NOTIZIE AS ROMA – Deve ancora calare l’imbrunire, quando dopo un caldissimo pomeriggio domenicale arriva il fischio finale a Torino. La Roma ha appena colto un successo fondamentale all’esordio, sofferto e goduto alla grande all’ultimo respiro, grazie alla splendida rete di Dzeko. I giocatori esultano in mezzo al campo, in molti cercano l’artefice del gol vittoria, o Kluivert che si è inventato l’azione da cui è scaturito il capolavoro di Edin. Gli occhi sono puntati tutti sul gruppo e su quel settore alle loro spalle che esulta e si colora. Lontano, dall’altro lato del campo, Capitan De Rossi corre incontro a Olsen. Si tuffa con la testa sul petto del gigante svedese e lo stringe a sé, trovando il posto perfetto in cui dimorare in quell’attimo di eterno che è la gioia a tinte gialle e rosse. Ma in realtà è il numero 16 a fungere da casa per chi è appena arrivato e si è trovato a raccogliere l’eredità pesantissima di Alisson. Con tutto il carico che ne consegue. Lo stesso brasiliano era stato avvolto dalle braccia aperte del Capitano soltanto pochi mesi fa.
Anche in quel caso i riflettori erano rivolti altrove, verso il solito Dzeko che aveva appena segnato l’ennesimo gol decisivo nella splendida cavalcata in Champions e convogliava su di sé l’attenzione di tutti. Anche quella sera De Rossi si è rivolto a chi era lontano, a chi della distanza dagli altri ha fatto una scelta, con quel ruolo intrinsecamente solitario. Quell’abbraccio all’Olimpico è stato un anello di congiunzione con il resto del gruppo. L’altro, nell’Olimpico di riserva, lontano seicento chilometri ma in realtà anni luce, ha rappresentato se possibile anche di più. Proprio perché Olsen è il successore di Alisson e se anche godesse di poteri paranormali, avrebbe un varco davanti a sé e tutti in fila ad aspettarlo. Invece lo svedese para normale. Che poi è quello che conta davvero per un portiere. E quando quel tiro scoccato da Baselli a inizio secondo tempo lo ha colto di sorpresa, chiamandolo a un intervento non proprio irreprensibile, il cielo è stato vicinissimo a squarciarsi e il ciglio del burrone si è pericolosamente accostato. Ma Robin non ha fatto una piega e anziché farsi fagocitare dalla paura, si è rialzato e ha ricominciato a parare come se nulla fosse. Tre interventi a respingere altrettanti attacchi granata, contribuendo a tenere in piedi la squadra fino al capolavoro del cigno di Sarajevo.
LO SCUDO – Eppure quella parata con tanto di brivido incorporato rischiava di aprire una breccia difficilmente ricomponibile. Lo hanno intuito anche quelli che seguivano la partita in tv, quando fin dal primo tempo – trascorso tutto sommato senza patemi – i commenti dei telecronisti tendevano al paragone con il predecessore. «Qui Alisson sarebbe uscito», è stato detto su un pallone lanciato verso la linea laterale. Il pregiudizio che lo ha circondato fin dal suo arrivo nella Capitale si è esteso anche al resto d’Italia. Un po’ come era accaduto – ironia della sorte – l’anno prima allo stesso Alisson, ritenuto non all’altezza di Szczesny. Storie di tutti i giorni, da qualche anno a questa parte. Da quando le sentenze sono emesse ancora prima di andare a dibattimento. Con largo anticipo sulla visione delle prove. Perfino l’eroe attuale, il condottiero e risolutore Dzeko, è stato preso di mira in tempi non sospetti. E anche in quell’occasione in sua difesa è intervenuto De Rossi, che non ha avuto remore a rivolgersi polemicamente nei confronti di una parte di tribuna fin troppo critica verso il centravanti. Pasta del Capitano, a fare da scudo ai compagni in difficoltà , o a quelli che hanno già la calamita-calamità delle critiche a prescindere puntata addosso.
