Stadio della Roma, Montuori: “L’impianto si farà. Il Ponte di Traiano? Servono atti formali”

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ULTIME NOTIZIE AS ROMA – L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori è tornato a parlare della situazione riguardante il nuovo stadio della Roma di Tor di Valle intervenendo a pagine romaniste:

Finalmente lo Stadio della Roma. Possiamo dirlo ad alta voce?
“Per quanto riguarda noi sì. Abbiamo lavorato a questa revisione del precedente progetto, che aveva incontrato tanti ostacoli e che era stato bloccato dalla Conferenza dei Servizi. Abbiamo lavorato alla revisione, che rispecchia le linee che abbiamo dato. Per quanto riguarda noi lo Stadio si fa, però c’è una Conferenza dei Servizi che decide, però ci sono quattro pareri, tutti favorevoli, possiamo dire: lo Stadio si fa”.

Quanto può dare lo Stadio della Roma alla Capitale ed al movimento calcistico nazionale?
“Ci siamo preoccupati di vari aspetti. Primo, che potesse dare il più possibile alla città, allargando il sistema dell’interesse pubblico all’intero quadrante: prolungando al massimo il sistema infrastrutturale, collegando parti di città, ad oggi molto distanti per tempi di percorrenza. Speriamo che alla città possa dare il massimo. Quanto darà in termini al calcio? Io ho una visione sul rapporto tra calcio, politica, stati nazionali e così via. È tutto un sistema atipico, nel quale il calcio gioca un ruolo molto importante, rispetto ad anni fa. Non è iniziata oggi, ma potrà dare molto perché oramai le squadre non sono solo persone che giocano a pallone, ma veri e propri sistemi economici. La squadra con lo stadio di proprietà è un sistema economico che ha più valore e quindi si pone sul mercato in maniera diversa ed è importante. L’interesse per la prima applicazione della Legge sugli Stadi è perché si vuole dimostrare che funziona e che altre squadre possano seguire le orme della Roma e costruire con questo sistema lo stadio di proprietà. L’importante è sempre che le città mettano il beneficio pubblico come prima cosa e che queste operazioni devono essere guidate nel massimo interesse pubblico, facendo l’interesse sia della città, ma anche degli investitori privati”.

Come riprenderà la prossima Conferenza dei Servizi?
“C’è il Rappresentante Unico di Roma Capitale che si siederà al tavolo. In questi giorni si sono svolti incontri tecnici per sciogliere gli ultimi dubbi: la Città Metropolitana ha risolto le sue questioni ed il suo parere diventa favorevole, sciogliendo le prescrizioni che aveva posto precedentemente. Si è data l’immagine di contrasti tra persone, ma queste stanno normalmente al tavolo insieme, si conoscono da anni e lavorano tranquillamente insieme a diversi progetti”.

Vi dà fastidio che passi l’idea che una telefonata del Ministro Lotti abbia sbloccato un lavoro che voi fate da mesi?
“Noi abbiamo lavorato a questa soluzione da mesi e la Conferenza dei Servizi riguarda questo progetto. Poi c’è un intervento da parte di un Ministro, che per ora è una telefonata e che si dovrà concretizzare in atti, che siano conformi alle norme. Come ben si sa, la Legge sugli Stadi prevede che l’equilibrio economico finanziario sia trovato all’interno dell’operazione, così come noi abbiamo fatto. Nel momento in cui tutto questo si placherà in un’unica soluzione noi saremo contenti. Tutto ciò che migliora l’accessibilità a quel quadrante per noi è positivo”.

Ci può spiegare cosa sta accadendo attorno al Ponte di Traiano?
“Quando è stata fatta la precedente delibera, il Ponte dei Congressi non era stato finanziato, quindi, per raggiungere l’equilibrio dell’interesse pubblico, era stato necessario garantire un’accessibilità all’area e quindi realizzare un ponte. Quando noi abbiamo preso in mano il progetto, non abbiamo fatto altro che lavorare sul solco di quella delibera, perché altrimenti avremmo dovuto ricominciare la procedura e avevamo sul tavolo degli elementi nuovi che aggravavano la situazione: il vincolo idrogeologico e tutta un’altra serie di cose. Avevamo anche degli elementi che, invece, la alleggerivano. Non approfittare dell’alleggerimento non avrebbe rispettato l’interesse pubblico. Ci dobbiamo ricordare che dare diritti edificatori ai privati è a carico dei cittadini. La possibilità di conferire diritti edificatori è facoltà delle amministrazioni. L’idea del costo zero è sbagliata, quella roba costava un intervento che appesantiva quel quadrante. Noi riteniamo che, all’interno di quella situazione, il Ponte dei Congressi svolgeva la funzione di alleggerimento del traffico ed abbiamo deciso di ridurre le cubature e dare meno diritti edificatori, per avere un equilibrio, che la stessa legge sugli stadi richiede, cioè che vengano fatti quei pochi interventi che permettano di mantenere l’equilibrio economico finanziario. Riteniamo di aver rimesso in equilibrio questa anomalia”.

