Le fake news di Berdini sullo stadio della Roma. Ecco il fact checking de “Il Tempo”

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AS ROMA NEWS – Non bastasse il libro da poco pubblicato, l’ex assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi, Paolo Berdini, torna a parlare del progetto Stadio della Roma di Tor di Valle. In questo caso, dai microfoni di Centro Suono Sport.

Queste le sue parole:

Perché l’area Tor di Valle per il M5S prima non andava bene e ora invece è idonea? Lei è contro lo stadio della Roma?

“L’amministratore pubblico applica le leggi dello Stato. Io non sono contrario alla costruzione dello stadio, e negli incontri con la Roma ho proposto altri siti perché quell’area era sbagliata. La risposta è stata sconcertante, perché mi dissero che quell’area era stata validata dal Comune”.

FACT CHECKING: Quindi, Berdini prima parla dell’applicazione delle leggi dello Stato, poi dichiara candidamente di ignorarle: quando propone una localizzazione alternativa, o ignora o finge di ignorare che la legge 147/2013 (“legge Stadi”) assegna al privato l’incombenza di scegliere l’area dove realizzare l’intervento. E al Comune di assentire o dissentire. Cosa ci sia di “sconcertante” nel fatto che il Comune aveva dato il suo OK con la Delibera Marino, Berdini dovrebbe chiarirlo meglio.

Quella delibera diceva che almeno il 50% degli utenti dovevano essere serviti dei servizi di trasporto, ma lo sfioccamento della metropolitana era impossibile.

“Io da tifoso della Roma voglio lo stadio, ma in altri luoghi come hanno fatto la Juventus e l’Udinese. Tor di Valle è il deserto, se invece lo stadio venisse fatto verso Tor Vergata o la Romanina, i cittadini potrebbero beneficiare delle strutture del progetto. Io sono stato messo nella condizione di non poter manovrare”.

FACT CHECKING: Tralasciando precedenti incarichi di Berdini proprio con società costruttrici operanti in quella zona, e l’ostinazione sulle aree alternative il parallelo con la Juventus è fuorviante. I bianconeri hanno ottenuto dal Comune di Torino, a un prezzo decisamente non proprio esoso, il terreno dello Stadio e dove, proprio in questi mesi, stanno in trattative per costruire un allargamento del tutto in modo analogo a quanto proposto dalla Roma.

Si farà lo stadio?

“Mi auguro che non venga costruito. Nel progetto che io ho avuto l’onere e il piacere di visionare c’era all’interno del pacchetto delle opere una spesa a carico nostro di 7 milioni di euro per le pompe idrovore. Quando piove l’area di Tor di Valle si riempie perché è un bacino: è normale costruire su quel terreno? Io mi auguro che non venga scelta questa area scellerata che mettere a rischio l’incolumità dei cittadini”.

FACT CHECKING: La storia delle pompe idrovore è un’altra “perla” visto che rientrano nell’elenco delle opere a standard. Vale a dire quelle che qualunque costruttore è obbligato a fare per legge, in modo analogo a parcheggi, verde, fogne, illuminazione. Quindi il Comune non paga assolutamente nulla. Era così con la versione Marino del progetto ed è ancora così con la versione Raggi. Per di più, Tor di Valle non si è mai allagata: non c’è traccia, ad esempio, di una sola corsa di cavalli sospesa o rinviata per impraticabilità della pista. Torri dell’Eur, Città dei Giovani, Mercati Generali, Stadio, Fiera di Roma, Caserme di Guido Reni, Uci Cinema Fermi, l’elenco dei progetti toccati da Berdini è infinito. Come infiniti rischiano di essere i miliardi di euro che potrebbero abbattersi sulle casse del Campidoglio per i vari ricorsi, alcuni dei quali già in stato assai avanzato. Chiedere a Montuori e all’avvocatura capitolina per chiarimenti e delucidazioni.

La figura di Lanzalone?

“L’avvocato Lanzalone – consulente per l’amministrazione – ha chiuso la trattativa con la Roma alle mie spalle, convincendo il Movimento che era contro lo stadio. Per questo ho lasciato l’amministrazione Raggi, perché mi avevano messo da parte. Non capisco come abbiano cambiato idea nel giro di nove mesi. Noi stiamo costruendo un quartiere in una zona dove non c’è interesse pubblico a fare il ponte non inserito nel progetto”.

