razionale e controllata, attraverso lo studio e il confronto reciproco delle storie e esperienze. A nessuno, poi, verrà più voglia di fare queste caxxate.
    Soprattutto non ne avrà il tempo.

  5. Le istituzioni non hanno titoli morali per educare le genti, il pulpito è totalmente inadeguato e fasullo. Era scontato che la lettura delle pagine di Anna Frank provocasse queste reazioni di disinteresse. Stiamo attraversando la più grande crisi economica dell’era contemporanea, tagliata a metà da un pericolosissimo scontro di civiltà, e questi irresponsabili – PARLO A LIVELLO GLOBALE – immemori del passato, ancora giocano col fuoco.

  6. Il livello culturale della massa è terribilmente basso. Sarei curioso di sapere quante persone sono venute a conoscenza dell’esistenza di Anna Frank solo in questi giorni. Nel 2017…

  7. Amedeo, di norma non condivido nulla di ciò che che scrivi ma stavolta mi sento di farti un plauso per l’argomentazione trattata.

  8. Son stato a vedere il lager di Dachau,e’terribile ,ol modo come gli uomini arrivano a rendere materiale visibile l’odio ,neanche gli animali che hanno l’istinto di svravvivenza arrivsno a tale odio semplicemente perche’non lo conoscono sono istintivianche nella loro ferocia ,noi uomini mo,mi affido alla speranza di AnnaFrank che desiderava vedere il vero bene in ognuno di noi

  9. Me pareva strano che stavolta eravamo quelli bravi e che non c’entravamo niente… Non si può fare a meno di noi! L’osservatorio non esisterebbe senza i tifosi della Roma. Ma l’idea di farci pagare per il contributo non è mai venuta a nessuno?

  10. Nel massimo rispetto delle opinioni di tutti non condivido la retorica italica dell’ “è colpa di Andreotti”, la maggior parte dei disoccupati, defli sfruttati, dei vilipesi non va in curva come un somaro ad inneggiare all’Olocausto, molti invece aiutano il prossimo, zero e dico zero rispetto e comprensione per questa gente che non ha nulla a che vedere con la goliardia (e se gli fai un corso accellerato di storia e gli dai un lavoro resta sempre somaro e razzista). Aiutare i disoccupati è la priorità a prescindere, diventare tutti più civili e rispettosi è la priorità, il nostro futuro siamo prima di tutto noi stessi.

  11. Non additate la Curva Sud! C’era da aspettarselo il coinvolgimento dei romanisti in vicende che invece non ci riguardano. No alla strumentalizzazione di massa….vorrei ricordare a questi benpensanti accusatori che anche durante i minuti di silenzio per qualche commemorazione in molti stadi in Italia si continua a fare cori….magari bisognerebbe essere più rispettosi e più educati ma non tirate dentro la Sud in questioni razziali. quello fa parte del bagaglio dei tifosi della Lazie che sono unici nel genere….infami!

  12. Prima i buu in chelsea_roma,ora il non rispettare questo significativo minuto pro anna frank che secondo me in tanti ieri sera non sapevano chi era!Ero allo stadio ieri e quando la sud ha coperto questo momento per me così toccante sono rimasto molto deluso.Non è più la curva di una volta

  13. lavora lavora cosi non pensi..una nuova filosofia mejo der new age..peccato però ad esempio che i leader degli hooligans inglesi e olandesi erano gente laureata,ricca,e con lavori di alta responsabilità privata..nel cervello umano c’è un’arancia meccanica che agisce su certe personalità..preferie l’unica arancia genuina..cioè me stesso..eh eh..

  14. Infatti Cass Pennant era un noto dirigente, magari amministratore delegato di qualche importante industria, con tanto di limousine e segretaria al seguito, e i membri del Millwall Bushwackers un gruppo di avvocati, o commercialisti, annoiati dal tram tram quotidiano. Le spranghe dove le nascondevano?! Sotto le tavole delle riunioni in cui si pianificava il marketing?! E le vecchie bestie del Chelsea cos’erano, agenti assicurativi col vizio del coltello a tempo perso? E i disperati del porto di Liverpool dirigevano lo stoccaggio dei container nei docks?!
    Forse mi sono perso qualcosa!

  15. D’accordissimo con Amedeo nel rintracciare nell’educazione scolastica e crisi sociale il riemergere di queste retoriche abitte e spregevoli. Od ancora meglio, questi sono i presupposti perché attecchiscano quando riportate in auge dai campioni del revisionismo. Questa però non deve essere intesa come una giustificazione, perché siamo tutti dotati di coscienza e l’ignoranza si può colmare, non usata come scusante. Riconoscere un orrore storico non è un atto politico, ma umano.
    Visto che i caratteri sono pochi, lancio uno slogan anch’io: FUORI CASA-CLOWN DALLA AS ROMA

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