Rudi e Zanzi. L’esordio è una melina

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LEGGO (F. MACCHERONI) – Un altro «signor faremo». A presentare Rudi Garcia, c’era Italo Zanzi che, tanto per farci capire in quali mani è la Roma, ha letto (male) otto righe. Garcia non legge. Ma nemmeno risponde. Totti? De Rossi? Dice che vuole incontrarli. Ma aggiunge che vuole incontrare tutti i giocatori. Non dice se De Rossi fa parte dei suoi progetti. Dice di essere contento di essere qui e che non non è importante essere stato la prima o la quarta scelta. Si definirebbe «ambizioso».

Ma al primo impatto risulta, a essere generosi, indefinibile. Dà l’idea dello yes-man. In ogni valutazione su squadra o mercato infila Sabatini. Sorprende che pochi giorni fa, a New York, abbia dribblato le domande dicendo che avrebbe spiegato ogni particolare tecnico a Roma, per rispetto dei giornalisti che seguono la squadra. Niente, non ha spiegato niente. Sembrava avesse fretta di concludere l’incontro. Anche molti giornalisti, perché non c’erano risposte. Arriveranno dal campo, naturalmente. La prima boutade? È figlia dell’overdose di basket di questi giorni: «Non arriva a gara sei». Addirittura?

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