FACT CHECKING: No, lui ha lasciato l’Amministrazione Comunale perché il sindaco, Virginia Raggi, in un sussulto d’orgoglio l’ha cacciato dopo l’intervista rilasciata al collega de La Stampa, Federico Capurso. Uno scandalo che Berdini ha tentato in ogni modo di negare, arrivando ad accusare il collega pur di salvarsi.

Il ponte dei Congressi?

“È un’opera fondamentale dal mio punto di vista. Mi sono attivato per sbloccarlo. Per salvare l’abusivismo, lo sfiocchiamo facendo un grande anello. Centoquaranta milioni nostri per costruire questo ponte”.

FACT CHECKING: Il ponte dei Congressi è stato sbloccato da Renzi con lo Sblocca Italia. Era la fine del 2015. Berdini all’epoca faceva altro. Ed è un’opera inutile, nata vecchia come pensiero (risale all’inizio degli anni 2000) che non risolverà il nodo traffico di quel quadrante – forse potrà a mala pena alleggerirlo – e che manca della progettazione e del finanziamento relativo alla viabilità accessoria.  E che non servirà allo Stadio, visto che all’uscita il Ponte dei Congressi sarà contro mano.

Il ponte di Traiano?

“Vedremo se il ponte non serve. La Roma dovrà dire agli organi dello Stato che non servirà e che verrà garantita comunque l’incolumità dei tifosi e dei cittadini”.

FACT CHECKING: Veramente è il Comune che deve dirlo, non la Roma. L’”osservazione B7” del verbale finale della Conferenza dei Servizi pone in capo al Comune la scelta se fare il ponte di Traiano oppure no. In questo caso, però, il Campidoglio dovrà garantire che gli effetti che il Ponte avrebbe sortito, siano garantiti da altri interventi. Che il Campidoglio non sa quali possono essere e che, quindi, stanno bloccando – con la motivazione (fondata) della mancanza di un impegno inderogabile del Governo a finanziare l’opera – il processo di adozione della variante urbanistica.

(Iltempo.it – F. Magliaro)

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17 Commenti

  1. Tagliamo corto:
    A Roma c’e’una trasversalita’di gente che non vuole lo Stadio.

    questa trasversalita’e’composta da Editori immobiliaristi, sedicenti opinionisti radio, Comitati Per la Salvaguardia della Beccaccia Merdolina,Capibastone da’a Gurva Sudde e le Quaglie de Formello.
    I meno peggio di questa moltitudine sono le Quaglie.

    E’quella la pancia.

    Tutte le fregnacce seriali “qua nun se vince gnente” “Campioni de plusvalenze” “volemo un presidente presente” “Bardissoni lecchino” sono cacchetta decorativa che va a coadiuvare il vero oggetto del contendere
    LO STADIO DI PROPRIETA’.

    • Centrato in pieno, Step. Si riempiono tutti la bocca dicendosi “tifosi”, poi scopri che gli ultras sono in menopausa e odiano Pallotta, uno non può vedere Baldissoni, quell’altro il magazziniere di Trigoria, Radiolone piange il cesto di un tempo che fu, uno è geloso di chi sta a Roma radio, un altro urla “c’è solo l’AS Roma” (direttamente dal pianerottolo di casa sua), Totti ha stufato, Derossi
      pure, Florenzi che te lo dico a fa’, “via i romani da Roma”, Spalletti è un falsone, Gandini e Fassone, il Fumante e la stecca, Difra e Alex Zecca, il Monco, il Guercio, Cencio e lo Stracciarolo, gli ammerecani, i bostoniani, i virginiani, i berdiniani, e lo stemma così, e la data colà, la majetta è poco rossa, troppo gialla, quasi fucsia, lo Stadio, le torri, i cavalli, i pedoni….

    • divano, la tastiera, la pastiera, la dentiera, il tesserino del nonno, la patente del tifoso, il tifoso 129.0, se tifi Roma sei amico di Pallotta, anzi ..sei tu Pallotta, lo stadio è dello zio di Bruno Conti, la semestrale, il maestrale, la diagonale, la partita si vede male, seguiamo il modello Juve, i cinesi, i turchi, i curdi, i kazaki, i kazzari, Radio Passo Corese, Passoscuro, passo dopo, i parcheggi lontani, le barriere, le muraglie cinesi, i mandarini, le banane, il Fruttarolo e lo sponsor, la plusvalenza e il mal di panza, la scissione, la cessione, Scik, Chic, Shreck, “il tempo è galantuomo”, il Messaggero pure, la banca, la panca, la clausola, Salah, la sòla, la hola, la bola, “non sarai mai sola”, la radio bulgara e la topa russa.

  2. “Tralasciando precedenti incarichi di Berdini proprio con società costruttrici operanti in quella zona (Tor Vergata/Romanina)….”
    Indovinate un po’ de chi erano i terreni e le società in questione ? Ecco bravi. E meno male che questo era uno contro i poteri forti, la cementificazione e TUTTI i “palazzinari” che, a suo dire, avevano distrutto sta città. Tutti meno quelli che iniziano co la C e…..finiscono co la E.
    Ciao Berdi’ e vattelapijandercuxo

  3. A caz….ro sin giù dalla Calabria che volevi che lo stadio si facesse in zone in cui tu potessi sguazzare sono giochetti vecchi questi bardino

  4. Se capisco ancora l’italiano c’è una cosa che mi preoccupa un po’ in quello che dice Magliaro e cioè che senza l’impegno del Governo per la costruzione del ponte di Traiano il Comune non adotta la variante urbanistica. Capisco bene? e se la risposta è si questo vuol dire che rimane tutto bloccato sine die!!!! a meno che il PD prima di andare a casa non faccia il colpo gobbo e stanzi i soldi per la sua costruzione……………ma ci credo veramente poco!!!

  5. Olalaheiiii olalaheiiii lalalalalala LA TIROLESE DEI SETTE NANI. .BERDINI TE LA CONSIGLIO..Berdi’vediti BIANCANEVE E I SETTE NANI, fatti una maratona LUPIN…se non ti piacciono i cartoni vediti un film porno con Eva Henger. Fatti una risata con le comiche dei Fratelli MARX oppure le barzellette dei MUDU..levati dai cugl…i

  6. caro Magliaro il ponte dei congressi contromano non si può sentire.
    le uscite dalla stadio saranno a sud sulla via del mare (direzione ostia,gra est ed ovest, mentre a nord l’uscita sarà sulla ostiense con la possibilità di utilizzare la rampa per il ponte dei congressi .

  7. Secondo lui il progetto Ponte dei Congressi è inutile; cioè chi arriva da Fiumicino, si deve fare tre ore di fila sul G.R.A o sul viadotto della Magliana (che sembrerebbe a rischio crollo), come benvenuto nella città di Roma. Poi dice che non servirà lo stadio perché in uscita è contromano. Quindi servirà in entrata allo stadio; cioè chi viene dalla città. Chi in uscita andrà in direzione Fiumicino, (presumo la squadra avversaria e quelli che abitano a focene) lo farà tramite G.R.A in 5 min. Sul ponte di Traiano il comune già si è espresso.

  8. Berdini dice che se si faceva da naltra parte era meglio perché in quella zona non c’è nulla. Sarebbe stato meglio (dato che i proponenti investono nel territorio) farlo a beneficio di molti.
    Purtroppo l’unica cosa che non si poteva cambiare era la collocazione se non ricominciando l’iter da zero.
    E questo non si è voluto fare.
    Più o meno giustamente.

    • Premesso che se la Roma decideva di fare lo stadio a Fiumicino probabilmente già ci giocava da un anno, se devi attrarre capitali con un investimento immobiliare, cerchi di farlo laddove l’investimento abbia un senso e probabilmente, fra le varie location individuate, comunque sottoposte al vaglio dell’amministrazione comunale, tor di valle era la migliore sotto questo punto di vista.
      Ovviamente non sarà stato un caso, nella formazione della partnrrship con Parnasi, il fatto che parte del terreno fosse di proprietà e quindi potesse essere considerato come conferimento.

      Il punto è questo: c’è chi chiama le cose “investimento” chi “speculazione”, ma sempre di tirare fuori soldi e fare in modo che ci sia un guadagno si tratta.
      Il resto è conseguente.

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