In quell’abbraccio di Daniele a Robin c’è tutto il senso del gruppo possibile in questa fase. In ogni fase. Il noi anteposto all’io. L’orgoglio che esce fuori soprattutto nelle avversità . Un’appartenenza talmente intrisa di romanismo, da fargli dire dopo una roboante vittoria contro il Chelsea che «dobbiamo ringraziare di essere romanisti sempre, anche dopo le sconfitte per 7-1». Nel suo abbraccio c’è quello di ogni tifoso che esulta per la vittoria appena raggiunta ed esalta la sacralità della maglia. Conta la Roma, quindi chi indossa i suoi colori. Per semplici quanto banali sillogismi, che però a volte vengono dimenticati: se i giocatori sono sostenuti, tendono a fare bene; se fanno bene loro, ne giova tutta la squadra. È il senso di unità che soltanto chi ha questi colori che gli scorrono nel sangue, riesce a trasmettere. E a far arrivare forte e chiaro. Come un abbraccio.
(Il Romanista, F. Pastore)


Applausi
Finalmente un grande articolo. Che celebra la passione per la maglia, al di là degli errori, delle inadeguatezze umane e tecniche, delle sconfitte. È questo il calcio per cui sogniamo, trepidiamo, ci arrabbiamo ed esultiamo. Passione e amore. Forza Roma. Per sempre
Questo è il tipo di articolo che mi sogno tutti i giorni di trovare.Tifo, speranza e riscatto.
Una domanda per Verità (niente a che vedere con questo articolo): ho seguito il tuo suggerimento relativo al sito sport365 in alternativa a Dazn e Sky. E’ normale che dopo circa un minuto lo streaming si blocca e per continuare a vedere bisogna cliccare di nuovo su watch? O c’è un modo di aggirare l’ostacolo?
Ci sono tanti siti che trasmettono sport in streaming gratuitamente, migliaia, e da sempre. Però un minimo sforzo a cercare potreste farlo, siete così imbranati? Almeno ti riesce cercare con google? Possibilmente in inglese, e usando sempre tra le parole chiave la parola stream o streaming. Se cerchi bene potrai vedere qualsiasi cosa, non solo lo sport.
Nome, meno male che ci sei tu che sai tutto. Perché secondo te non l’ho fatto un giro su Google? E non ho inserito la parola streaming? peccato che sono tutti siti che fanno schifo, pieni di pubblicità e che si bloccano continuamente. Comunque la mia domanda era un’altra, almeno leggi prima di rispondere.
Forse non hai capito la risposta… stava per lascia stare quel sito e cercane altri… rojadirecta? batmanstream? eccetera eccetera eccetera, ma non posso scrivere qua i siti. Ripeto, ce ne stanno migliaia di siti così, poi è ovvio che se la qualità video è troppo alta c’è il rischio che il video si blocchi continuamente… poi ci sono anche altre alternative, ma sono per utenti di pc un po’ più ferrati. Poi se usi winzoz ci sono buone probabilità di essere infettati. Insomma, bisognerebbe fornire prima dei siti l’abc di un uso più accorto dei dispositivi. Poi non fare il permaloso, o vuoi che ti considero un hacker? Uno che non sa trovare una partita in streaming lo devo considerare ferrato col pc?
Magari vinceremo lo scudetto con Olsen che farà miracoli tenendo la porta imbattuta per 20 partite su 38, ma vedere Alisson con una maglia differente da quella della Roma mi da molto fastidio…
Perché? Perché è romano e romanista? Perché giocava con noi da parecchi anni e il tifo si era affezionato? A me è sembrato un mercenario che non siamo riusciti a trattenere perché ancora non abbiamo lo stadio. Quando avremo lo stadio potremo tenerci anche (quasi) tutti i calciatori mercenari. Per ora a sti pezzenti gli va detto solo pussa via brutta bertuccia. Sempre forza Roma
Non è un mercenario. È un uomo intelligente.
Chi glielo faceva fare a stare alla Roma sudando parecchie partite, per fare parate e uscite?
In premier non ha ancora preso un tiro in porta. È praticamente in vacanza. E pre 4 volte lo stipendio.
È stato furbo, non mercenario.
Ma infatti deve lavorare tranquillo e non deve essere sempre paragonato al suo predecessore… e qui sbagliano i telecronisti, giornalisti che aspettano solo il momento per aizzare la critica e la polemica a cui poi, molti tifosi vanno dietro.
