NOTIZIE AS ROMA – Festeggiare due volte un gol decisivo a pochi secondi dalla fine non è raddoppiare la gioia, ma storpiarla di brutto. Imperversa il sadismo da Var. Ha ucciso il calcio qui e ora in nome del calcio qui e altrove. Di tutto quel bailamme che ha intorcinato stomaci, teste e muscoli cardiaci mi prendo il fotogramma del gol. L’attimo prima. Da sinistra a destra: Dzeko, Manolas, Fazio, Strootman, dietro Perotti. Guardateli: sono lo tsunami che si abbatte sul fortino.
Lo stessa onda barbarica, lo stesso mucchio, lo stesso calciatore moltiplicato nei chili e nella rabbia, nei muscoli e nelle gole. Un «basta!» sinfonico a stracciare la tela ammorbante del Cragno. Immagine che potrebbe diventare un giorno manifesto. O, forse no. Ma, intanto, la foto è la prova, lo spirito è quello giusto. Tutto si giocherà sulle lune del più amletico romanista di sempre: Edin Dzeko. Non sapendo mai se sarà il Predatore o l’Attonito.
(Corriere della Sera, G. Dotto)


Foto suggestiva e emblematica:
quest’immagine racchiude tutta la feroce volontà che anima la Roma attuale. Più che da un’orda barbarica il povero Scragno sembra travolto dal Mucchio Selvaggio guidato dal Comandante Fazio (un omaggio al grande Sam Peckinpah ci vuole).
Parlare di orda barbarica riferendosi a un attacco di ROMA verso i nemici è quantomeno inappropriato! Casomai si dica legione! Ma dal presuntuoso benché frustrato dotto che ci si vuole aspettare…
Guardando le riprese (dall’altro lato rispetto a questa foto) avevo notato anche io il muro giallorosso.
Mi era sembrato strano che nessuno rimarcasse il branco di lupi.
Onda barbarica, mucchio selvaggio o, più appropriatamente, muro di legionari, quella descritta e fotografata è davvero una bella immagine: determinazione, unità e voglia di lottare e di incidere.
Sul gol in genio è Manolas che sposta il difensore rossoblu per mantenere tutti in gioco. Grandi
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.