Se durante gli scavi si dovesse trovare un reparto archeologico, che cosa succederà?
“Questa volta la risposta è seria, non lo so (ride, ndr)”.

Secondo lei qual è l’eredità del Novecento?
“Secondo me l’eredità del Novecento è la particolarità della modernità italiana. Cioè l’apporto che l’Italia ha saputo dare al momento della modernità nel trovare una propria strada nella relazione con il proprio passato o con la storia, ma non con il passato della retorica. Scusate ma lo dico subito perché altrimenti nasce il problema della retorica nel ventennio. Con il passato nel senso con il paesaggio, con alcuni archetipi o con alcune modalità di relazionarsi con il territorio, che in alcuni posti in Europa non erano il linguaggio della modernità. Io penso ad architetti come Alberto Libera, come lo stesso Giuseppe Terragni, che è sempre stato celebrato per la perfezione della sua modernità. C’è chi lo ha riletto, penso a Franco Purini, che ci ha sempre spiegato come la casa del fascino di Covre in realtà fosse la rilettura della griglia della città romana riportata su un prospetto di un’opera moderna appunto”.

Se dovesse scegliere uno dei cinque periodi del Novecento lei, a livello architettonico, quale sceglierebbe?
“Se parliamo dell’Italia devo dire che non mi è mai piaciuto l’idea delle correnti o della divisione in periodi. Ho sempre visto la storia come un sistema che va sincronicamente a prendersi dei pezzi che preferisce e li rimette insieme in un altro calderone. Quindi non saprei dire un momento particolare. Anzi per me proprio il rapporto con la storia sta nella possibilità di mettere un edificio del 1920 insieme ad uno del 1350. Cioè di poter mettere il Rinascimento Fiorentino con la capacità di ridurre la superficie e la grafica con Giuseppe Vaccaro e quindi con Venturi. Mi interessa questa capacità di saper leggere attraverso la storia, senza mai chiuderla che è uno dei rischi di chi ha sempre opposto il futurismo al razionalismo. L’errore è stato quello di chiudersi in una interpretazione ideologica e politica. È chiaro che il futurismo ha una sua cifra stilistica, è un suo problema estetico anche se ha altri tipi di architettura. Mi piace pensare però che la bottiglia di Boccioni sia un oggetto che ha influenzato tante architetture. Penso anche a Frangheri. Credo che tutta vada letto in questa chiave”.

Lei è romano. C’è un edificio o un monumento di Roma che le piace in maniera particolare?
“Allora come monumento, prendendo la definizione così prendo tempo (ride, ndr), secondo me dobbiamo escludere gli edifici, perché in quel caso allora potremmo estenderlo anche a problemi urbani come una strada o ad un intervento, prima di diventare assessore mi ero messo a studiare tutto il problema legato a via Giulia come è nata nel rapporto tra politica e realizzazione urbana. Però se dovessi pensare ad un monumento come luogo che mi piace particolarmente, nel termine più tradizionale del termine, è Piazza del Quirinale e quindi la Fontana dei Dioscuri”.

Fonte: Pagineromaniste.com

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11 Commenti

  1. Tecnicamente, dopo l’approvazione dalla conferenza dei servizi di martedì quali altri ostacoli o bastoni tra le ruote possono esserci? Esclusi i reperti archeologici, parlo di burocrazia o ricorsi

    • molti purtroppo.
      Non riguardano più il progetto, lo stadio si farà ma i tempi di esecuzione.
      ci saranno delle gare per appaltare i lavori pubblici (finanziati dai privati) …. questo sarà il prossimo campo di battaglia.