….si risveglia l’orgoglio Romanista,finalmente….,anche nel lettore…Temevo che,presi dalla imposta,solo alla Roma e alla “giallorossità ”,sportività e senso critico ipocrita,non esistessero più giornalisti romanisti veraci e viscerali….Grazie….
de Rossi che ha ormai un’età non giovanissima per un calciatore e quindi criticabile calcisticamente, è bravissimo nel suo ruolo di capitano, un’eredità non facile da raccogliere dal predecessore,ma per fortuna non ha bisogno di impegnarsi per fare certi gesti, gli vengono naturali, lui riesce ad aiutare tecnico e staff a tenere il gruppo unito.questo gesto per olsen è sicuramente un attestato di fiducia che aiuta soltanto una persona ad integrarsi e sentirsi importante dopo la partenza di allison, tanto di cappello caro Daniele!
Orgoglioso di De Rossi, un carisma immenso ed grande capitano, aggiungo ancora un grande calciatore (a Torino è stato uno dei migliori).
De Rossi è il degno Capitano di questa squadra. Sicuramente, più di Francesco Totti, conosce il valore del “gesto” e della “parola” da Capitano.
Totti lo era per carisma e per fattualità . De Rossi forse un pelo meno, ma sa quando e come mandare messaggi importanti.
Articolo da applausi
..infatti sotto la Sud a difendere Antonioli dopo i fischi per la papera contro il Perugia (stagione 2000 – 2001… Cioè l’anno dello scudetto) non vi andò Totti.. Ma un altro Capitano sicuramente più degno
Infatti sotto la curva sud a difendere Antonioli che era fischiato per la papera contro il Perugia (stagione 2000 – 2001…l’anno dello scudetto) non ci andò Totti ma un altro Capitano…
De Rossi capitano vero dentro e fuori dal campo. Articolo da applausi, tanto lucido nell’analisi dei fatti quanto romanista. Un vero capolavoro.
Ps per I cronisti citati nell’articolo: guardate meglio l’azione e scoprirete che su quella palla non sarebbe uscito neanche Alisson perché il pallone ha preso un effetto a giro verso l’esterno e non ci sarebbe arrivato neanche se avesse avuto la rapidità di Gervinho.
Bellissimo articolo.Quando DDR lascerà ,si chiuderà un’epoca e ci renderemo conto della fortuna di avete avuto questi 2 grandi Capitani e bandiere,diversi,i paragoni non servono,li abbiamo avuti entrambi.Totti,così grande,che,con la sua infinita classe,era già leggenda quando ancora in campo,è stato addirittura sopra la Roma,uno divino,l’altro terreno,con l’orgoglio e le fragilità di chi ama,con la Roma ed il ruolo di Capitano come missione,entrambi sono la Roma.
Grande Daniele.
Calcisticamente non è più quello di anni fa, (anche Gerard gli ultimi anni non era più il campione dei primi tempi), ma il carisma del capitano è immensa.
Bravo Daniele (e niente gomiti alti, mi raccomando)
Abbraccio pieno di significati quello tra Daniele De Rossi e Robin Olsen a fine gara . Sicuramente un modo per far si che questo portiere svedese si senta dentro al gruppo e non isolato . L’inserimento anche emotivo di un singolo all’interno di una comunita’ sportiva come quella giallorossa e’ la ricetta per raggiungere importanti traguardi…
È un portiere che ha delle doti e alcune pecche.
Con Savorani però,non potrà far altro che migliorare.
Risposta a Idiot…: A me i furbi non piacciono. Forza Olsen.
Forza Magggica Roma
Non mi aspettavo una bocciatura così metà da parte della società … è vero che a Torino non ha brillato marco relegare uno dei colpi del mercato estivo a scrivere articoli sul Romanista mi sembra una punizione eccessiva… Daje Flaco siamo con te ?
Certo che leggere gente scrivere che de rossi è più capitano di totti fa veramente ridere. Ma dove stavate negli ultimi venti anni? Non c’è bisogno di denigrare uno per esaltarne un’altro. Ma poi più di 70 persone che spolliciano in su,chi vi capisce.
Finalmente un articolo degno di nota..forza Robin e forza roma..le premesse per un grande anno ci sono tutte.. aldilà di quel piccolo errore forse dettato da un eccesso di sicurezza nel voler bloccare il pallone,mi sembra un portiere pronto che tende sempre a respingere lateralmente ed è una buona cosa
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.