AS ROMA NOTIZIE – È già derby, anche se si parla di nazionale. Ieri il serbo Kolarov ha usato parole decisamente dure nei confronti del laziale Marusic (e del difensore Stojkovic) che hanno scelto di giocare per il Montenegro pur essendo nato a Belgrado: «Io ho giocato nella Lazio, poi sono andato in Inghilterra e poi sono tornato a Roma, alla Roma, perché sono un professionista. Ma una Nazionale non funziona così: come puoi giocare per il Montenegro visto che non sei nato in Montenegro? O per l’Austria se non sei austriaco? È triste se hai fatto questa scelta perché magari non pensavi di far parte della Serbia, avendo poca fiducia in te stesso».
Marusic, 26 anni, è nato a Belgrado, gioca con il Montenegro da più di 3 anni e ha messo insieme una ventina di presenze. Kolarov invece, oltre ad essere il capitano, è uno dei punti fermi della nazionale serba, che non ha lasciato, nonostante abbia 33 anni, dopo il Mondiale in Russia. Bordate vere e proprie da parte di Kolarov che di certo non ha peli sulla lingua come dimostrano le dichiarazioni rilasciate nel 2010 quando era ancora un giocatore della Lazio:
«Sono sconcertato per quanto accaduto contro l’Inter, non ho mai visto nulla di simile. Invece di essere dalla nostra parte, mentre lottavamo per la salvezza, i tifosi schernivano noi e applaudivano tutte le azioni avversarie. Questo atteggiamento va oltre la rivalità sportiva, non è più passione, ma malattia».
(Leggo, F. Balzani)


Discorso stupido da parte di una persona incoerente e a me antipatica: parla di essere un professionista ma uno che si definisce tale non direbbe mai “vorrei tornare alla lazio magari anche da dirigente” frase sua del 01/07/2017 o soprattutto “mai alla Roma e se lo dico è perché lo penso” sempre sua ma di fine 2010; seguendo il suo ragionamento allora Perrotta avrebbe dovuto gioca con l’Inghilterra perché è nato là . Sono dichiarazioni che fanno solo lo scopo di fomentare l’odio in paesi ancora non troppo calmi e che magari sono state fatte anche x imbonirsi una parte dei tifosi della Roma cercando di buttarla sullà rivalità coi burini. Tutto ciò rafforza la mia idea che sto laziale non sarebbe mai dovuto venire qua anche se tecnicamente è un ottimo calciatore
In effetti tra tenere te come tifoso o Kolarov come calciatore penso avremmo tutti difficoltà a scegliere… un dubbio irrisolvibile. Dovrei pensarci quasi mezzo secondo almeno….
Ps: tra Montenegro e Serbia non c’e nessun conflitto, nè mai stato. Si sono separati con un referendum pacifico.
Se conoscessi il sentimento nazionalista che anima e caratterizza il popolo serbo, non ti sembrerebbe un discorso così stupido. Capisco che in Italia un sentimento simile non c’è mai stato (tranne qualche temporaneo risveglio indotto da fattori esterni), ma la Storia insegna. Nonostante la cosiddetta “globalizzazione” stia soffiando nella direzione dell’omologazione degli individui e dei popoli, ci sono ancora delle sacche di resistenza, fiere e più coese di quanto riusciamo ad immaginare. Noi, del resto, siamo abituati ad assistere alle quotidiane zuffe da pollaio; di certi temi è meglio non parlarne proprio. O no?
Concordo Kawa in linea generale. Il Nazionalismo è ancora un’ideologia potente. Nello specifico Kolarov esagera: i serbi e i montenegrini sono un unico popolo, stessa lingua, cultura ortodossa e alfabeto cirillico, diviso solo dalla politica internazionale che ha negato SEMPRE l’accesso all’Adriatico alla Serbia, favorendo un piccolo principato sotto la dinastia dei Petrovic Njegos (da cui discende una regina Italiana, Elena di Montenegro). Lo stesso Slobodan Milosevic, d’altro canto, era montenegrino d’origine. Quindi, secondo me, Black Jack ha ragione a contestare quest’eccesso di nazionalismo; ne ha meno quando lo strumentalizza per rimarcare il fatto che Kolarov è laziale, mischiando le bombe con le caciotte.
Meglio sorvolare.
