NOTIZIE AS ROMA – Ancora un passo, importante nonostante sia un atto dovuto, verso l’avvio dei cantieri per la costruzione dello Stadio della Roma di Tor di Valle. Dopo il via libera della Conferenza dei Servizi arrivato martedì 5 dicembre, era necessario che venisse stilato il verbale finale della Conferenza. Ben cinque funzionari della Regione Lazio sono stati impiegati per sbobinare le registrazioni delle tre sedute fiume e redigere il verbale. Verbale che, ieri mattina, è stato chiuso e firmato dagli emissari della Eurnova, la società del costruttore Luca Parnasi partner tecnico della Roma nel progetto di costruzione dello Stadio. A questo punto, la Regione deve trasmettere il testo del verbale al sindaco Virginia Raggi alla quale, secondo le ultime modifiche normative, spetta il compito di portare questo testo, che assume il valore di variante urbanistica, all’approvazione dell’Assemblea capitolina «nella prima seduta utile». Il Consiglio comunale attualmente è impegnato nella discussione del bilancio pluriennale di previsione e, fino al voto finale, non si potrà discutere di altro.
Tempi brevi, però, visto che la votazione finale sul bilancio è prevista prima di Capodanno. Quindi, con la ripresa dei la vori dell’Aula subito dopo la Befana, sarà possibile per la Conferenza dei capigruppo mettere in calendario la discussione sulla variante urbanistica per lo Stadio. Un atto dovuto, questo, che, in Aula, non dovrebbe riservare sorprese, neanche dall’ala dei duri e puri pentastellati. Dopo il voto in Aula, la procedura ordinaria prevede un termine di 30 giorni di pubblicazione all’albo pretorio più altri 30 a disposizione di cittadini, associazioni, comitati, per presentare osservazioni alla variante. Trascorsi questi 60 giorni (che potrebbero essere dimezzati in caso di adozione con iter semplificato) i tecnici del Dipartimento Urbanistica del Campidoglio dovranno predisporre le risposte alle osservazioni presentate: di accoglimento o di respingimento motivato che saranno, poi, adottate dalla Giunta capitolina. Si torna in Regione con la Giunta che chiude il cerchio della variante con la ratifica finale. Parallelamente all’iter della variante, dovrà essere predisposto (e poi votato dal Consiglio comunale) anche il testo della Convenzione urbanistica – il contratto che regolerà i rapporti fra i proponenti privati e il Campidoglio e che conterrà anche la calendarizzazione degli interventi. Completati questi passaggi, si potrà partire con i primi cantieri.
(Il Tempo, F. Magliaro)


Sicuro che ci saranno obiezioni alla variante urbanistica da parte di Italia Nostra e Comitati Vari in cerca del quarto d’ora di celebrità sui giornali, con un solo scopo: allungare i tempi di approvazione da parte del Comune. Lo scopo? Così,per ripicca, per invidia, come nei giochi tra ragazzini: Ma quelli piccoli piccoli,però..
Quanti ca@@i…..
E altro pprrrrrrrrrrŕrrrrrrrrrrrrrr oer mattioli, de coccio e caltagirone…..daje Roma daje
Quanta burocrazia in questo paese di banane, dalla regione al comune, dal comune alla regione, poi va alle belle arti, ritorna alla regione, poi lo esamina lo stato, poi torna al comune, poi ai WWF, poi ai codacons, poi al sindacato, poi alla provincia, se tutto ok si rifà il giro, ma se non si unge la ruota si ferma tutto. Chi ci ha portato questa burocrazia? Chi vuole la fiducia per cambiare l’Italia.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.