Cengiz, il piccolo turco che non parla ma si fa capire

6
528

NOTIZIE AS ROMA – Finalmente il turchetto. E con il gol più veloce che si è visto, in giallorosso, dal 2012. Erede, pensate un po’, di Totti, anche questo un bel segnale per la nuova avventura di Under. Che, alla presenza numero 15 in serie A (sono 16 con la Roma, contando anche quella in Coppa Italia), ha usato il sinistro nel modo giusto e ha fatto centro. La sua ultima rete il 13 novembre con la maglia della Turchia nell’amichevole persa 3 a 2 contro l’Albania. Nel suo campionato, invece, il 30 aprile 2017: doppietta con il Basaksehir e successo 3 a 1 contro il Besiktas. L’11 giugno mise la firma pure nelle qualificazioni mondiale: 1 gol nella vittoria per 4 a 1 in Kosovo.

IN RAMPA DI LANCIOMonchi ci punta e non solo perché ha speso 13,4 milioni (con i bonus possono diventare 15). E, non a parole, anche Di Francesco. Che lo chiama affettuosamente Gengio. E che gli ha concesso, al Bentegodi, il 3° match di fila da titolare: a Marassi e all’Olimpico contro la Sampdoria, prima di quest’ultimo contro il Verona. Adesso è davanti a Schick che, tra l’altro, si è nuovamente fermato, a Defrel, chiamato a Trigoria per fare il vice Dzeko, e anche a Perotti che, almeno ultimamente, si gioco il posto con El Shaarawy. Si trova a suo agio sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1. E, all’occorrenza, sa recitare pure da trequartista. Lo ha fatto, in corsa, già in altre gare ed è successo pure dopo il gol a Nicolas: nel primo tempo si è scambiato spesso la posizione con Nainggolan.

FIRMA ANNUNCIATA – «Vorrei dare anch’io il mio contributo in un risultato positivo della Roma». Under si è presentato, insomma, con il gol in canna prima della partita. Dopo è raggiante: «Sognavo da tanto tempo questa prima rete italiana. E tutta la settimana ho lavorato duro con i compagni per sbloccarmi. Sono proprio felice di essere stato ripagato per il mio impegno quotidiano. E di aver fatto ritrovare il successo alla Roma. Di essere stato desivo contro il Verona». Cengiz avverte: «Come state vedendo, è un altro Under dopo la sosta. Mi chiedevano anche per strada il gol e io rispondevo che era vicino. Ma devo ringraziare Di Francesco, per la pazienza e la fiducia». Adesso, festeggiato il 1° gol sotto il settore dei tifosi romanisti, punta al nuovo step. Il suo obiettivo è imparare alla perfezione la nostra lingua: «Ci vorrà tempo per parlare meglio, ma adesso mi riesco a esprimere e comunque capisco: questo mi aiuta nel rapporto con i compagni di squadra. E anche con la città. Mi sento meglio, sempre più a mio agio. I primi tre mesi sono stati difficili. Ora, però, riesco a seguire le indicazioni dell’allenatore e ad accontentarlo nelle sue richieste. Sicuramente i miglioramenti tattici sono importanti per me. E sto iniziando a capire il calcio italiano che è molto duro. Uso la mia velocità per provare ad anticipare sempre gli avversari».

IMPOTENZA OFFENSIVA Under (13° marcatore stagionale) basta per i 3 punti, ma non per cambiare il trend giallorosso: la Roma, dal 1° dicembre scorso (3 a 1 all’Olimpico contro la Spal), non riesce a segnare più di 1 gol, in 9 gare di campionato solo 6 i gol segnati. Media, in questi 65 giorni, di 1 rete ogni 142,5 minuti. Peggio di così solo 24 anni fa (stagione 1993-1994), con Mazzone in panchina. Il mal di gol durò dal 19 dicembre fino al 20 marzo, con ben 13 partite in cui i giallorossi non furono capaci di realizzare più di 1 rete. In quei 91 giorni furono conquistati appena 9 punti in 13 match. Nessuna vittoria, 4 sconfitte e 9 pareggi. E a fine anno fu 7° posto.

(Il Messaggero, U. Trani)

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime notizie della Roma sul tuo cellulare? Iscriviti subito al canale Whatsapp di Giallorossi.net!
Articolo precedenteRoma, cambio di velocità
Articolo successivoL’urlo dei lupi per uscire dal tunnel

6 Commenti

  1. Può essere davvero lui l’erede di Salah, quando parte con la palla al piede diventa un treno, oltretutto ha un bel tiro, deve imparare a rimanere lucido perché tende a fare azioni in solitaria

  2. Cencio non una parola ma una parolaccia a tutti i detrattori che l’avevano condannato è definito pippa Daje Cencio daje che sei fortissimo

  3. A parte il gol è scomparso tutta la partita, ha un’autonomia di 45-50 minuti poi basta. Era buono come sostituto di un Top di reparto ad esempio Mahrez ! Ma monchi è tardo a capillo

  4. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci qui il tuo commento
Inserisci qui il tuon nome