Penso che se nasci in un paese tu sia più propenso a rappresentarlo a livello di nazionale, ma solo per una questione di affetto e sentimenti e io non conosco la storia di marusic. Detto ciò omologazione? Ma sei serio? Al massimo si può parlare di unione o di scambio, ma l’omologazione come conseguenza della Globalizzazione è una cavolata. Chi continua a parlare di nazionalismo e confini è rimasto al 1962, quelle sacche non sono fiere bensì di ritirano col freddo e escono col caldo.
Karl, l’omologazione è una diretta conseguenza della globalizzazione, altro che cavolata. Si tratta di un processo ben noto a sociologi ed economisti, oltre che a molte persone comuni… I nazionalismi non sono mai stati così forti, almeno in Europa, dalla fine della IIWW. Basta informarsi un po’.
Curioso il tuo intento di calmierare le passioni balcaniche attizzando contemporaneamente quelle del derby. Le prime sono state foriere di tragedie epocali, nulla di paragonabile – ovviamente – alle seconde, fomentate da sparuti gruppi di spiantati che giocano a far i guerrieri della caciotta. Solo che trovo un po’ controverso il tuo discorso: ragionevole nella prima parte, grossolano nella seconda.
Rispondo qua a tutti: non voglio e non mi interessa attaccare il nazionalismo serbo, ognuno pensa che vuole entro ovvi limiti, ma quei territori sono ancora burrascosi e dichiarazioni di questo genere non sono proprio foriere di pace ed amicizia; poi il discorso x me è sciocco e ho fatto l’esempio di Perrotta. Inoltre nominare Marusic mi sembra un tentativo di imbonimento di parte del tifo giallorosso parlando male del laziale, poteva benissimo fare queste dichiarazioni senza fare nomi (ma secondo me era meglio se stava zitto) e se non li faceva questa notizia non appariva qua e in altri siti. Infine la mia opinione sul giocatore è sempre quella: giocatore sublime ma che visto il suo passato (e le cose dette e fatte) non avrei voluto qua, x voi sarà provinciale ma x me è così
Probabilmente tu sei uno di quelli che tifa contro la sua maglia, altrimenti avresti apprezzato il suo discorso.
Diamo un peso eccessivo alle dichiarazioni dei personaggi che gravitano nel mondo del calcio. Non dimentichiamoci che molto conta il contesto in cui le fanno…se Kolarov è intervistato da un interlocutore laziese cosa vuoi che dica? “Tutto sommato non mi dispiacerebbe andare alla Roma”. Non dicono (quasi) mai quello che pensano ma quello che tu ti aspetti di sentire. Il problema non è lui ma l’interlocutore che gli chiede “Andresti mai alla Roma?” . E figurati cosa gliene può fregare a un professionista cresciuto in un paese squassato da una guerra civile delle nostre piccole beghe campanilistiche. Certo che viene alla Roma se gli fa comodo…
Le persone cambiano idea. Se utilizzassi lo stesso metro di giudizio, dovresti prendere a calci nel sedere il tuo presidente fino a quando rimarrà alla roma.
Sul discorso delle Nazionali, sono perfettamente d’accordo con lui.
Io non vedo di buon occhio tutti quei giocatori che giocano con una nazionale diversa dalla loro solo perché la loro nazione d’appartenenza è più forte, e quindi per avere visibilità si vendono ad un’altra.
Altra pagina malata di un calcio vicino allo stato comatoso.
ogni popolo ha sua identità che è emersa nel tempo o nei secoli superando le difficoltà tribali (in particolari famigliari) si diventa nazione ,si fa’ sentire il peso , la cultura , non c’è integrazione , gurdate il razzismo non esiste solo tra bianchi e neri ,anche tra neri e neri e bianchi e bianchi
Che il nazionalismo sia fermo al 1962 sarebbe da raccontare, tralasciando i popoli slavi, ai palestinesi, curdi e ceceni, oltre alle popolazioni africane e asiatiche, le cui minoranze rivendicano
status e confini a suon di bombe. Nato nell’Ottocento, il Nazionalismo è ancora la più potente ideologia dell’era contemporanea, l’altra è la Religiine, tanto da soppiantare il Socialismo. Quando il Nazionalismo si sovrappone solo a una delle altre due, lutti e tragedie sono garantite. Attraverso la globalizzazione la leadership mondiale cerca di omologare tutta la popolazione del globo, cancellando differenze e motivi di tensione sotto l’egida del mercato.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.