NOTIZIE AS ROMA – Claudio Fenucci, AD del Bologna prossimo avversario della Roma in Serie A, con un passato da dirigente in giallorosso, ha parlato della sfida in programma sabato alle 12:30, al quotidiano Il Romanista. Ecco le sue parole:
Verdi ha perso un po’ di brillantezza? Forse paga un po’ mentalmente la trattativa col Napoli a gennaio?
“No, non credo. Come sapete è stato uno dei migliori talenti della nostra under 21, poi ha avuto un periodo di appannamento e a Bologna si è rigenerato. La sua scelta di restare da noi è stato anche un riconoscimento al lavoro della società ”.
Piace al Napoli, ma piace sicuramente anche alla Roma…
“Simone ha molti estimatori, ma qualsiasi discorso, per lui come per tutti, va rimandato a giugno”.
Ora per voi non arriva un cliente facile.
“(Sorride). Facile? No, proprio no, è un cliente difficilissimo, ma vorremmo metterli in difficoltà . In questi tre anni ci è mancata solo una soddisfazione: quella di prendere punti nei confronti di una grande, è il momento di farlo”.
Qual è la cosa che la spaventa di più della Roma?
“A me fa impressione la qualità dei loro giocatori, nella formazione base fanno paura. E poi c’è l’organizzazione di gioco di Di Francesco, alla Roma si vede chiaramente la mano di un bravo allenatore. Per lui ho stima vera, lo consigliai io al Lecce, quando già stavo andando alla Roma”.
Che cosa è cambiato per lei da Pallotta a Saputo?
“Le differenze principali sono innanzitutto nel fatturato del club, vogliamo crescere nel tempo. E poi il rapporto con gli azionisti è del tutto differente. Jim era un presidente entusiasta che voleva portare il modello dello sportbusiness americano in Europa, ma si era contornato da molti collaboratori americani che non avevano conoscenza delle problematiche del calcio italiano. Joey Saputo è imprenditore di una famiglia importante canadese che possiede già da vent’anni un club professionistico, ha una capacità di comprensione dei problemi molto più immediata”.
Un bel vantaggio.
“Già . Un numero così alto di collaboratori all’epoca non era giustificato per una proprietà che arrivò in Italia in un settore così complicato, con poca conoscenza del calcio prof, e ha complicato la gestione del club, anche se il rapporto con Jim è rimasto sempre ottimo. E per la Roma avere un azionista di riferimento che guarda con tale sicurezza ad aspetti di crescita strutturale porterà a sicuri risultati”.
Fonte: Il Romanista


Pardòn,Dr. Fenucci,la Roma non è di Di Francesco. Anche Di Francesco,come l’ A.S. Roma, è di Mr. President J.J. Pallotta…
Poi, di tutto il resto che dici,non mi scomodo neanche a leggerlo…
Zenone mente più aperta e capire le parole no? Sei chiuso e ripeti a pappagallo i tuoi concetti(?). Non sei tifoso romanista, ma di te stesso. Forza Roma sempre e, certo, anche forza Pallotta presidente della mia Roma!
Sono stanco dei litigi tra romanisti in realtà ci siamo dimenticati che il nemico è al nord dividere il fronte è uno sbaglio Pallotta come Rossella Sensi sono presidenti discutibili ma i romanisti non dovrebbero dividersi dimentichiamo che c’è una cupola una triade Milan, Juve e Inter che gode nel vedere romanisti divisi tra di loro e romanisti contro napoletani a loro fa buon gioco invece è l’ora dell”unita antinord.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.