Tor di Valle, voto in Aula in piena estate. Nuovo progetto per il Ponte dei Congressi

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NOTIZIE AS ROMA – La variante urbanistica del progetto Tor di Valle arriverà in Assemblea capitolina non prima di luglio-agosto. Come anticipato dal Messaggero, la variante del nuovo stadio, con annesso «Ecomostro» di negozi e uffici, verrà pubblicata entro fine settimana, poi secondo gli uffici dell’Urbanistica comunale dovranno passare tre mesi per rispettare la procedura ordinaria che prevede 30 giorni per la pubblicazione dell’atto, 30 per le osservazioni e 30 per le controdeduzioni.

Il voto in Aula Giulio Cesare, insomma, dovrebbe avvenire in piena estate, se non ci saranno altri intoppi. Questa settimana, intanto, sui banchi del Consiglio comunale approderà la delibera sulla «realizzazione del Ponte dei Congressi, la viabilità accessoria e la sistemazione della banchina del Tevere con l’adeguamento del Ponte della Magliana». Il provvedimento con gli «indirizzi al sindaco in merito alla localizzazione del progetto definitivo» dovrebbe essere discusso tra oggi e giovedì, così almeno prevede l’ordine dei lavori dell’Assemblea.

LE MODIFICHE – Il progetto del Ponte dei Congressi, elaborato dai tecnici comunali insieme a un team di ingegneri della partecipata “Risorse per Roma” guidati da Salvatore Scilio, è stato consegnato pochi giorni fa a Palazzo Senatorio. Ora tornerà al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che dovrà valutare le modifiche richieste agli esperti del Comune ormai più di un anno fa. Resta l’incognita dell’altro ponte, quello di Traiano: nella versione iniziale del progetto Tor di Valle avrebbe dovuto essere finanziato interamente dai privati, invece, dopo il taglio parziale alle cubature commerciali, è rimasto senza coperture economiche, al netto degli annunci.

(Il Messaggero, L. De Cicco)

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6 Commenti

  1. Ma come, De Cicco, nel tuo precedente articolo 4.000 (diconsi 4.000!) documenti erano tutti da rifare, e ora invece si va a votare la variante?
    Buffone!!!!!

  2. In Italia (in occidente) vige una Legge, più importante di buona parte di quelle famose dieci sulle tavole di pietra: quella della inviolabilità sovrana del giornalista di scrivere quello che gli pare e chiamarla libertà di stampa.
    Anche, e soprattutto, mettere le parole al servizio di tesi, evidenziare tutto ciò avvalori tali tesi, sorvolare su quello che invece le confuterebbe.
    In più insinuare, lasciar intendere, introdurre dubbi… sempre in supporto alle proprie tesi.

    Giornalismo “di parte”, schierato, militante.

    Di fronte a ciò, si alzano alte grida di lesa libertà di stampa laddove la “controparte” si difende, quando si ha chiara percezione della malafede. Negando accrediti o le normali facilitazioni nel lavoro.

  3. Osservazioni: al principio era un Ecostronxo. Controdeduduzioni: rimasto stronxo con tanto di Eco! ? De Cicco mente malata in un corpo solido di forma cilindrica ?

  4. Oh meno male, ero seriamente preoccupato, non l’avevo + sentito,
    avevo anche chiamato la questura di Ariccia per smentire tristi ipotesi….
    ‘sto più sereno ora.

  5. Quanto je piaceeeeee….. sta parolaaa… “ECOMOSTRO” ?????uuuuuu che paura De Cí….
    Delle confortevoli e utilissime locande dove intrattenersi con le proprie famiglie, centri di intrattenimento, servizi commerciali, posti di lavoro, un grande parco fluviale… tutte cose che fanno davvero rabbrividire rispetto all’attuale meravigliosa distesa di immondizia, degrado desolazione che andrebbe tutelata.
    Non c’abbiamo capito niente tutti.

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