Fair play finanziario, obbligatori i bilanci on line

5
616

AS ROMA NEWS – Stretta dell’Uefa sui bilanci dei club europei, con un’importante novità in vista: dalla prossima stagione ogni società dovrà pubblicare obbligatoriamente il proprio bilancio sul web, con tanto di rapporto dei revisori dei conti. Sarà la principale novità del cosiddetto Fair Play Finanziario 2, l’aggiornamento per il triennio 2018-21. La discussione, tra l’Uefa e le associazioni di leghe, club e giocatori, è ancora in corso ed è stata approfondita in un workshop a Roma. Ma a maggio le linee guida dovrebbero diventare norme, in vigore già per la prossima stagione. Il settlement agreement del Milan, il patteggiamento per le sanzioni sportive dopo il fallimento del voluntary nel dicembre scorso, verrà deciso prima del FFP2, secondo le regole attuali e dopo la verifica sul rifinanziamento del debito di 303 milioni col fondo statunitense Elliott. Agli occhi di Nyon il FFP1 ha dato ottimi risultati nel riequilibrio tra entrate e uscite. L’impianto generale sarà dunque confermato, ma lo integreranno ulteriori regole per la trasparenza. Insieme all’obiettivo del competitive balance, l’equilibrio competitivo tra le 12 big e le altre squadre, sotto la presidenza di Ceferin l’Uefa persegue infatti la massima trasparenza nei conti.

Si profila, oltre alla suddetta pubblicazione dei bilanci, l’obbligo per tutti i club di rendere note le commissioni pagate agli agenti e di armonizzare la redazione dei bilanci a livello europeo e nazionale, evitando disparità nella contabilizzazione di diritti tv e mercato. Oggi numerosi club li contabilizzano su base pluriennale e non stagionale. Lo sbilancio eccessivo in una sessione di mercato potrà essere monitorato con più elementi di giudizio e farà suonare l’allarme: potranno essere anticipati i controlli e richiesti alle società i budget annuali. La stretta dell’Uefa e quella della Fifa sul monopolio dei grandi procuratori non sono tuttavia le uniche novità in materia di finanza applicata al calcio. Ce n’è una rilevante di natura politica. Il Consiglio d’Europa ha approvato mercoledì scorso un documento, votato a larghissima maggioranza dall’assemblea parlamentare, in cui invita l’Unione Europea a creare un osservatorio indipendente sul governo del calcio, incaricato in particolare di vigilare sulle storture del mercato: stipendi fuori controllo e transazioni per somme abnormi. Il caso Neymar, col passaggio del brasiliano dal Psg al Barcellona per 220 milioni di euro, ha dunque innescato il dibattito anche a Strasburgo. «Troppo denaro nuoce al calcio e lo uccide: bisogna evitare che si autodistrugga», ha concluso la parlamentare lussemburghese Anne Brasseur.

(La Repubblica, E. Currò)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteDzeko, telenovela con il Chelsea. Domani gioca, poi (forse) si chiude
Articolo successivoPerotti spera, De Rossi quasi fuori

5 Commenti

  1. La Fifa, l’Uefa e persino il Consiglio Europeo stanno provando a portare un po’ di regole etiche e di trasparenza nel mondo del calcio.
    Vediamo se la Figc ravviserà le stesse necessità di pulizia…

  2. il danno non e’ il vendere i giocatori (tutti lo fanno anche i top club vedi juve, atletico madrid, liverpool), ma vendere male e comprare peggio.
    es. il liverpool ha venduto coutinho 160 mentre noi gli abbiamo regalato salah (in premier ha fatto il doppio dei gol e assist di coutinho) per 42.
    o peggio sono stati spesi soldi per giocatori inutili e che non valevano neanche la meta’ di quello che sono stati pagati.

  3. Il FFP è di chiara matrice “culturale” Franco-italiana e queste nuove misure ne delineano sempre meglio i connotati. Andando di questo passo, si creerà una forbice sempre maggiore tra le inglesi e le altre, eccezion fatta per Real, Barca e PSG. E’ assolutamente giusto controllare le spese per salvaguardare la vita dei club, ma, se da una parte posso trovar accettabile che resti fuori dalle possibilità per il rafforzamento il classico finanziamento soci, dall’altra trovo assurdo che venga proibita ad una proprietà la possibilità di poter rafforzare a livello tecnico la società (squadra) attraverso gli aumenti di capitale, che sono cosa ben diversa. È veramente incredibile non dare la possibilità ad una proprietà di poter investire i propri denari per poter accrescere il suo brand!…

  4. Come al solito dici un mucchio di sciocchezze. Il FPF nasce per cercare di livellare le società verso un parametro sportivo e non finanziario. Concedendo la possibilità di fare aumenti di capitale questo presupposto svanisce. Si può contestare la cattiva articolazione delle regole e magari proporne altre più rigide ma il principio va salvaguardato.

  5. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome