NOTIZIE AS ROMA – «Testa, equilibrio ed esperienza. Per passare il turno martedì servirà questo». il percorso l’ha indicato Kostas Manolas, subito dopo la vittoria con il Torino. Ed è una miscela giusta, dove a fare la differenza sarà soprattutto l’esperienza. Perché quella serve per gestire ogni situazione che scotta, in una gara che per la Roma avrà un peso di almeno 15 milioni di euro (6,5 di bonus per l’accesso ai quarti, 3,5 di potenziale incasso più incremento del market pool e possibili premi sulle due singole gare).
Ma chi è nella Roma che si è già spinto fino ai quarti di Champions? In assoluto solo De Rossi e Kolarov, anche se poi i giocatori con un bagaglio di esperienza internazionale – Champions a parte – sono molti. Chi già sa Daniele De Rossi ai quarti ci è arrivato due volte, anche se è un’esperienza che risale a dieci anni fa, alla prima avventura dello Spalletti giallorosso. E sono le due sfide perse ai quarti contro il Manchester United, in una delle quali De Rossi segnò anche (seppur nel malinconico 7-1 incassato all’Old Trafford). Kolarov, invece, si è spinto anche più in là, fino alle semifinali, seppur una volta sola e comunque con un contributo minimo. È successo nel 2016, quando con il Manchester City eliminò ai quarti il Psg e poi perse con il Real in semifinale. Anche se poi, a conti fatti, nelle quattro gare in questione il serbo giocò la miseria di un minuto. Daniele ed Aleksandar, però, martedì sera potranno indicare la strada da seguire ai compagni di squadra.
L’AMBIZIONE – E gli altri? Nel 2016, quando la Roma uscì agli ottavi con il Real Madrid, in campo c’erano Florenzi, Manolas, Nainggolan, El Shaarawy, Dzeko e Perotti. Tranne Florenzi e Nainggolan, gli altri gli ottavi li avevano già assaporati in passato, esattamente come Fazio quando era al Siviglia. Ma nessuno di loro è mai riuscito ad andare oltre, lì fin dove sono invece arrivati De Rossi e Kolarov. «Sarebbe un sogno stavolta arrivare ai quarti – ha detto ieri lo stesso Perotti – Abbiamo un piccolo svantaggio, ma giochiamo in casa e ci basta un gol per passare il turno. Peccato per la sconfitta in Ucraina, abbiamo giocato molto bene nel primo tempo e potevamo fare più di un gol. Nella ripresa invece siamo calati, loro invece sembravano un’altra squadra. Questa gara con lo Shakhtar definirà il nostro finale di stagione». E anche un bel po’ del futuro.
(Gazzetta dello Sport, A. Pugliese)


Un buon articolo (!), adeguato ad una squadra che ha comunque le sue chances in una sfida di livello rilevante nella massima competizione del Continente. Gli ottavi sono un imbuto nel quale si incontrano le prime 4 o 5 squadre d’Europa (quelle che hanno davvero la chance di vincere) e le successive 30. L’esito del turno definisce (almeno per un anno…) l’Elite Continentale delle prime 8 squadre. Certo, un po’ è fortuna (se ti capita il Real come a noi o al Napoli, sei fritto…) ma visto chi ci è capitato e dove siamo arrivati, tocca a noi adesso liberarci di tutte le paure, le debolezze, le mancanze e i difetti (per chiamare le cose col loro nome) e dare il meglio di noi stessi (loro stessi) in campo… Forza Roma, daje Roma!
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