  2. Nella seconda metà del II sec. d. C. Marco Ulpio Traiano fece costruire un maestoso ponte sul Danubio, su cui passarono le sue legioni dirette in Dacia, l’odierna Romania. Non dovette aspettare alcuna Conferenza dei servizi, e neanche i pareri condivisi di chicchessia. Lo fece e basta.
    Sulla riva serba del fiume è ancora visibile la celebre Tabula Traiana, scolpita nella roccia, a perenne ricordo di un’epopea, quella romana, gloriosa e irripetibile (forse la più grande avventura della storia dell’umanità), al cui confronto le vicende attuali, condite da miseri personaggi, appaiono come una triste riunione condominiale con all’ordine del giorno il licenziamento del portiere.

  3. Rettifico “agli inizi del II sec. d.C.” (la Dacia fu conquistata nel 106), la memoria ormai gioca dei brutti scherzi.
    Trovo molto suggestivo e estremamente evocativo il fatto che il ponte per lo Stadio sarà intitolato a quel grande imperatore, a ricordo del grande coraggio che animava i Romani (il ponte sul Danubio fu opera immensa).

    • e’il brutto dei Social:
      c’e’sempre la possibilità che un’uomo di alto livello come Amedeo possa ritrovarsi qualche Zecca Marionica aggrappata ai @@

      la Vetta e la fogna

  4. Caro Amedeo sono in parte d’accordo con te nel narrare la storia che ci appartiene ma ciò non significa che ci appartiene di diritto ,l’importante e’che si faccia questo fottut@ stadio per l’interesse in primis della as roma ma soprattutto per sbloccare progetti a livello nazionale ..

    Ne va del futuro dei nostri figli e delle nostre gioie .
    SCUSA SE MI SONO PERMESSO .

  5. dallle recenti scoperte archeologiche si parla d’insediamenti romani anche oltre i confini dell’impero allora conosciuti ,addirittura in cina regione nord si parla di resti di forticazione romane venute a contatto con gli abitanti del luogo per motivi commerciali , le mappe geografiche di allora sembra che oltre ai fenici , ai greci e agli egiziani anche i romani ne fossero in dotazione grazie ai popoli che avevano assoggettati avevano un nutrito scambio d’informatori di tutti i popoli ,pensare che allora non c’era internet non tutto è bianco o nero , ma cisono le zone intermedie di vari colori e grazioni per arrivare all’uno o all’altro colore presi come estremi a volte si passano tutti i colori compreso il grigio

    • Buongiorno nessuno, è una forte emozione trovare resti di opere romane a migliaia di distanza da casa. La Tabula Traiana l’ho vista personalmente da una chiatta diretta alle Porte di Ferro, che sono uno spettacolo della natura, assolutamente da vedere.
      Che i romani abbiano raggiunto anche la Cina è ormai accertato da fonti storiche e studi antropologici su diverse popolazioni, i cui membri che sembrano discendere dalla ormai famosa “Legione perduta” di Crasso.
      Altre teorie, basate sul ritrovamento di monete raffiguranti frutti esotici extra mediterranei, parlano di marinai e esploratori romani che hanno raggiunto addirittura le coste americane, ben prima dei vichinghi.

  6. Egregio Sig. Montuori non dici la verità (e non mi stupisco) il finanziamento del Ponte dei Congressi è già in essere da due anni su iniziativa di Marino e previsto nella “Legge di stabilità 2015”. Quello che manca è l’approvazione della rielaborazione del relativo progetto che, opera del grande Berdini al vostro servizio, è stato strabocciato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici e altri Enti interessati nel febbraio scorso. Se non mi credete smentitemi invece di spolliciare a minch..a di segugio, con tutto il rispetto. Se poi avete notizie più fresche sarò felice di leggerle e di fare ammenda. Non mi interessa avere ragione, mi interessa molto, molto di più che si realizzi lo Stadio.

  7. Avevo letto della bocciatura sul progetto del Ponte dei Congressi, quando, poi, le procedure sono snelle e rapide, i progetti anche più moderni diventano superati. Ora non sono informata, ma il Ponte di Traiano verrebbe finanziato dallo Stato al posto del superato Ponte dei Congressi? Il progetto del Ponte di Traiano è bello e pronto e, mi sento di dire che, un progetto fatto da privati è sicuramente più affidabile di uno fatto prevedendo fondi pubblici, il privato, che, inizialmente,doveva provvedere all’opera ha tutto l’interesse ad avere la massima resa con il minor esborso e senza sprechi al livello economico.

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