AS ROMA NEWS – Immaginare quale desiderio avrà espresso non è poi così complicato, visto il momento della sua Roma. Eusebio Di Francesco ha soffiato ieri su 49 candeline nella tranquillità familiare, lontani gli echi di polemiche e discussioni, almeno fino a domani, quando la squadra riprenderà a lavorare per preparare la gara di domenica contro il Chievo. Fresco di un delicato intervento agli occhi – reduce già dalle operazioni all’anca, della scorsa estate, e alla mano, fratturata durante la sfida con l’Atalanta – il tecnico giallorosso non è intenzionato a mollare, aggrappato a una panchina che sente quanto mai sua, convinto che ci siano tutti i margini per risollevare una stagione appena iniziata.
Ripartendo dalle sue convinzioni tattiche ( il 4- 3- 3), disposto a fare anche dei sacrifici illustri pur di ritrovare la via smarrita. D’altra parte è Monchi – che sta passando dei giorni di relax in Spagna – a indicare gli obiettivi che la Roma, insieme al suo allenatore, deve perseguire. «La più grande ambizione è quella di costruire un modello economico che sia sostenibile e stabile – spiega il dirigente a Sport Illustrated – mentre a livello sportivo ci prefiggiamo di portare il club più vicino possibile al massimo livello. Sono questi i miei obiettivi» .
Non parla di vittorie, non illude neanche lui i tifosi, anche lui sulla strada seguita poi da Totti («Lottiamo per il secondo posto e per superare il girone Champions»), il ds, che ammette: «Qui posso lavorare in autonomia, la Roma mi permette di essere me stesso, mantenendo indipendenza e responsabilità , avendo la possibilità di continuare il mio lavoro».
(La Repubblica, F. Ferrazza)


Che bella cosa e’na ‘iornat e sole..
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Non e’ molto difficile capire cio’ che Monchi ci dice . L’as roma vuole vincere ma senza portare i libri in tribunale . Per chi ha buona memoria gli scudetti del 1983 e del 2001 hanno provocato movimenti tellurici sui bilanci societari nonostante Dino Viola al tempo fosse un amministratore molto piu’ attento di Franco Sensi . Cio’ ce lo spiega cosa avvenne dopo quelle storiche vittorie con contratti rinnovati e insostenibili poi rescissi unilateralmente e nel secondo caso un vero e proprio default finanziario fino al famoso caso del mancato pagamento di Chivu e delle false fideiussioni bancarie per l’iscrizione al campionato . Il bene primario di ogni tifoso romanista deve essere sempre la sopravvivenza del Club con cui mantenere negli anni l’indissolubile legame affettivo . …
Troppe chiacchiere inutili come al solito.
Robbo 1 sono pienamente d’accordo con te
Parole Parole Parole. Monchi fa trading coi giocatori non costruisce squadre per vincere
Cioè robbo1 per ora scordiamoci di competere per vincere?non dico vincere, ma cercare di farlo…
Io concordo pienamente con Robbo. Per quelli che il calcio lo credono ancora come tiriamo due calci non sanno che il calcio ora è marketing e le società sono aziende. Per competere con la Juve in Italia bisogna fatturare più del doppio perché la Roma non arriva a 200mln l’anno la Juve sta sui 450mln avete visto che differenza?
Tra dire la Roma vuole vincere e la Roma vuole diventare un grande club ce n’è di differenza. L’amara differenza è che il primo è un obiettivo che indica la voglia di prendersi un trofeo la seconda un’idea di giungere ad un traguardo anche tra 10 anni e non pone di certo la forza della squadra al centro, come dire se vinciamo qualcosa tanto meglio ma non è un obiettivo primario. La Roma deve muovere soldi e l’unico obiettivo serio che ha è partecipare, non vincere ovvio, alla Champions per assicurarsi introiti. Per il resto mettiamoci l’anima in pace.
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.